Segrate, esplode il caso Parco della Musica: concerti cancellati e palco spostato a Milano, danni per oltre 1 milione di euro

Organizzatori all’attacco del Comune per la burocrazia: danni stimati in un milione di euro. Il Comitato Vivere Novegro teme che il quartiere perda opportunità e investimenti

Parco della Musica Segrate edizione 2025

Parco della Musica Segrate edizione 2025 Foto Profilo Facebook Parco della Musica

SEGRATE, 16 giugno 2026 – Il Parco della Musica di Milano si farà, ma lo scontro tra gli organizzatori e il Comune di Segrate è ormai esploso pubblicamente. La stagione estiva 2026 è confermata con 19 spettacoli, ma due concerti sono stati cancellati e altri due trasferiti in venue milanesi. Nel frattempo il palco è stato spostato di circa trenta metri, così da ricadere sotto la giurisdizione del Comune di Milano.

Quattro concerti modificati, 19 confermati

Gli organizzatori confermano che il pubblico vivrà la stessa esperienza prevista inizialmente a Novegro. Fanno eccezione quattro appuntamenti: TLC/Redman e The Flaming Lips sono stati cancellati, mentre Garbage e A Day To Remember si esibiranno rispettivamente all’Alcatraz e al Fabrique di Milano, mantenendo le stesse date.

Per i possessori dei biglietti sono state attivate le procedure di rimborso o di accesso alle nuove venue. Nel caso dei The Flaming Lips, chi lo desidera potrà utilizzare il biglietto anche per la data del 18 giugno al Sequoie Music Park di Bologna.

L’accusa degli organizzatori: «Un iter da palazzo o ospedale»

Nel comunicato ufficiale, Gualtiero Sabatini, amministratore delegato di Grande Stazione S.r.l., attribuisce le difficoltà a una diversa interpretazione normativa adottata dagli uffici tecnici del Comune di Segrate.

«Le cause non sono state di natura organizzativa, produttiva o di pubblica sicurezza», ha dichiarato Sabatini. «La dirigente dell’Area Servizi Tecnici del Comune di Segrate ha assimilato un’attività di spettacolo dal vivo, temporanea, stagionale e interamente smontabile al regime previsto per gli insediamenti stabili, al pari di un palazzo o di un ospedale».

Secondo gli organizzatori, la rassegna si svolge in una location storica attiva dal 1969 e la prima edizione del Parco della Musica aveva ottenuto il patrocinio dello stesso Comune di Segrate. Le istituzioni sarebbero state informate già alla fine del 2024 della stagione 2026 e di quelle successive.

«Per mesi abbiamo dichiarato formalmente e ripetutamente la nostra disponibilità a un confronto tecnico con l’ufficio competente. Un confronto che, nei fatti, non c’è mai stato», ha aggiunto Sabatini.

Le dichiarazioni più dure del CEO Sabatini

Nell’intervista rilasciata nelle scorse ore, l’amministratore delegato ha espresso posizioni ancora più nette sul rapporto con gli uffici comunali.

«Quello che si voleva fare era creare un iter troppo contorto e molto complesso per non permetterci di arrivare alle autorizzazioni necessarie per svolgere gli show e quindi noi preventivamente ci siamo dovuti spostare», ha dichiarato Sabatini.

L’amministratore delegato sottolinea inoltre il tema della certezza degli investimenti: «Se io arrivo sul territorio di Segrate e dico che per i prossimi dieci anni voglio fare un determinato numero di show in una location e l’amministrazione mi concede le autorizzazioni il primo anno, non posso anno per anno ricevere o non ricevere le autorizzazioni necessarie. Un investimento ha bisogno di tempo per essere ammortizzato».

E ancora: «Non si può arrivare tre mesi prima dell’inizio di una rassegna con quasi cinque milioni di euro di cachet artistici e dire che non ci sono le autorizzazioni».

Tra le accuse più pesanti mosse da Sabatini vi è anche quella sul comportamento degli uffici tecnici:«Purtroppo è palesemente una strategia di un ufficio tecnico che vuole fare politica, insomma, non so come dirlo in un modo più carino».

