Peschiera, abbattimento alberi di via Galvani: «Le soluzioni alternative ci sono»

In una lettera a 7giorni, l’agronomo Mario Pria ribadisce che è possibile trovare le soluzioni alternative per la riqualificazione delle piste ciclabili, rinforzando le radici, evitando un inutile dispendio di soldi e la devastazione del territorio: guarda alcune soluzioni

https://www.daliform.com/iglu-intercapedine-anti-radice/

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https://www.daliform.com/iglu-intercapedine-anti-radice/

In merito al progettato taglio del lungo filare di pioppi cipressini, mi permetto di segnalare che in altri comuni d'Italia hanno cercato delle strategie differenti, che cercassero di preservare le piante esistenti. Vorrei ricordare che qualche anno or sono mi ero fatto promotore di un'idea, pubblicata anche in un articolo sul 7giorni, che, lasciando la soluzione dei problemi tecnici a chi ne sapesse più di me, sostanzialmente, prevedesse di collocare un manufatto di legno, a mò di ponte, sopra la pista ciclabile, scavallando le costolature laterali, in modo tale da rispettare le radici delle piante affiorate, e di consentire, nel contempo, la percorribilità delle bici e delle persone sopra il manufatto. Per altro si eviterebbe il costo di l'abbattimento delle piante e di rimozione dei ceppi, con una soluzione moderatamente economica. Mi chiedevo se si potesse fare, aspettando qualche contributo, inutilmente, purtroppo. Mi rendo conto che trovarsi delle piste ciclabili devastate dalle radici possa creare seri problemi e incidenti e ciò induca molti comuni, non solo quello di Peschiera Borromeo, ad arrivare all’eliminazione totale degli alberi, per poi ripiantare specie più idonee. In tal caso, però, si distruggono interi paesaggi culturali con danni anche turistici ed ecologici difficili da rimarginare. Occorre ricordare che l’abbattimento di numerosi alberi per il rifacimento totale del tessuto urbano ha un costo esorbitante per le casse comunali. Quindi, a mio avviso, trovare le soluzioni alternative può evitare inutile dispendio di soldi e devastazione del territorio, valutando attentamente i casi.

1) Riprendendo con la mia ipotesi, mi riferisco ad esempio alla soluzione adottata da alcuni comuni che hanno dotato le piste ciclabili di ponti e passerelle in legno, montate su strutture in acciaio prefabbricate. https://www.pavimenti-web.it/18669-ponti-e-passerelle-in-decking

2)Oppure le soluzioni adottate sul Garda per approntare la nuova pista ciclabile Limone-Riva del Garda, dove, anche qui, la pista in doghe di legno è stata montata su carpenteria metallica.
https://www.teknoring.com/news/infrastrutture/ciclovia-lago-garda-analisi-strutturale/

3) Ad Udine, in via Cadore, ad esempio, hanno dapprima rimosso asfalto, porfido e cordoli dissestati; successivamente è stata applicata una sostanza sulle radici dei pini affinché potessero “respirare” meglio e non sollevarsi ulteriormente. In seguito è stato rialzato il livello della ciclabile con un materiale che ha consentito alle piante di filtrare l’aria (e non soffocare sotto l'asfalto) e alle  bici di proseguire in sicurezza. Eventualmente consultabili: il vicepresidente del Consiglio comunale Franco Della Rossa, i colleghi consiglieri Raffaella Cavallo e Massimo Ceccon, l’assessore comunale alla Mobilità e Ambiente Enrico Pizza.
https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/03/21/news/pista-ciclabile-rialzata-contro-il-pericolo-radici-1.15066818

4)  A Montorio Veronese una proposta del PD locale per preservare una pianta che sorge in mezzo ad una pista ciclabile, potrebbe essere presa ad esempio e fornire da spunto. Si tratterebbe  di togliere l’asfalto nel tratto attraversato dalle radici, coprire le radici medesime con del ghiaino e poggiare sul ghiaino una griglia di ferro zincato, lasciando qualche centimetro tra la griglia e le radici. Il tutto verrebbe completato  con la realizzazione di  due scivoli in asfalto o cemento, per raccordare il piano stradale con la quota della griglia. https://www.montorioveronese.it/2019/06/29/pista-ciclabile-pericolo-radici-ecco-la-soluzione/

5) Un' altra innovativa soluzione elaborata da un'azienda privata, prevede il collocamento di un'intercapedine, brevettata, intorno agli alberi, al di sotto della pavimentazione stradale, che  “ingannerà” l’albero; le radici, infatti, incontrando lo strato di aria, tenderanno naturalmente a svilupparsi in orizzontale senza rompere o dissestare la pavimentazione sovrastante.
https://www.daliform.com/iglu-intercapedine-anti-radice/

6) Un'altra soluzione, più semplice, consiste nel rimuovere lo strato di asfalto fino alle radici, posizionare sul fondo un misto granulare fino a coprire la sommità delle radici, posare del tessuto non tessuto, e coprire con altro misto a granulametria variabile; quindi risvoltare il t.n.t. sui lembi e rifare la pavimentazione. Le radici percepiranno  la presenza del TNT al quale sono intolleranti e tenderanno  anziché  a salire in superficie, a scendere  in profondità. Vedasi il lavoro svolto dall'agronomo del paesaggio, dr.agr. Riccardo Frontini:
https://www.ingenio-web.it/6771-pavimentazioni-stradali-drenanti-a-bassi-spessori-come-risolvere-il-problema-delle-radici-delle-piante

Sono convinto che soluzioni alternative siano state adottate sia in Italia che all'estero, magari con il coinvolgendo delle università, o di aziende private che conoscano a fondo il problema. Credo che nel 2020 i metodi antichi siano da superare e che possa rappresentare una sfida per tutti la ricerca di soluzione atte a promuovere la salvaguardia delle specie arboree che offrono, ricordiamo, ossigeno, frescura, pace, e rifugio per innumerevoli animali. Viva gli alberi, viva coloro che non hanno voce!


dr.agr. Mario Pria 
www.marioemmepi.it - [email protected] - 335 6032955


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