Milano: «Cartelli abusivi»: Francesco e Davide Rocca contro i manifesti anonimi anti-Cpr comparsi in piazzale Cuoco
Il consigliere comunale e il consigliere del Municipio 4 di Fratelli d'Italia, denunciano un’azione allarmistica che scredita Forze dell’Ordine e Questura: «Incoraggiano la disobbedienza e denigrano chi ogni giorno lavora per garantire legalità e sicurezza»
Sta facendo discutere la comparsa, in piazzale Cuoco a Milano, di una serie di cartelli anonimi multilingua affissi abusivamente con un messaggio apertamente ostile ai Cpr, i Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Il contenuto, presentato come un vademecum su come evitare i controlli e l’eventuale trasferimento nelle strutture, è stato definito da Fratelli d’Italia un tentativo di creare tensione sociale e sfiducia verso le istituzioni.
«In piazzale Cuoco sono apparsi alcuni cartelli, affissi abusivamente, senza firma e che fanno pericoloso allarmismo. Nel testo, immigrazionista e contro i Cpr, i centri di permanenza per il rimpatrio, è presente un vademecum che mette in discussione il lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine e dalla Questura per far rispettare le regole e garantire quindi più sicurezza e tranquillità ai cittadini. Ci auguriamo che vengano individuati coloro che hanno affisso abusivamente questi cartelli dallo sgradevole odore eversivo», dichiarano Francesco Rocca e Davide Rocca, rispettivamente consigliere comunale e consigliere del Municipio 4 per Fratelli d’Italia.
Secondo i due esponenti, la diffusione del volantino non sarebbe solo un atto illegale, ma un tentativo consapevole di fornire indicazioni fuorvianti ai cittadini stranieri, insinuando che polizia e Questura agiscano al di fuori della legge. Per questo definiscono l'operazione «eversiva» e lesiva della sicurezza collettiva.
Il testo riportato sui manifesti è stato replicato integralmente per documentarne i contenuti:
«VADEMECUM
PER NON ESSERE PORTATX IN CPR
In questo periodo la polizia sta portando molte persone che non hanno i documenti nei campi di deportazione (CPR) o anche direttamente nel loro paese.
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Il campo di deportazione (CPR) è una prigione per persone senza documenti. Ti possono tenere dentro fino a 18 mesi e da lì ti possono deportarti nel (tuo) paese.
SE NON HAI IL PERMESSO DI SOGGIORNO
Se ti fermano per strada, non dare mai il passaporto.
Prima di andare in questura, chiedi informazioni e non andare mai da solo, vai con un avvocato.
Se ti chiamano dalla Questura per il permesso di soggiorno fai attenzione: prima di andare, chiama un avvocato. Soprattutto se ti danno un foglio dove c’è scritto TERZA (o III) SEZIONE.
SE VAI IN QUESTURA E NON HAI IL PERMESSO DI SOGGIORNO, ECCO QUELLO CHE TI PUÒ SUCCEDERE
Possono lasciarti andare con in mano un foglio di espulsione. In tal caso, chiama subito un avvocato. Se non hai soldi per pagare, puoi chiedere all’avvocato il gratuito patrocinio (vuol dire che sarà lo Stato a pagare l’avvocato).
Possono portarti in un CPR, o ti possono deportare direttamente nel tuo paese. Prima però devi andare davanti a un giudice, e se non hai già un avvocato te ne devono dare uno.
Per essere portati in un CPR un medico (dottore) e poi un giudice (nelle prime 48 ore dopo che ti hanno preso) deve dare l’autorizzazione. Se ti portano direttamente nel tuo paese serve solo l’autorizzazione del giudice.
Dentro alcuni CPR si può avere il telefono, a volte senza telecamera.
Se non hai il passaporto del tuo paese prima di deportarti l’ambasciata ti deve riconoscere. Quindi se non capisci la lingua in cui ti parla NON ti deportano. Se ti deportano la polizia italiana ti deve lasciare un foglio che spiega perché ti hanno deportato e quanto tempo deve passare prima di poter ritornare in Europa.
È importante informarci e organizzarci insieme per resistere!»
La vicenda potrebbe ora essere oggetto di accertamenti da parte delle autorità, mentre Fratelli d’Italia chiede tolleranza zero verso chi utilizza lo spazio pubblico per diffondere messaggi anonimi che, secondo loro, «incoraggiano la disobbedienza e denigrano chi ogni giorno lavora per garantire legalità e sicurezza».
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Redazione 



















