La lettera di una giovane peschierese: «Le scelte impopolari di Caterina Molinari: dovere o chiusura?»

«Servizi sanitari che impongono punti di vista retrogradi, distruzione di aree verdi alla faccia delle battaglie riguardanti il climate change e chiusura anticipata dei pochi punti di ritrovo giovanili rischiano di colpire soprattutto gli interessi dei giovani»

Caterina Molinari

Caterina Molinari il sindaco di Peschiera Borromeo al centro di numerose critiche

È da qualche settimana che vediamo Caterina Molinari e la sua giunta al centro di una bufera di critiche. La sindaca di Peschiera infatti, ha recentemente preso alcune decisioni che non sono state apprezzate da grande parte dei cittadini. O meglio: lo sarebbero state, se vi fosse stato un minimo di confronto, come è giusto che sia in una democrazia.
Il primo provvedimento a suscitare lo sdegno di molti ha riguardato l’apertura di un consultorio familiare sul territorio peschierese, in via Due Giugno. La notizia, sarebbe stata accolta con entusiasmo, se non fosse che il centro è gestito dalla Fondazione “Cardinal Carlo Maria Martini”, con un palese e limitante background cattolico cristiano (tanto per dirne una, non viene erogata la famosa “pillola del giorno dopo”). Nonostante le numerose richieste di confronto, la Giunta Molinari ha preferito rilasciare un comunicato, in cui semplicemente spiegava di aver “ridato nuova vita a spazi ormai abbandonati”, e in cui giustificava di aver concesso gli spazi alla Onlus cristiana “perché l’unica a partecipare al bando”. Ad oggi, è stata creata una petizione online, che ha raccolto più di 1000 firme, per un consultorio laico.
In secondo luogo, ha fatto scalpore l’annuncio del comune rispetto alla riqualificazione di via Galvani (zona industriale di Mezzate), che prevede l’abbattimento di ben 240 alberi. Anche qui, Caterina e la sua Giunta sembrano sordi alle incessanti – e molto ben informate – richieste di salvare il meraviglioso vialone verde. È vero, le intenzioni del comune sono buone: rendere di nuovo agibile la ciclabile a lato della strada, e “mettere in sicurezza” la carreggiata. Ma non fanno i conti con le proposte altrettanto valide dell’agronomo peschierese Mario Pria, che ribadisce che “è possibile evitare la devastazione del verde, riqualificando l’area con soluzioni alternative”. In un momento in cui i temi green e le correnti ecologiste sono sulla cresta dell’onda, un tema caldo, e caro a tutti, la distruzione di un intero filare di cipressi, non sembra affatto la soluzione migliore.
Ultimo, ma non meno importante, arriva come una stilettata al cuore dell’unico ritrovo giovanile di Peschiera Borromeo, l’annuncio della chiusura alle ore 22.00 del famoso “Angolo Bar” di piazza Lombardi. Numerose sono le proteste, che puntano il dito sulla movida peschierese, rea di creare confusione ad orari notturni. Numerose però, sono anche le soluzione alternative alla chiusura anticipata del bar, gestito da due giovani ragazzi, che hanno già dovuto sopportare il peso del lockdown.
Cosa accomuna queste tre decisioni, così combattute e chiacchierate dalla popolazione peschierese? In un modo o nell’altro, sembrano colpire gli interessi dei ragazzi più giovani. In un’epoca in cui questi vengono accusati di disinteresse per l’attualità, lo sviluppo degli eventi sopradescritti, non farà che allontanarli ulteriormente dal confronto e dall’integrazione nella nostra società.
Arianna Cerea

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