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Peschiera Borromeo, datacenter all' ex cartiera, il Comune nel mirino per il rigetto: l'operatore promuove una richiesta danni da € 50 milioni

Il sindaco Andrea Coden chiarisce la posizione : «Il diniego è stato dato sulla forma, non sul contenuto. Non ci sono elementi che facciano pensare a un rischio concreto per le casse comunali»

L'area dell'ex cartiera Fedrigoni di via Liberazione a Peschiera Borromeo

L'area dell'ex cartiera Fedrigoni di via Liberazione a Peschiera Borromeo

Durante l’intervista rilasciata a 7giorni il 18 ottobre 2025, il sindaco di Peschiera Borromeo Andrea Coden ha affrontato anche il tema della richiesta di risarcimento avanzata nei confronti del Comune da parte della proprietà dell’area ex cartiera, dopo il mancato via libera alla realizzazione di un datacenter. L’importo complessivo richiesto ammonterebbe a 50 milioni di euro, una cifra che ha inevitabilmente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica.

È vero che al Comune è stata notificata una richiesta di risarcimento danni di 50 milioni di euro da parte della società proprietaria dell’ex cartiera?
Andrea Coden, sindaco di Peschiera Borromeo: «Sì, ma si tratta di una nuova richiesta, successiva a una precedente già presentata. È legata al progetto del datacenter che la società danese voleva realizzare all’interno dell’area dell’ex cartiera. Il Comune aveva espresso un parere negativo, ma non per motivi legati al contenuto del progetto: il diniego è stato dato per ragioni formali, relative alla modalità con cui era stata presentata la domanda di permesso a costruire».

Qual era, in sostanza, l’oggetto del contendere?
Andrea Coden: «La società aveva presentato il progetto come un normale permesso a costruire, ma la normativa regionale e quella di Città Metropolitana, aggiornata nel frattempo, prevedono che un datacenter debba seguire un iter diverso e più complesso. Per questo motivo l’ufficio tecnico ha ritenuto di non poter accogliere l’istanza nella forma proposta. Non è mai stato espresso un parere contrario all’opera in sé, ma solo alla procedura utilizzata per richiederla».

La decisione ha portato la società a rivolgersi alle vie legali?
Andrea Coden: «Sì. La società danese, non comprendendo fino in fondo la complessità della burocrazia italiana, si è sfilata dal progetto. Il proprietario dell’area, ha quindi avviato un’azione legale chiedendo un risarcimento danni al Comune per aver perso l'affare. È la seconda richiesta di questo tipo, ma non ci sono elementi che facciano pensare a un rischio concreto per le casse comunali».

Esiste quindi una preoccupazione per l’impatto economico di questa vicenda?
Andrea Coden: «No, non vi è motivo di preoccupazione. La richiesta di risarcimento non ha fondamento sostanziale: il diniego è stato dato su una questione di forma e non di merito. Non è stato necessario prevedere accantonamenti specifici a bilancio perché non vi è ancora alcun giudizio di primo grado né elementi che possano far pensare a un esito sfavorevole per l’ente».

Il Comune avrebbe comunque valutato positivamente l’ipotesi di un datacenter in quell’area?
Andrea Coden: «In linea di principio sì. Il progetto, se presentato nella forma corretta, avrebbe potuto avere un senso, anche considerando i limiti di viabilità e l’impossibilità di insediare ulteriori attività logistiche in quella zona. Tuttavia, la normativa impone procedure precise che vanno rispettate, e non era possibile gestire una richiesta così complessa come un semplice permesso a costruire».

Il sindaco Coden ha quindi ribadito che la posizione dell’amministrazione è solida e che la vicenda della cartiera non dovrebbe produrre alcuna ricaduta economica negativa per le casse comunali. Il Comune, ha concluso, «ha agito nel pieno rispetto delle norme e con l’obiettivo di tutelare l’interesse pubblico, evitando scorciatoie procedurali che avrebbero potuto creare problemi ancora maggiori in futuro».