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Ancora uno stop per il ponte di Bisnate: il raddoppio si arena di nuovo nella burocrazia

La Corte dei Conti chiede ulteriori integrazioni al Cipess, che in estate aveva dato il via libera: si allungano i tempi per la progettazione del nuovo ponte sull’Adda tra Spino e Zelo

Non c’è pace per il raddoppio del ponte sull’Adda lungo la Paullese. L’atteso intervento di ampliamento tra Bisnate e Spino d’Adda si ferma ancora una volta, bloccato nei labirinti della burocrazia. La Corte dei Conti ha infatti chiesto al Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, ulteriori integrazioni documentali. Una richiesta che, di fatto, congela il passaggio alla fase di progettazione esecutiva e rinvia l’appalto dei lavori, affidato alla Provincia di Cremona. «Sono molto preoccupato per questo nuovo rinvio», commenta il sindaco di Spino d’Adda, Enzo Galbiati, che annuncia la volontà di convocare un incontro urgente con la Provincia di Cremona, i sindaci di Zelo e Spino e i rappresentanti della Regione Lombardia, principale finanziatore dell’opera.

Un progetto che non riesce a partire

Il nuovo ponte sull’Adda è atteso da oltre un decennio. Dopo l’apertura, nel 2015, del secondo lotto della Paullese tra Vaiano e Spino d’Adda, i lavori si sono interrotti a poche centinaia di metri dal fiume, lasciando un tratto ancora a carreggiata unica. Il raddoppio, finanziato con 38 milioni di euro, di cui 30 garantiti dalla Regione, prevede la realizzazione di un nuovo ponte in acciaio affiancato a quello esistente, per un totale di 1,6 chilometri di nuova viabilità, con annessi interventi di riqualificazione sulle strutture attuali.

Le nuove richieste e i tempi che si allungano

Solo pochi mesi fa sembrava che l’iter avesse finalmente imboccato la strada giusta. In estate, una riunione tecnica del Cipess aveva infatti dato il via libera preliminare, lasciando sperare in un avvio dei lavori entro il 2026. Ma ora, con la richiesta di chiarimenti avanzata dalla Corte dei Conti, il calendario torna a essere incerto. «Il Cipess sta predisponendo la documentazione necessariaspiega il consigliere regionale Matteo Pilonima è difficile stimare i tempi. Sicuramente si allungano».

Un nodo viabilistico e di sicurezza

L’opera è considerata strategica non solo per migliorare la viabilità tra Cremasco e Lodigiano, ma anche per motivi di sicurezza. L’attuale imbocco del ponte, da anni, è teatro di numerosi incidenti, alcuni dei quali mortali. Ogni rinvio pesa, dunque, non solo sui tempi di realizzazione ma anche sulla sicurezza di chi percorre quotidianamente questa arteria fondamentale. E così l’amara sensazione di chi vive e lavora lungo la Paullese: le auto corrono veloci, ma la burocrazia continua a muoversi a passo d’uomo.