Peschiera Borromeo, il Pd interviene sul Data Center di San Bovio: «Il Comune era tenuto a rispettare la legge»
Moreno Mazzola, segretario del Circolo Moro Berlinguer, spiega la posizione del Partito Democratico: «Lavoriamo affinché siano rispettate tutte le prescrizioni e le compensazioni previste»
In primo piano Moreno Mazzola Fotomontaggio di fantasia AI
PESCHIERA BORROMEO, 9 luglio 2026 – Prosegue il confronto politico sul progetto del nuovo Data Center previsto a San Bovio. Dopo le numerose prese di posizione delle ultime settimane, interviene anche Moreno Mazzola, segretario del Partito Democratico – Circolo Moro Berlinguer e presidente del Consiglio comunale di Peschiera Borromeo, per chiarire la posizione del partito e della maggioranza che sostiene l'Amministrazione comunale.
Secondo Mazzola, il dibattito deve partire da un presupposto fondamentale: il rispetto della normativa vigente e dei limiti entro i quali può operare un'amministrazione pubblica.
«In merito all’insediamento del Data Center a Peschiera Borromeo è opportuno ricordare due cose: la prima è che stiamo parlando di un insediamento su un terreno privato da parte di un privato che ha espletato le interlocuzioni con esito positivo con tutti gli enti preposti, la seconda è che viviamo in uno stato di diritto e quindi un’amministrazione è tenuta alla verifica della corretta applicazione della legislazione vigente».
Il segretario del Pd ricorda inoltre che il percorso autorizzativo dell'intervento non nasce con l'attuale Amministrazione, ma prende avvio nel 2020 e ha coinvolto tre diverse amministrazioni comunali.
«In questo contesto il percorso del Data Center ha visto l’operatore lavorare su questo progetto dal 2020 con interlocuzioni con tre amministrazioni di Peschiera e allo stato attuale la pratica ha espletato la verifica della Conferenza dei Servizi. Siccome la Conferenza si è conclusa con una determinazione favorevole, il Comune non può successivamente introdurre motivazioni nuove o pareri tecnici estranei alle competenze esercitate durante la Conferenza per impedire la realizzazione dell'opera. Questo deriva dai principi di concentrazione e definitività della Conferenza dei Servizi previsti dalla normativa sul procedimento amministrativo».
Mazzola sottolinea quindi che l'Amministrazione comunale non avrebbe potuto annullare il procedimento in assenza di motivazioni giuridicamente fondate e che il suo compito, ora, è quello di verificare il rispetto di tutte le prescrizioni contenute nell'autorizzazione.
«L’amministrazione attuale, come le precedenti, si è regolata sulla base della normativa vigente e non ha potuto annullare il provvedimento perché non c’erano motivazioni legittime per fare ciò ma ha operato e opererà per verificare il rispetto delle prescrizioni contenute nella determinazione conclusiva, nel controllare la conformità del progetto esecutivo rispetto a quanto autorizzato e vigilerà durante la fase esecutiva sull'osservanza delle condizioni autorizzative».
Secondo il presidente del Consiglio comunale, una scelta diversa avrebbe esposto il Comune a un contenzioso con il soggetto proponente.
«Questi sono i margini di intervento previsti dalla legislazione italiana in merito, operare diversamente avrebbe esposto il Comune a una causa da parte dell’operatore e a una richiesta risarcitoria».
Infine, il segretario del Partito Democratico rivendica il lavoro svolto dalla maggioranza per ottenere opere di mitigazione e compensazioni ambientali da inserire nel progetto.
«Il Partito Democratico ha operato assieme alla maggioranza, di cui è parte integrante, al fine di ottenere tutte quelle compensazioni e quelle mitigazioni che sono riportate nel progetto esecutivo atte a ridurre l’impatto dell’insediamento del Data Center, sia in termini strutturali sia in termini di compensazioni ambientali, e vigilerà perché il progetto sia conforme a quanto previsto».
L'intervento del segretario del Pd si inserisce nel dibattito politico che nelle ultime settimane ha animato il confronto cittadino sul progetto del Data Center di San Bovio, destinato a rimanere al centro dell'attenzione anche nelle prossime fasi di realizzazione dell'opera.
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