Il barone rampante: l’avventura aerea di Calvino prende vita al Piccolo Teatro Grassi di Milano
Dal romanzo visionario al palcoscenico del Piccolo, la storia di Cosimo diventa una fiaba contemporanea sulla libertà e sul coraggio di cambiare prospettiva.
Dal 27 settembre al 12 ottobre 2025.
Photo credits: © Masiar Pasquali
29 settembre 2025
Il barone rampante
Un intreccio di passerelle, pedane sospese e ramificazioni lignee disegna sul palcoscenico un paesaggio che sembra al tempo stesso reale e immaginario. È qui che si muovono i protagonisti de Il barone rampante, produzione del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, adattata e diretta da Riccardo Frati. Dopo tre stagioni di tutto esaurito, lo spettacolo torna per la quarta volta, confermandosi uno dei titoli più apprezzati del repertorio recente.
La scenografia di Guia Buzzi costruisce un universo scenico “verticale”, che traduce fisicamente la scelta radicale di Cosimo Piovasco di Rondò: vivere sugli alberi. Le luci di Luigi Biondi accompagnano i passaggi dalla luminosità del giorno alle ombre più intime, mentre i costumi firmati da Gianluca Sbicca riprendono l’eleganza del Settecento contaminata da linee moderne, quasi a sottolineare l’attualità del testo. Musiche e sound design di Davide Fasulo, insieme alle animazioni curate da Davide Abbate, completano l’immersione in un’atmosfera sospesa, dove fiaba e filosofia si incontrano.
La scenografia di Guia Buzzi costruisce un universo scenico “verticale”, che traduce fisicamente la scelta radicale di Cosimo Piovasco di Rondò: vivere sugli alberi. Le luci di Luigi Biondi accompagnano i passaggi dalla luminosità del giorno alle ombre più intime, mentre i costumi firmati da Gianluca Sbicca riprendono l’eleganza del Settecento contaminata da linee moderne, quasi a sottolineare l’attualità del testo. Musiche e sound design di Davide Fasulo, insieme alle animazioni curate da Davide Abbate, completano l’immersione in un’atmosfera sospesa, dove fiaba e filosofia si incontrano.
Photo credits: © Masiar Pasquali
La storia di Cosimo, un ribelle in equilibrio tra gli alberi
Tutto ha inizio con un gesto tanto infantile quanto irrevocabile: per non sottomettersi a un’imposizione paterna e rifiutando di mangiare un piatto di lumache, Cosimo, dodicenne di nobile famiglia ligure, sale su un albero e promette di non scendere mai più. Quella che sembra una ribellione momentanea diventa invece la scelta di una vita intera, vissuta osservando il mondo dall’alto, costruendo una quotidianità tra i rami, senza però rinunciare al rapporto con gli uomini, con la comunità e con l’amore.
In scena, questa decisione prende corpo attraverso una messinscena che non si limita a rappresentare un bosco, ma diventa essa stessa metafora di una prospettiva diversa: i personaggi si muovono in alto, costringendo lo spettatore ad alzare lo sguardo, a uscire dalla postura consueta e a sperimentare un punto di vista nuovo.
In scena, questa decisione prende corpo attraverso una messinscena che non si limita a rappresentare un bosco, ma diventa essa stessa metafora di una prospettiva diversa: i personaggi si muovono in alto, costringendo lo spettatore ad alzare lo sguardo, a uscire dalla postura consueta e a sperimentare un punto di vista nuovo.
Photo credits: © Masiar Pasquali
Dal romanzo al palcoscenico: il significato di una parabola
Pubblicato nel 1957, Il barone rampante è il secondo capitolo della Trilogia degli antenati di Italo Calvino, accanto a "Il visconte dimezzato" e "Il cavaliere inesistente". Ambientato in una Liguria immaginaria della seconda metà del Settecento, alle soglie della Rivoluzione francese, il romanzo intreccia il gusto illuminista per la ragione con una vena fantastica e fiabesca.
Cosimo non è un eremita, ma un ragazzo che cerca una forma più autentica di esistenza. Il suo “stare sugli alberi” diventa metafora di indipendenza e coerenza, un modo per rifiutare le convenzioni senza abbandonare gli altri, ma restando sempre partecipe. L’amore per Viola, l’amicizia, la riflessione politica e il rapporto con la natura accompagnano la sua crescita, facendone un personaggio universale.
Il regista Riccardo Frati sottolinea come la parabola di Cosimo abbia ancora oggi una forza sorprendente: il coraggio di cambiare prospettiva, la ricerca di un ideale, la capacità di non piegarsi a logiche imposte. Non è difficile leggere nel giovane rampante un’eco dei movimenti giovanili contemporanei, delle battaglie ambientali, della volontà di rinnovare il mondo partendo da una visione diversa.
Cosimo non è un eremita, ma un ragazzo che cerca una forma più autentica di esistenza. Il suo “stare sugli alberi” diventa metafora di indipendenza e coerenza, un modo per rifiutare le convenzioni senza abbandonare gli altri, ma restando sempre partecipe. L’amore per Viola, l’amicizia, la riflessione politica e il rapporto con la natura accompagnano la sua crescita, facendone un personaggio universale.
Il regista Riccardo Frati sottolinea come la parabola di Cosimo abbia ancora oggi una forza sorprendente: il coraggio di cambiare prospettiva, la ricerca di un ideale, la capacità di non piegarsi a logiche imposte. Non è difficile leggere nel giovane rampante un’eco dei movimenti giovanili contemporanei, delle battaglie ambientali, della volontà di rinnovare il mondo partendo da una visione diversa.
Photo credits: © Masiar Pasquali
Uno spettacolo che parla al presente
La produzione del Piccolo non è dunque una semplice trasposizione teatrale, ma un invito a riscoprire la ricchezza del romanzo di Calvino e la sua attualità. La verticalità scenica, il ritmo narrativo e la delicatezza dei toni trasformano la ribellione di un ragazzo in una riflessione collettiva. In questo senso, lo spettacolo mantiene viva la doppia anima dell’opera: quella narrativa, che affascina come una fiaba, e quella simbolica, che interroga i nostri rapporti con la libertà, con la società e con la natura.
Stefano Brigati - Redattore
INFORMAZIONI UTILI
Il barone rampante
Adattamento e regia: Riccardo Frati
Scene: Guia Buzzi – Costumi: Gianluca Sbicca – Luci: Luigi Biondi
Musiche e sound design: Davide Fasulo – Animazioni: Davide Abbate
Con: Mauro Avogadro, Nicola Bortolotti, Matteo Cecchi, Leonardo De Colle, Michele Dell’Utri, Diamara Ferrero, Diana Manea, Tarek Tomei
Dove: Piccolo Teatro Grassi, Milano
Date: dal 27 settembre al 12 ottobre
Durata: 180 minuti (incluso intervallo)
Biglietti: Platea 40 €, Balconata 32 €
Info e prenotazioni: 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
di Italo Calvino
Scene: Guia Buzzi – Costumi: Gianluca Sbicca – Luci: Luigi Biondi
Musiche e sound design: Davide Fasulo – Animazioni: Davide Abbate
Con: Mauro Avogadro, Nicola Bortolotti, Matteo Cecchi, Leonardo De Colle, Michele Dell’Utri, Diamara Ferrero, Diana Manea, Tarek Tomei
Produzione: Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Date: dal 27 settembre al 12 ottobre
Durata: 180 minuti (incluso intervallo)
Biglietti: Platea 40 €, Balconata 32 €
Info e prenotazioni: 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
29 settembre 2025
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