Peschiera Borromeo News: cronaca, politica, eventi, cultura e sport

Peschiera, il terzo anno di mandato parte dai cantieri: il punto del sindaco Andrea Coden tra opere pubbliche, scuole e progetti per il futuro

Dalle strade ai centri civici, dal grande piano per le scuole ai servizi per anziani e giovani, fino ai progetti urbanistici che ridisegneranno le frazioni: il sindaco traccia un bilancio dell'attività amministrativa e anticipa le priorità che accompagneranno Peschiera Borromeo fino alla fine del mandato.

Andrea Coden

Andrea Coden Sindaco di Peschiera Borromeo

L'estate rappresenta tradizionalmente il momento in cui le amministrazioni comunali fanno il punto sul lavoro svolto prima della pausa di agosto. Per Andrea Coden, però, non è soltanto un bilancio di metà anno: coincide anche con l'avvio del terzo anno di mandato, la fase nella quale molti progetti escono dalla carta per trasformarsi in cantieri e opere concrete.

Lavori pubblici, manutenzioni, scuole, centri civici, viabilità, servizi sociali, riqualificazioni urbane e nuovi investimenti sono stati i principali temi affrontati durante una lunga intervista concessa a 7giorni, nella quale il primo cittadino ha ripercorso quanto realizzato finora e illustrato gli obiettivi che accompagneranno l'amministrazione fino al 2029.

Ne emerge un quadro articolato, nel quale convivono interventi ormai pronti a partire, opere già in fase di completamento e progetti strategici destinati a cambiare il volto della città nei prossimi anni.


Intervista al sindaco Andrea Coden

1. Il punto sull'inizio del terzo anno di mandato

Sindaco, siamo ormai alle porte della pausa estiva. È anche l'inizio del terzo anno del suo mandato. Qual è il bilancio di questa stagione amministrativa?

«Preferisco partire dalle buone notizie. È stato un periodo molto impegnativo, ma finalmente diversi uffici comunali sono riusciti a dare risposte concrete ai bisogni della città. In particolare i Lavori pubblici hanno messo in moto una macchina importante, che oggi sta producendo risultati tangibili. Molti progetti sono entrati nella fase operativa dopo mesi di progettazione e preparazione delle gare».


2. Il maxi piano da 7,5 milioni di euro per rifare le strade

Tra gli interventi più attesi c'è sicuramente quello dedicato alle strade. A che punto siamo?

«È probabilmente il progetto più importante di questa fase amministrativa. Abbiamo previsto un investimento complessivo di circa 7 milioni e mezzo di euro. La prima gara, del valore di 5 milioni, si chiuderà il 3 agosto. Se il cronoprogramma verrà rispettato, tra la fine di agosto e l'inizio di settembre inizieranno i cantieri»,

Quali saranno le prime vie interessate?

«Cominceremo dalle arterie principali. Il cronoprogramma prevede inizialmente via Di Vittorio, poi via Liberazione, via 25 Aprile, quindi via Archimede a Linate e via Trieste a San Bovio, anche in funzione della futura rotatoria collegata al cantiere Microsoft. Complessivamente saranno interessate 64 strade tra il 2026 e il 2027».

Quanto lavoro c'è stato dietro questo progetto?

«Tanto. Prima di arrivare alle gare è stato necessario sviluppare tutte le progettazioni esecutive e predisporre gli appalti. È un lavoro poco visibile ai cittadini, ma fondamentale»,


3. Il grande obiettivo del 2027: le scuole

Una volta avviati questi cantieri, quale sarà la priorità dell'amministrazione?

«Il 2026 servirà soprattutto per concludere tutti gli interventi già finanziati: centri civici, studi medici, Casa della Comunità, manutenzioni sugli edifici comunali, coperture e altre opere. Dal 2027 inizierà invece la grande stagione dedicata alle scuole».

Perché proprio le scuole?

«Perché il patrimonio scolastico di Peschiera Borromeo è costituito in gran parte da edifici costruiti negli anni Settanta e Ottanta. Hanno bisogno di interventi strutturali importanti: certificazioni antincendio, adeguamenti antisismici, impianti, efficientamento energetico e una riqualificazione complessiva».


4. Da dove si partirà: le scuole che avranno la priorità

Di fronte a un patrimonio scolastico così esteso, immagino che sarà necessario stabilire delle priorità. Quali saranno i primi edifici sui quali interverrete?

«La situazione riguarda un po' tutte le scuole della città, perché parliamo di edifici realizzati prevalentemente negli anni Settanta e Ottanta. Tuttavia, se devo indicare una priorità, oggi direi sicuramente il plesso di Monasterolo. È quello che presenta le maggiori necessità di intervento».

Quali lavori sono già programmati?

«Tra settembre e ottobre partiremo con il rifacimento completo della copertura della scuola media e delle palestre. Sarà uno dei primi interventi concreti all'interno del più ampio programma di riqualificazione del patrimonio scolastico comunale».

Quindi questo sarà soltanto il primo passo?

«Esattamente. L'obiettivo non è intervenire solo dove c'è un'emergenza, ma avviare un piano organico che interessi progressivamente tutte le scuole della città, migliorandone la sicurezza, l'efficienza energetica e la qualità degli ambienti».

