Peschiera Borromeo, il direttore delle Farmacie Comunali rompe il silenzio: «Gli elementi in possesso dell'Azienda sono di tutt'altro tenore»
Dopo l'articolo di 7giorni sulla denuncia del farmacista Raafat Ibrahim, il direttore generale Pasquale Nappi interviene con una nota scritta. La redazione rilancia con una serie di domande sul modello organizzativo dell'Azienda, ma la seconda risposta evita di entrare nel merito dei singoli quesiti.
Pasquale Nappi
Peschiera Borromeo, 14 luglio 2026 – Dopo la pubblicazione dell'articolo con cui 7giorni ha raccontato la denuncia presentata dal farmacista Raafat Ibrahim, è arrivata la prima presa di posizione del direttore generale dell'Azienda Speciale Farmacie Comunali, Pasquale Nappi, che fino a quel momento non aveva rilasciato dichiarazioni.
In una comunicazione inviata alla redazione, Nappi si scusa innanzitutto per non aver potuto rispondere il giorno precedente.
«Mi preme scusarmi per non aver potuto rispondere ieri, ma la giornata è stata particolarmente piena di incontri programmati», scrive il direttore generale.
Entrando nel merito della vicenda, Nappi precisa che gli elementi in possesso dell'Azienda sarebbero differenti rispetto a quelli emersi dall'intervista pubblicata da 7giorni.
«Gli elementi anche documentali che oggi sono in possesso dell'Azienda sono di tutt'altro tenore rispetto ai contenuti letti. Essendoci delle indagini in corso, non ritengo questa la sede per affrontare la situazione, lasciando eventualmente alle autorità interessate la definizione della cosa», afferma.
Le domande della redazione
Prendendo atto della disponibilità del direttore generale a intervenire, la redazione ha proposto un incontro o un confronto diretto, ritenendo che la vicenda meriti ulteriori approfondimenti nell'interesse dei lettori.
L'obiettivo della redazione non era entrare nel merito dell'indagine, che spetterà alle autorità competenti, ma chiarire alcuni aspetti organizzativi emersi dall'intervista di Raafat Ibrahim e dalla documentazione consegnata a 7giorni.
In particolare sono stati posti alcuni quesiti:
- quale sia la natura del rapporto professionale instaurato con i collaboratori esterni;
- se i carichi di lavoro denunciati da Ibrahim siano compatibili con un'attività svolta in condizioni di serenità;
- come un incarico formalmente qualificato come collaborazione professionale possa trasformarsi, nei fatti, in una presenza stabile e continuativa presso il dispensario di Linate;
- se il ricorso così consistente a collaboratori libero-professionali rappresenti un modello economicamente sostenibile per l'Azienda, considerando che, secondo la documentazione mostrata da Ibrahim, nel solo mese di maggio 2026 avrebbe fatturato circa 7.400 euro lordi;
- se incarichi di particolare responsabilità possano essere affidati anche a collaboratori libero-professionali;
- se carichi di lavoro particolarmente elevati possano aumentare il rischio di errori o disservizi, come quello relativo alla mancata disponibilità di alcuni farmaci richiamato dal farmacista;
- se il rapporto con Ibrahim sia stato definitivamente concluso e se siano stati adottati provvedimenti nei confronti degli altri professionisti coinvolti nell'episodio del 27 giugno, in attesa degli accertamenti delle autorità competenti.
La seconda risposta di Pasquale Nappi
Alla proposta di un incontro diretto, il direttore generale ha inviato una seconda comunicazione, senza tuttavia entrare nel merito dei singoli quesiti formulati dalla redazione.
Per quanto riguarda la vicenda personale di Ibrahim, Nappi conferma la linea già espressa.
«Sulla vicenda personale attenzionata ribadisco che i diversi profili saranno rimessi alle valutazioni delle sedi competenti interessate», scrive.
Il direttore generale affronta invece il tema generale del ricorso ai farmacisti libero-professionisti.
«In termini generali, il ricorso a farmacisti in regime libero-professionale rappresenta oggi una modalità organizzativa ampiamente diffusa nel settore, anche quale risposta alle mutate richieste del mercato del lavoro e alla crescente difficoltà di reperimento di professionisti disponibili per rapporti di lavoro subordinato», spiega.
Nappi aggiunge inoltre che «si tratta di un modello fondato su specifici incarichi professionali, che presenta una propria struttura organizzativa ed economica e che risponde a logiche diverse rispetto al lavoro dipendente».
Restano aperti diversi interrogativi
Le dichiarazioni del direttore generale rappresentano il primo intervento diretto di Pasquale Nappi dopo la pubblicazione dell'articolo di 7giorni e contribuiscono a chiarire la posizione generale dell'Azienda sul ricorso ai collaboratori libero-professionali.
Rimangono tuttavia senza una risposta puntuale numerose questioni sollevate dalla redazione e direttamente collegate all'intervista di Raafat Ibrahim e alla documentazione consegnata a 7giorni.
Tra queste figurano la natura del rapporto di collaborazione instaurato con il farmacista, i carichi di lavoro denunciati, le 261 ore lavorate nel mese di maggio 2026, la comunicazione inviata il 1° giugno 2026 con cui Ibrahim chiedeva una diversa organizzazione dei turni, la gestione del dispensario di Linate, l'utilizzo dei collaboratori libero-professionali, le modalità di conferimento degli incarichi, la sorte del rapporto di collaborazione dopo il 27 giugno e l'eventuale adozione di provvedimenti nei confronti degli altri soggetti coinvolti nella vicenda.
La redazione rinnova quindi la propria disponibilità a incontrare il direttore generale Pasquale Nappi e i vertici dell'Azienda Speciale Farmacie Comunali per approfondire questi temi, nella convinzione che, al di là delle responsabilità che saranno eventualmente accertate dalle autorità competenti, esistano questioni organizzative e gestionali di evidente interesse pubblico, sulle quali i cittadini meritano risposte puntuali e complete.
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