Ricadute economiche e occupazionali sul territorio

Secondo Grande Stazione il progetto avrebbe importanti ricadute economiche sul territorio. Sabatini ha spiegato che la stagione impiega tra le 5.000 e le 6.000 persone tra eventi piccoli e grandi, coinvolgendo personale tecnico, sicurezza, logistica e imprese locali.

«Cerchiamo di usare tutte le aziende del territorio. La parte di allestimenti viene gestita da un’azienda di Segrate, così come la grafica», ha spiegato l’amministratore delegato.

Il danno economico derivante dalla vicenda sarebbe stimato in circa un milione di euro. «Se fosse saltata l’intera rassegna si sarebbe parlato di decine di milioni di euro», ha dichiarato.

I residenti e la gestione del quartiere

Gli organizzatori rivendicano anche l’attenzione riservata ai residenti di Novegro. Sono stati predisposti pass dedicati per consentire ai cittadini di entrare e uscire dal quartiere durante gli eventi.

«Una delle prime cose che abbiamo fatto è creare una prassi per cui tutti i residenti avessero un pass per ogni macchina, in modo da poter entrare e uscire tranquillamente dal quartiere», ha spiegato Sabatini.

Sul tema del rumore, l’amministratore delegato ha aggiunto: «Gli impianti audio che utilizziamo sono direzionali e permettono di diminuire il più possibile il fastidio per i residenti».

La replica del sindaco Di Chio

Dal canto suo, il neo sindaco Francesco Di Chio, in dichiarazioni rilasciate a Il Giorno, ha fornito una lettura differente della vicenda.

«Presumibilmente, di fronte alla prospettiva di eventi che si ripeteranno anche per gli anni a venire, ora gli uffici hanno deciso di seguire regole più stringenti, in linea anche coi vincoli aeroportuali che gravano su Novegro e che vietano l’arrivo di grandi flussi di persone presenti nel quartiere in contemporanea. Si tratta di scelte tecniche e non politiche», ha dichiarato il primo cittadino.

Il nodo dei vincoli aeroportuali

Un altro punto di forte contrasto riguarda proprio la presenza dei "presunti" vincoli aeroportuali sull'area di Novegro. Nell'intervista rilasciata nelle scorse ore, Gualtiero Sabatini ha contestato apertamente l'interpretazione secondo cui il Parco Esposizioni di Novegro sarebbe soggetto a limitazioni tali da impedire lo svolgimento dei concerti.

«L'area che ospita il Parco della Musica è esente da qualsiasi tipo di vincolo aeroportuale perché è antecedente al Codice della navigazione, se vogliamo entrare nel tecnico», ha dichiarato.

Sabatini ha inoltre sostenuto che anche i pareri specialistici acquisiti dagli organizzatori confermerebbero questa impostazione: «Ci siamo avvalsi di urbanisti, ingegneri con trent'anni di esperienza nel mondo degli eventi, di una società internazionale specializzata in safety and security aeroportuale e di professori universitari per spiegare alla parte tecnica che quanto stavano facendo era sbagliato sotto diversi punti di vista».

Di Chio ha comunque confermato la disponibilità dell’amministrazione a collaborare con gli organizzatori: «L’amministrazione conferma la volontà di collaborare con Unipol Arena a partire dalla gestione della viabilità nelle aree limitrofe ai concerti».

Il Comitato Vivere Novegro: «Rischiamo di avere i disagi senza i benefici»

Molto articolata la posizione del Comitato Vivere Novegro, che da mesi segue l’evoluzione del progetto.

«Da mesi il Comitato Vivere Novegro ha seguito con attenzione il progetto del Parco della Musica, vedendo nella presenza di un importante operatore come Unipol Arena non soltanto una struttura dedicata all'organizzazione di eventi, ma una concreta opportunità di sviluppo per l'intero quartiere».

Il Comitato ricorda inoltre come fossero state prospettate opere e servizi per il quartiere: «Si era parlato anche della realizzazione di strutture culturali permanenti, come un teatro stabile, nuovi servizi, attività commerciali, opportunità occupazionali e investimenti capaci di trasformare Novegro da quartiere di servizio dell'aeroporto a quartiere residenziale, culturale e attrattivo».

