I tre grandi di Spagna a Milano: Dalí, Miró e Picasso in mostra alla Fabbrica del Vapore |VIDEO| |GALLERY|

Acqueforti, litografie e prove d’autore: il laboratorio creativo delle avanguardie del Novecento e gli esperimenti grafici che hanno trasformato l’arte moderna.

Photo: Stefano Brigati

La mostra "I tre grandi di Spagna: L'arte di Dalí, Miró e Picasso", allestita negli spazi rigenerati della Fabbrica del Vapore di Milano (compra il ticket di ingresso online) rappresenta uno degli appuntamenti artistici più significativi per comprendere le radici e l'impatto delle avanguardie del Novecento. L'esposizione non si limita a presentare tre figure iconiche, ma le inserisce in un dialogo complesso che esplora la loro reazione al turbinoso contesto storico-politico e la loro rivoluzione formale, che ha plasmato l'arte moderna. Il significato intrinseco della mostra risiede nel dimostrare come l'arte grafica e la sperimentazione su supporti meno tradizionali – come acqueforti, litografie e bozzetti – fossero il laboratorio intellettuale fondamentale in cui le loro idee più radicali prendevano forma, spesso precedendo o accompagnando le loro celebri opere su tela. L'obiettivo è offrire al visitatore una prospettiva privilegiata, svelando il processo creativo e il pensiero dietro il capolavoro finito.
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Dalle radici catalane all'esilio europeo

La vita e l'opera di Pablo Picasso (Malaga, 1881), Joan Miró (Barcellona, 1893) e Salvador Dalí (Figueres, 1904) sono inestricabilmente legate alla Spagna e, in particolare, alla Catalogna, terra di vivace fermento culturale e modernismo, che ha nutrito la loro formazione. Nonostante le differenti provenienze e date di nascita, le loro carriere si sviluppano parallelamente nel cruciale periodo delle avanguardie storiche. L'epicentro di questa rivoluzione fu Parigi, dove tutti e tre si stabilirono o frequentarono assiduamente. Qui, tra il primo e il secondo decennio del Novecento, Picasso fu pioniere del Cubismo; Miró sviluppò il suo linguaggio naïf e onirico che sfociò nell'Astrazione Lirica; e Dalí divenne il "guru" del Surrealismo. Le loro esistenze furono profondamente segnate dalla Guerra Civile Spagnola (1936-1939) e dalla successiva dittatura di Franco: la maggior parte della loro produzione più matura avvenne in un contesto di esilio o di resistenza culturale, conferendo alle loro opere una dimensione politica e personale di grande intensità.
Photo: Stefano Brigati

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Il cuore della mostra: la forza espressiva dell'arte grafica

La specificità e il valore aggiunto di questa mostra risiedono nella ricca collezione di opere grafiche, un medium prediletto dagli artisti per la sua immediatezza e per la possibilità di produrre "prove d'autore" e multipli destinati a una più ampia diffusione. Il percorso si articola attraverso stanze tematiche dedicate a ciascun maestro e alle loro tecniche predilette:
Pablo Picasso: Il focus è posto sulla sua incredibile versatilità nella tecnica incisoria. Di particolare rilievo sono le acqueforti e le acquatinte tratte dalla celeberrima Suite Vollard, una serie di cento incisioni realizzate tra il 1930 e il 1937, che esplora temi ricorrenti come lo studio dell'artista, il Minotauro e il mito classico, svelando un dialogo continuo tra Eros e Thanatos. Sono presenti anche schizzi preparatori e litografie fondamentali come quelle tratte dal ciclo Sueño y Mentira de Franco (Sogno e menzogna di Franco), potenti denunce della brutalità franchista realizzate durante la Guerra Civile.
Joan Miró: Le opere esposte, spesso litografie e acqueforti a colori, evidenziano il suo vocabolario di segni astratti e primordiali. L'esposizione presenta le sue "costellazioni" di forme biomorfe e simboli fluttuanti, mostrando la sua inesauribile ricerca di una lingua poetica universale, che unisce la semplicità delle forme alla profondità del subconscio.
Salvador Dalí: La sua sezione illustra come abbia utilizzato la tecnica incisoria per visualizzare il suo mondo onirico e paranoico-critico. In mostra si possono ammirare prove d'autore e stampe tratte da cicli illustrativi di opere letterarie come La Divina Commedia o Alice nel Paese delle Meraviglie, dove il dettaglio minuzioso e la tecnica impeccabile sono messi al servizio di visioni surrealiste e allucinatorie.
Il percorso è arricchito da elementi multimediali e dalla spettacolare scenografia teatrale Bacchanale, l'unica opera tridimensionale di grande formato che fornisce una rara visione dell'attività di Dalí come scenografo per i balletti russi.
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L'eredità rivoluzionaria

La mostra "I tre grandi di Spagna" si rivela in ultima analisi come una profonda meditazione sulla natura dell'arte e del suo ruolo nella storia. L'utilizzo estensivo di bozzetti, acqueforti e schizzi dimostra che la vera rivoluzione stilistica è nata in queste opere di "laboratorio", dove la libertà era massima e la sperimentazione più audace. Insieme, Picasso, Miró e Dalí non hanno solo creato stili; hanno sviluppato meccanismi visivi capaci di penetrare la realtà oltre la sua superficie, trasformando il Cubismo, l'Astrazione e il Surrealismo in strumenti per interpretare le ansie, i sogni e i traumi del XX secolo. Questa esposizione celebra, quindi, l'impatto duraturo di un'eredità artistica che ha elevato l'arte spagnola a faro dell'innovazione mondiale e che continua a sfidare la nostra percezione di forma, simbolo e coscienza.
Stefano Brigati - Redattore
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