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La Pavoni, lavoratori in piazza: lunedì corteo cittadino a San Giuliano

Parte anche la mobilitazione online: petizione tramite e-mail all’azienda per fermare il trasferimento della produzione. Intanto prosegue lo stato di agitazione

Prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori de La Pavoni di San Giuliano Milanese dopo l’annuncio del gruppo Smeg, proprietario del marchio, di trasferire oltre 30 addetti in un altro sito produttivo in provincia di Verona. Due le iniziative principali messe in campo: un corteo cittadino in programma lunedì 30 marzo e una petizione con invio di mail all’azienda per chiedere di mantenere la produzione sul territorio.

Il corteo si terrà lunedì sera con ritrovo alle 19.30 davanti al Comune. Da lì i partecipanti si muoveranno fino alla sede della Protezione Civile, dove è convocato il consiglio comunale che affronterà la vicenda come primo punto all’ordine del giorno con una mozione bipartisan. Parallelamente, è stata avanzata la richiesta di un incontro in Regione Lombardia per accelerare il confronto istituzionale.

Intanto cresce la mobilitazione anche fuori dai confini locali. È stata avviata una petizione che invita a scrivere direttamente all’azienda per sostenere la vertenza e chiedere che la produzione resti a Milano. Il testo e gli indirizzi mail sono disponibili al link https://shortlink.uk/1mp1O.

Al centro della protesta c’è il trasferimento di gran parte delle attività – produzione, logistica e uffici acquisti e qualità – che coinvolgerebbe circa due terzi dei 45 dipendenti dello storico stabilimento, attivo da oltre un secolo.

«È chiaro - dichiara Ludovico Di Muzio della Fiom di Milanoche parlare di cessione di ramo d’azienda è inaccettabile. Vi immaginate più di 30 persone, con casa, famiglia, affetti, relazioni in questo territorio che, due volte al giorno, si sobbarcano 180 km per recarsi al lavoro? Non scherziamo, è evidente che siamo di fronte a licenziamenti camuffati. Per questo, nel momento in cui l’azienda ha annunciato l’imminente avvio della procedura, abbiamo proclamato lo stato di agitazione permanente. Giorno per giorno decideremo con i lavoratori forme e modalità della mobilitazione». 

Sulla stessa linea anche la Uilm: «L’obiettivodichiara Francesco Caruso di Uilm Milanoè la salvaguardia dell’occupazione dei 45 dipendenti di San Giuliano e l’avvio di un confronto su un piano industriale che preveda investimenti, innovazione e efficientamento del sito. È insostenibile che una realtà come La Pavoni che è contemporaneamente un’azienda sana e un pezzo di storia "made in Milano" si trasformi nell’ennesima area dismessa».