Uno dei passaggi più significativi riguarda lo spostamento amministrativo del palco: «Cento metri possono sembrare pochi. In questo caso, però, potrebbero bastare per spostare opportunità, investimenti e prospettive di sviluppo da una parte all'altra di un confine amministrativo».

E ancora: «Novegro continuerà inevitabilmente a convivere con gran parte delle criticità legate alla mobilità e al traffico generate dagli eventi, ma rischia di raccogliere una quota molto limitata dei benefici, che potrebbero concentrarsi prevalentemente su Milano».

Il Comitato pone poi alcune domande all’amministrazione: «Come è possibile che un operatore internazionale interessato a investire sul territorio abbia dovuto spostare il proprio progetto sotto Milano, mentre altre attività continuano a operare senza particolari limitazioni?».

La conclusione è netta: «Il Comitato Vivere Novegro si chiede oggi quali saranno i prossimi sviluppi e quali iniziative verranno messe in campo affinché Novegro non resti soltanto il quartiere chiamato a gestire le criticità, ma possa finalmente partecipare anche ai benefici delle trasformazioni che interessano il territorio».

Assomusica: «Le regole sì, ma con buon senso»

Sul caso è intervenuto anche Carlo Parodi, presidente di Assomusica: «Le regole, nel nostro settore, sono una garanzia per tutti: vanno però applicate con competenza e buon senso».

Grande Stazione ha inoltre ringraziato pubblicamente la Prefettura di Milano, il Comune di Milano e lo stesso Comitato Vivere Novegro per il supporto fornito alla rassegna.

Lo scontro appare tutt’altro che concluso. Gli organizzatori annunciano iniziative nelle sedi competenti, mentre sul futuro di Novegro resta una domanda aperta: il quartiere riuscirà a partecipare ai benefici dei grandi eventi oppure continuerà a subirne soltanto le conseguenze?

Nessuna preclusione al dialogo

Nonostante lo scontro istituzionale e l’annunciata volontà di tutelarsi nelle sedi competenti, Gualtiero Sabatini ha ribadito di non avere preclusioni nei confronti dell’amministrazione comunale e di essere disponibile a riaprire il confronto qualora vi fosse un ripensamento da parte degli uffici tecnici.

«Noi non siamo minimamente rancorosi. Il nostro unico interesse è svolgere i concerti nel miglior clima possibile e restiamo disponibili a un confronto costruttivo», ha dichiarato l’amministratore delegato di Grande Stazione.

Una disponibilità che, secondo Sabatini, era già stata dimostrata nelle precedenti edizioni della rassegna, anche attraverso la collaborazione con la Polizia locale e con il territorio per gestire la viabilità e ridurre al minimo i disagi per i residenti. «La viabilità dell’edizione 2025 è stata perfetta dal nostro punto di vista», ha affermato Sabatini, ricordando il lavoro svolto insieme al Comitato Vivere Novegro.

La porta al dialogo, dunque, non sembra essere definitivamente chiusa. Resta ora da capire se nei prossimi giorni potrà riaprirsi un tavolo di confronto capace di riportare il Parco della Musica pienamente sotto la giurisdizione di Segrate e di trasformare una vicenda di scontro burocratico in un’occasione di rilancio per l’intero territorio. In caso contrario, il rischio è che il primo grande dossier affrontato dall’amministrazione guidata da Francesco Di Chio venga ricordato come la vicenda che ha spinto un importante operatore del settore degli eventi a trasferire parte delle proprie attività sotto la giurisdizione di Milano. Un esito che potrebbe tradursi in minori opportunità economiche, occupazionali e di sviluppo per il territorio segratese.

Ai danni economici già quantificati dagli organizzatori si aggiungerebbero anche danni d’immagine, la cui entità è ancora in fase di valutazione. «C’è una parte di danno d’immagine che si quantificherà nelle prossime settimane con tutta la problematica che sta crescendo», ha affermato l’amministratore delegato di Grande Stazione.