La fiamma olimpica accende Segrate, il Sindaco sui social: «Viva le Olimpiadi di Milano - Cortina 2026!»
Folla, emozione e partecipazione per il passaggio della torcia nell’ultima tappa del suo viaggio
Foto dal profilo Facebook del Sindaco di Segrate
Segrate ha vissuto una mattinata destinata a restare nella memoria collettiva. Il passaggio della fiamma olimpica ha trasformato la città in un grande palcoscenico a cielo aperto, animato da entusiasmo, colori e un senso diffuso di appartenenza. Una giornata che ha coinvolto migliaia di persone e che ha mostrato il volto migliore della comunità segratese, capace di fare squadra attorno a un evento simbolico e atteso.
Una macchina organizzativa che ha funzionato
A sottolineare la riuscita dell’evento è stato il sindaco Paolo Micheli, che ha affidato ai social il suo ringraziamento alla città. «Questa mattina per salutare il passaggio della Fiamma Olimpica la nostra città ha messo in campo una straordinaria macchina organizzativa. Tutto è funzionato alla perfezione». Un plauso esteso a tutti: dai bambini delle scuole, «tantissimi e chiassosi», agli insegnanti, dai cittadini presenti – circa quattromila secondo le stime – al personale comunale, fino alle forze dell’ordine, ai volontari della Protezione civile, alle associazioni, ai nonni vigili, agli Alpini e agli operatori dei servizi.
La sessantesima e ultima tappa del viaggio
Quella di Segrate è stata la sessantesima e ultima tappa di un percorso carico di significati. La torcia, partita da Sesto San Giovanni, ha attraversato Cologno Monzese e Vimodrone, arrivando a Segrate prima di riprendere il cammino verso San Donato Milanese, passando da Pioltello e raggiungendo nel pomeriggio una Milano blindata.
Cascina Commenda, cuore della festa
Già dalle dieci del mattino Cascina Commenda era gremita. Famiglie, bambini e ragazzi si sono raccolti per salutare il passaggio dei tedofori, sventolando bandiere tricolori e quelle con il logo olimpico. L’attesa, carica di curiosità, si è trasformata in un tifo colorato e rumoroso al loro arrivo. Un momento di festa condivisa, capace di unire generazioni diverse nello stesso entusiasmo.
Applausi, bandiere e finestre aperte sulla festa
Le vie interessate dal passaggio della fiamma olimpica si sono trasformate in un lungo abbraccio collettivo. Bandiere tricolori, applausi continui e sguardi carichi di emozione hanno accompagnato i tedofori lungo il percorso, creando un’atmosfera intensa e partecipata. Tantissimi cittadini hanno voluto essere presenti anche affacciandosi alle finestre o scendendo sui balconi, rendendo visibile, metro dopo metro, il coinvolgimento di tutta la città. Un colpo d’occhio capace di raccontare, meglio di molte parole, la forza di un evento che ha saputo unire Segrate e trasformare una mattina qualunque in una pagina speciale della sua storia recente.
Una giornata da ricordare
«È stata una giornata memorabile di unione e partecipazione della nostra comunità. Non la dimenticheremo», ha scritto ancora Paolo Micheli, chiudendo con un augurio che è anche una promessa di futuro: «Viva le Olimpiadi di Milano - Cortina 2026!». Un grido che a Segrate, per qualche ora, è diventato il coro di tutti.
Una macchina organizzativa che ha funzionato
A sottolineare la riuscita dell’evento è stato il sindaco Paolo Micheli, che ha affidato ai social il suo ringraziamento alla città. «Questa mattina per salutare il passaggio della Fiamma Olimpica la nostra città ha messo in campo una straordinaria macchina organizzativa. Tutto è funzionato alla perfezione». Un plauso esteso a tutti: dai bambini delle scuole, «tantissimi e chiassosi», agli insegnanti, dai cittadini presenti – circa quattromila secondo le stime – al personale comunale, fino alle forze dell’ordine, ai volontari della Protezione civile, alle associazioni, ai nonni vigili, agli Alpini e agli operatori dei servizi.
La sessantesima e ultima tappa del viaggio
Quella di Segrate è stata la sessantesima e ultima tappa di un percorso carico di significati. La torcia, partita da Sesto San Giovanni, ha attraversato Cologno Monzese e Vimodrone, arrivando a Segrate prima di riprendere il cammino verso San Donato Milanese, passando da Pioltello e raggiungendo nel pomeriggio una Milano blindata.
Cascina Commenda, cuore della festa
Già dalle dieci del mattino Cascina Commenda era gremita. Famiglie, bambini e ragazzi si sono raccolti per salutare il passaggio dei tedofori, sventolando bandiere tricolori e quelle con il logo olimpico. L’attesa, carica di curiosità, si è trasformata in un tifo colorato e rumoroso al loro arrivo. Un momento di festa condivisa, capace di unire generazioni diverse nello stesso entusiasmo.
Applausi, bandiere e finestre aperte sulla festa
Le vie interessate dal passaggio della fiamma olimpica si sono trasformate in un lungo abbraccio collettivo. Bandiere tricolori, applausi continui e sguardi carichi di emozione hanno accompagnato i tedofori lungo il percorso, creando un’atmosfera intensa e partecipata. Tantissimi cittadini hanno voluto essere presenti anche affacciandosi alle finestre o scendendo sui balconi, rendendo visibile, metro dopo metro, il coinvolgimento di tutta la città. Un colpo d’occhio capace di raccontare, meglio di molte parole, la forza di un evento che ha saputo unire Segrate e trasformare una mattina qualunque in una pagina speciale della sua storia recente.
Una giornata da ricordare
«È stata una giornata memorabile di unione e partecipazione della nostra comunità. Non la dimenticheremo», ha scritto ancora Paolo Micheli, chiudendo con un augurio che è anche una promessa di futuro: «Viva le Olimpiadi di Milano - Cortina 2026!». Un grido che a Segrate, per qualche ora, è diventato il coro di tutti.
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