Feste civili sospese: la politica deve rivendicare che parole come libertà, democrazia, rispetto del prossimo, sono valori fondanti

L’opinione di Moreno Mazzola. "Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.” Cit. Enrico Berlinguer

Dopo la cancellazione della festa religiosa della Pasqua, presto saranno cancellate, temporaneamente per quest’anno e solo per il Covid, le tre feste civili che declinano elementi di valore per la popolazione italiana: 25 Aprile, 1 Maggio e 2 giugno. Queste tre giornate passeranno come tutti gli altri giorni nella loro lentezza, nei ripetuti e consueti gesti di quest’ultimo mese, queste feste saranno senza il consueto raduno di folla, senza manifestazioni di pareri di esperti o supposti tali sulla validità di una o di tutte queste feste. Non possiamo dimenticarci che comunque queste sono feste per le quali gran parte della popolazione italiana si riconosce in esse. Siamo tutti consapevoli che queste feste individuano elementi nei quali ogni famiglia ha potuto trovare un proprio riferimento: l’esercizio della libertà di espressione e dei propri diritti fondamentali, il 25 Aprile, il lavoro come fondamento per l’emancipazione delle persone, il 1 Maggio, l’orgoglio repubblicano e l’abbondono dell’era monarchica, il 2 Giugno. Qualcuno a volte ha ritenuto eccessivo la spettacolarizzazione dell’evento o l’eccessiva retorica che contribuiva a spostare la valenza, o la non valenza, della festa da una fazione all’altra diventando così elemento di contenzioso e scontro politico, questa purtroppo è una modalità che di fatto fa perdere di vista il reale valore di queste feste perché, in una sorta di revisionismo culturale, non le si inquadra nel giusto contesto storico. Oggi che ogni tipo di festa è cancellato, potremmo scoprire che anche quelle che non ci piacciono sono necessarie per il rispetto e il riconoscimento reciproco. Partendo da questa analisi diventa importante, come segnale positivo nei confronti dei cittadini, che la politica superi le divisioni, situazioni come quelle recentemente successe in Parlamento durante la discussione del decreto “Cura Italia” e le esternazioni di Conte sul MES, non sono un terreno utile per lavorare insieme al superamento dell’attuale difficile momento. La politica deve rivendicare davanti a tutto il paese che parole come libertà, democrazia, lavoro dignitoso operato in sicurezza, rispetto del prossimo, sono valori fondanti non solo della nostra democrazia ma sono valori in cui dobbiamo riconoscerci nel normale itinere giornaliero. In un momento dove sessanta milioni di persone stanno, faticosamente, con sacrificio, con abnegazione, vivendo, per la prima volta nella loro vita dopo i periodi bui del Novecento (I Guerra Mondiale, II Guerra Mondiale, Stagione del Terrorismo), un periodo con forti limitazioni alle proprie libertà individuali comunque convinti che questo sforzo porterà ad un benessere collettivo. In questo scenario è veramente paradossale che la politica non sia in grado di raccogliere quell’invito di unità che viene dal Paese comportandosi da esempio per tutti.
“Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.” – Enrico Berlinguer
Moreno Mazzola

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