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Peschiera Borromeo, i 607 elettori di Alleanza Verdi Sinistra senza rappresentanza in Consiglio comunale

L’assenza prolungata del Consigliare di AVS e le pressioni interne che bloccano la surroga: un caso che mostra perché non ci si può lamentare dell’astensionismo se la politica tradisce la fiducia di chi crede nella democrazia partecipata

Un altro consiglio comunale senza il rappresentante di AVS

A Peschiera Borromeo si è aperto un caso politico che va oltre le dinamiche di partito e tocca il cuore stesso della rappresentanza democratica. Da mesi, infatti, il consigliere comunale Franco Brioschi – eletto nella lista Alleanza Verdi Sinistra (AVS), forza che fa parte della maggioranza del sindaco Andrea Coden – non partecipa più ai lavori del Consiglio comunale per motivi personali. Un’assenza che, pur umanamente comprensibile, sta lasciando senza voce i 607 elettori che avevano scelto quella lista, privando di fatto la coalizione di un presidio politico e di una componente programmatica fondamentale: quella ambientalista e di sinistra. In pratica le inziative politiche non possono contare sul gruppo consiliare di Alleanza Verdi e Sinistra, nonostante abbiano contribuito a far vincere le elezioni alla coalizione di centrosinistra. Il partito guidato da Bonelli e Fratoianni non solo non è più rappresentato in Consiglio comunale, ma, dalla conclusione delle elezioni, non ha più promosso alcuna iniziativa politica di rilievo a Peschiera Borromeo. 

Un seggio “muto” che pesa sulla maggioranza

Il regolamento comunale e il Testo Unico degli Enti Locali (D.lgs. 267/2000) stabiliscono che un consigliere comunale ha il dovere istituzionale di partecipare alle sedute, pena la possibile decadenza in caso di assenze ingiustificate reiterate. Tuttavia, anche quando le assenze sono formalmente giustificate, come nel caso di Brioschi, la questione resta sostanziale: la rappresentanza politica viene meno. Oggi, in Consiglio comunale, la lista AVS – che con la sua presenza ha contribuito alla vittoria della coalizione Coden – non ha più una voce attiva.
L’assessora Paola Baratelli, prima degli eletti con 94 preferenze, continua ad amministrare con impegno nel ruolo di assessora, ma rappresenta la giunta e non il gruppo consiliare. Questo lascia scoperto l’aspetto politico, quello della discussione, del confronto e del voto in aula. In sostanza, la forza ecologista e progressista che doveva portare avanti le istanze dei propri elettori è di fatto silenziata.

Le ripercussioni sulla stabilità del governo cittadino

La situazione è diventata particolarmente delicata dopo quanto accaduto nel Consiglio comunale del 30 settembre, quando la maggioranza non è riuscita a garantire i numeri per l’immediata eseguibilità del Documento Unico di Programmazione (DUP). In quella seduta erano assenti tre consiglieri della maggioranza: Angelica Peci e Carmine Autori del Partito Democratico e Franco Brioschi di AVS. Sebbene il DUP non richiedesse un voto urgente, l’episodio ha mostrato la fragilità numerica e politica della coalizione.
Il problema non è solo contabile: se una situazione simile dovesse ripetersi in occasione di votazioni fondamentali come il bilancio, un solo voto mancante potrebbe compromettere la tenuta stessa della giunta.

Il caso Brioschi: solidarietà umana ma vuoto politico

Franco Brioschi, 69 anni, figura storica del sindacato e residente da oltre quarant’anni a Peschiera, ha dedicato gran parte della sua vita al lavoro e alla difesa dei diritti dei lavoratori. Le sue assenze, legate a motivi personali, meritano rispetto e comprensione. Tuttavia, sul piano istituzionale, la sua prolungata inattività sta creando un vuoto di rappresentanza che non può essere ignorato.
La normativa prevede che, in caso di impedimenti duraturi, si possa procedere con la surroga, cioè con la sostituzione del consigliere assente con il primo dei non eletti.

Christian Blundo pronto a subentrare, ma le pressioni frenano tutto

Il primo dei non eletti nella lista AVS è Christian Blundo, professionista nel settore della logistica e della sostenibilità, già amministratore a Colturano come assessore e consigliere comunale, attivo in Legambiente, WWF e nelle Sentinelle del Parco Agricolo Sud Milano. Intervistato da 7giorni, ha dichiarato: «Se dovessi essere chiamato a sostituire Franco Brioschi lo farei di buon grado. Fin da subito metto a disposizione le mie capacità al servizio di Alleanza Verdi e Sinistra, della maggioranza del sindaco Andrea Coden».
La sua disponibilità, tuttavia, non trova riscontro nelle decisioni politiche della coalizione. Secondo indiscrezioni, ci sarebbero forti pressioni interne per evitare la sua entrata in Consiglio. Pressioni che, se confermate, solleverebbero un serio problema di trasparenza e di rispetto della volontà popolare. Blundo, terzo degli eletti, è l’unico in grado di restituire rappresentanza ai 607 cittadini che avevano scelto AVS, ma la sua esclusione di fatto tiene bloccata la situazione.

Il nodo politico e morale

Al di là dei rapporti personali o delle strategie interne, resta una questione di principio: un gruppo politico rappresentato in Consiglio comunale non può restare muto per mesi. Ogni elettore ha diritto a una voce nelle istituzioni, e ogni coalizione ha il dovere di garantire la piena funzionalità della propria squadra.
In un contesto in cui la fiducia dei cittadini nella politica è già fragile, la mancanza di rappresentanza e la sensazione che le logiche interne prevalgano sul mandato elettorale rischiano di ampliare il solco tra istituzioni e cittadini.

Serve una decisione rapida e responsabile

La vicenda AVS non è solo una questione interna di equilibrio politico, ma un tema di credibilità istituzionale. La coalizione che governa Peschiera Borromeo deve decidere se difendere la propria stabilità attraverso il silenzio o rafforzarla attraverso la chiarezza. La sostituzione di Brioschi, se i suoi impedimenti dovessero proseguire, rappresenterebbe un atto di rispetto verso gli elettori e verso le regole democratiche. In caso contrario, il rischio è di lasciare che un’assenza personale diventi una ferita politica permanente, capace di indebolire l’intera amministrazione Coden.
E, soprattutto, significherebbe tradire il voto degli elettori, negando loro la rappresentanza per cui si sono recati alle urne. Perché non ci si può lamentare dell’astensionismo se poi la politica stessa tradisce la fiducia di chi ha scelto di credere nella democrazia partecipata.
Giulio Carnevale


Le preferenze della lista AVS

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