Segrate, primo Consiglio senza presidente: fumata nera tra tensioni e dubbi sul voto segreto

La seduta inaugurale dell'era Di Chio si chiude senza l'elezione del Presidente del Consiglio comunale. La candidatura di Francesca Di Marco si ferma a 13 voti, mentre una PEC di Rositano solleva interrogativi sulla reale segretezza dello scrutinio

Il primo Consiglio comunale della nuova amministrazione guidata dal sindaco Francesco Di Chio si è chiuso con un esito inatteso: Segrate resta senza Presidente del Consiglio comunale. La seduta inaugurale di lunedì 15 giugno, chiamata a completare l'assetto istituzionale della città dopo le elezioni amministrative, si è infatti conclusa con una fumata nera sul settimo e ultimo punto all'ordine del giorno.

Dopo la convalida degli eletti, il giuramento del sindaco, la comunicazione della giunta e la presentazione delle linee programmatiche, l'aula era chiamata a eleggere il Presidente del Consiglio e i due vicepresidenti. Ma l'elezione si è arenata sul quorum previsto dal regolamento.

Servivano 17 voti, la maggioranza si ferma a 13

A Segrate il Presidente del Consiglio viene eletto nella prima seduta con una maggioranza qualificata dei due terzi dei consiglieri assegnati: servivano quindi 17 voti su 25.

La candidatura della consigliera Francesca Di Marco, emersa nel corso della seduta, ha ottenuto 13 preferenze. Il consigliere Adriano Alessandrini ha raccolto 8 voti, mentre un voto è andato al consigliere Marco Griguolo. Una scheda è risultata bianca.

Nessun candidato ha così raggiunto il quorum richiesto e l'elezione è stata rinviata a una successiva seduta consiliare. Solo in quell'occasione il regolamento consentirà ulteriori votazioni e, in caso di nuovo mancato accordo, l'eventuale ricorso al quorum ridotto di 13 voti.

La votazione annullata e rifatta

La fase del voto non è stata priva di momenti insoliti. La distribuzione delle schede era già iniziata quando il consigliere Marco Griguolo ha chiesto chiarimenti sulle modalità operative, ricordando come in passato venissero esplicitate le candidature prima dell'apertura delle urne.

Dopo il confronto con la segretaria generale Patrizia Bellagamba, la votazione è stata annullata e ripetuta integralmente. Un episodio non frequente in una seduta di insediamento, che ha contribuito a rendere particolarmente complesso il debutto della nuova consiliatura.

Il distinguo di Griguolo sulla candidatura

A segnare la serata è stato anche l'intervento dello stesso Marco Griguolo, consigliere eletto nella maggioranza, che ha preso le distanze dalla candidatura sostenuta da altri esponenti del centrosinistra.

Nel suo intervento ha dichiarato: «Il Presidente del Consiglio Comunale non è un premio, non è un riconoscimento politico, è e deve restare la figura che garantisce l'equilibrio dell'aula, la correttezza dei lavori, il rispetto delle minoranze, la continuità delle istituzioni».

Il consigliere ha inoltre spiegato di non voler sostenere la proposta avanzata, richiamando i principi di esperienza istituzionale, mediazione e imparzialità richiesti da una carica di garanzia.

Di segno opposto l'intervento del consigliere Giovanni Magoga, che ha invece espresso pubblicamente il proprio sostegno a Francesca Di Marco, definendola adatta al ruolo per le sue qualità umane e professionali.

L'opposizione: «Un dibattito interno alla maggioranza»

Anche dai banchi della minoranza sono emerse perplessità. La consigliera Manuela Mongili ha evidenziato di non aver compreso quali candidature fossero effettivamente in campo, osservando come il confronto apparisse concentrato soprattutto all'interno della maggioranza.

Al termine dello scrutinio, la stessa opposizione ha chiesto chiarimenti sull'interpretazione del regolamento e sulla possibilità di procedere immediatamente a nuove votazioni, ipotesi esclusa dalla segretaria generale.

La PEC di Rositano accende il caso del voto segreto

A poche ore dalla seduta è arrivata anche la presa di posizione di Massimiliano Rositano, portavoce dell'associazione Nuove Prospettive per Segrate, che ha inviato una PEC al Comune chiedendo una riflessione sulle modalità di svolgimento delle votazioni a scrutinio segreto.

Secondo Rositano, la disposizione dei banchi e la visibilità delle schede avrebbero reso possibile intuire l'orientamento di alcuni consiglieri, arrivando persino a ricostruire l'origine della scheda bianca emersa durante lo scrutinio.

Nella comunicazione vengono proposte soluzioni alternative, come sistemi elettronici o postazioni riservate per il voto, con l'obiettivo di garantire una maggiore tutela dell'anonimato.

La nuova consiliatura si apre quindi con un quadro inedito: il sindaco Francesco Di Chio è pienamente operativo, ma il Consiglio comunale dovrà tornare presto in aula per completare la propria architettura istituzionale ed eleggere il Presidente chiamato a guidarne i lavori per i prossimi cinque anni.