Colturano, duro sfogo del sindaco contro le opposizioni “senza volto” che rinunciarono a partecipare alle elezioni comunali del 2024
In Consiglio comunale Giulio Guala attacca i comunicati mascherati dai simboli e ricorda che l’aliquota dell'Iperf al 0,8%, che loro condividono per esigenze contingenti, fu istituita dalla precedente amministrazione: «In Consiglio solo sedie vuote»
Uno screen shot dallo streaming del Consiglio comunale del 18 febbraio 2026
Colturano (MI) - Nel corso del Consiglio comunale del 18 febbraio, il sindaco Giulio Guala ha aperto la seduta con un intervento politico dai toni decisi, rivolto a quelle forze che nelle ultime settimane hanno diffuso comunicati stampa critici nei confronti dell’amministrazione senza però firmarli con nomi e cognomi.
Dopo le comunicazioni sulla Polizia locale, il primo cittadino ha scelto di affrontare direttamente la polemica, citando in particolare un comunicato di fine anno che definiva «grave e miope» la decisione di mantenere l’aliquota Irpef comunale allo 0,8 per cento.
L’attacco ai comunicati "mascherati"
Il sindaco ha parlato di «uscite mediatiche di alcuni cittadini che anonimamente si firmano forze politiche», osservando come nei comunicati compaiano simboli di partito ma non i nomi di chi li sottoscrive. Ha ricordato l’impegno della campagna elettorale del 2024, sottolineando come altri abbiano scelto di non presentarsi agli elettori.
«Come mai non si sono fatti valutare dagli elettori di Colturano? E come mai non sono presenti ai consigli comunali per ascoltare da viva voce quello che quest’organo decide?», ha domandato in aula.
Il nodo Irpef e la difesa delle scelte di bilancio
Il passaggio più significativo ha riguardato proprio l’addizionale comunale Irpef. Il sindaco ha ricordato che l’aliquota è fissata allo 0,8% dal 2015 e che non si tratta di una decisione improvvisata o ideologica, ma di una scelta strutturale legata all’equilibrio dei conti pubblici.
Ma c’è un elemento politico che Guala ha voluto sottolineare con forza: quella stessa aliquota venne introdotta o confermata da una precedente amministrazione nella quale era presente uno dei partiti che oggi firma i comunicati critici. Un dettaglio non secondario, che trasforma la polemica in un cortocircuito politico.
In sostanza, il sindaco ha evidenziato una contraddizione: chi oggi definisce «grave e miope» la scelta di mantenere l’aliquota al massimo consentito, fa parte di una storia amministrativa che quella stessa aliquota l’ha votata e sostenuta. Una continuità che l’attuale amministrazione rivendica come coerenza, non come rigidità.
«Le entrate tributarie sono sempre le medesime e i servizi richiedono copertura economica», ha spiegato Guala, ricordando che la gestione di un bilancio comunale impone scelte responsabili. L’addizionale Irpef rappresenta una delle principali leve fiscali a disposizione di un piccolo Comune, e ridurla senza coperture alternative significherebbe tagliare servizi.
Il sindaco ha elencato in aula gli ambiti finanziati anche grazie a quel gettito: manutenzione delle strade, segnaletica, illuminazione pubblica, parchi, scuolabus, servizi educativi. Non spese straordinarie, ma attività quotidiane che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini.
Osservando i banchi del pubblico vuoti, Guala ha affermato: «Vi aspettiamo quando spieghiamo ai cittadini come amministriamo le loro finanze. Aspettiamo di vedere la vostra di faccia, la vostra di firma».
L'intervento della maggioranza
All’intervento del sindaco si è aggiunto quello del consigliere Luciano Cremascoli, che ha respinto l’accusa di ordinaria amministrazione ricordando le opere realizzate negli ultimi anni: asfaltature, interventi sull’asilo, installazione di telecamere, sistemazione dei parchi e nuovi parcheggi.
«Bisogna avere il coraggio di mettere un nome e un cognome e metterci la faccia», ha dichiarato, sottolineando come la politica, a suo avviso, debba svolgersi alla luce del sole e dentro le sedi istituzionali.
Un confronto che si sposta in aula
La seduta è poi proseguita con l’approvazione all’unanimità del piano per il diritto allo studio 2025-2026, della nomina del nuovo revisore dei conti e del regolamento edilizio comunale. Tuttavia, il momento politico centrale resta quello legato all’Irpef e alla legittimità della critica.
Il sindaco ha ribadito che ogni opinione è legittima in democrazia, ma ha chiesto che venga espressa con trasparenza e presenza pubblica. Il messaggio è chiaro: il confronto non si evita, ma si fa guardandosi negli occhi, assumendosi la responsabilità delle parole.
In un piccolo Comune, dove le scelte fiscali incidono direttamente sulla tenuta dei servizi, la polemica sull’Irpef diventa così il simbolo di un dibattito più ampio: coerenza contro opportunismo, presenza contro anonimato, amministrazione quotidiana contro comunicazione a distanza.
Newsletter
Pubblicità
Redazione 



