5. Il piano per finanziare la riqualificazione delle scuole

Un intervento di queste dimensioni richiederà investimenti molto importanti. Come pensate di sostenerli?

«Stiamo lavorando per arrivare pronti all'uscita del Conto Termico 3.0, il nuovo strumento nazionale destinato all'efficientamento energetico degli edifici pubblici. Se riusciremo a presentare i progetti nei tempi previsti, il bando potrà coprire fino al 100% dei costi legati all'efficientamento energetico, come la sostituzione dei serramenti e altri interventi sulle strutture scolastiche».

Come vi state organizzando per rispettare le tempistiche?

«Abbiamo avviato una manifestazione di interesse attraverso un partenariato pubblico-privato. L'obiettivo è raccogliere i progetti di fattibilità tecnico-economica così da arrivare pronti quando il Conto Termico sarà pubblicato. È fondamentale che i progetti siano già predisposti per poter cogliere questa opportunità».

Ci sono già operatori interessati?

«Sì. Abbiamo avuto diversi confronti con Eni, che ha sviluppato una divisione dedicata proprio alla riqualificazione energetica degli immobili pubblici. Sappiamo che parteciperà alla manifestazione di interesse, ma auspichiamo che aderiscano anche altri soggetti, così da poter confrontare più proposte progettuali».

Nel frattempo il Comune ha già accantonato risorse proprie?

«Sì. Abbiamo già destinato circa 20 milioni di euro alle future ristrutturazioni. I 10 milioni di euro derivanti dall'operazione del Datacenter Microsoft, saranno destinati esclusivamente alle scuole. Il grande obiettivo del triennio 2027-2029 sarà proprio la riqualificazione completa del patrimonio scolastico».

Quindi le risorse provenienti da Microsoft non saranno impiegate per altri interventi?

«No. Le altre opere pubbliche già programmate, come strade, centri civici, cimiteri e manutenzioni, stanno seguendo percorsi di finanziamento differenti. I 10 milioni di euro derivanti dall'operazione Microsoft saranno invece dedicati esclusivamente alla riqualificazione delle scuole».

Possiamo affermare che il triennio 2027-2029 sarà quello dedicato al rilancio dell'edilizia scolastica?

«Assolutamente sì. Quest'anno completeremo gli interventi già avviati, come le strade, i centri civici e gli altri lavori pubblici. Dal prossimo anno il grande obiettivo dell'Amministrazione sarà intervenire sul patrimonio scolastico della città, migliorandone sicurezza, efficienza energetica e qualità degli spazi destinati agli studenti».

6. Dai grandi investimenti alle frazioni: il ruolo dei nuovi centri civici

Archiviato il capitolo dedicato alle scuole, un altro tema sul quale l'Amministrazione sta investendo riguarda i servizi di prossimità. I nuovi centri civici di San Bovio e Linate dovranno diventare punti di riferimento non solo per la vita associativa, ma anche per i servizi sanitari e sociali. A che punto sono i lavori?

«Per quanto riguarda il Centro civico di San Bovio siamo ormai nella fase conclusiva. I lavori interni sono praticamente terminati: manca soltanto l'installazione della nuova UTA, l'unità di trattamento dell'aria, e la sistemazione delle aree esterne. Ho effettuato personalmente un sopralluogo nelle scorse settimane e, salvo imprevisti, contiamo di completare tutto entro novembre. In ogni caso abbiamo un preciso obbligo di rendicontazione nei confronti di Regione Lombardia e l'intervento dovrà essere concluso entro il 31 dicembre».

Come sarà organizzata la struttura una volta aperta?

«Il centro civico sarà suddiviso in due grandi aree. Una parte sarà destinata ai servizi sociosanitari, con ambulatori per i medici di medicina generale, una segreteria e una sala d'attesa. Gli spazi che non saranno utilizzati stabilmente dai medici potranno essere messi a disposizione, attraverso un bando pubblico, di altri professionisti sanitari, come fisioterapisti o specialisti che vorranno offrire servizi alla cittadinanza».

E la restante parte della struttura?

«Sarà dedicata alla vita sociale della frazione. Trasferiremo qui l'attuale biblioteca di San Bovio, che oggi presenta diversi problemi strutturali. Non sarà soltanto una biblioteca: prevediamo un'aula studio, uno spazio dedicato ai bambini, locali per le associazioni e un auditorium polifunzionale che potrà ospitare incontri pubblici, iniziative culturali e anche assemblee condominiali. Inoltre sarà presente un professionista che, oltre a gestire la biblioteca, avrà il compito di fare rete tra tutte le associazioni che utilizzeranno il centro civico».

Anche il Centro civico di Linate seguirà questa impostazione?

«Sì, pur con caratteristiche diverse. Anche lì sarà presente un ambulatorio medico con la relativa sala d'attesa, mentre tutti gli altri spazi saranno destinati alla socialità. Il progetto è strettamente collegato al nuovo centro sportivo e alla realizzazione di una piazza che metterà in connessione queste strutture. L'obiettivo è creare una vera centralità per la frazione di Linate, un luogo di incontro e aggregazione che oggi manca».

Questa idea delle "centralità" riguarda soltanto Linate?

«No, è uno degli indirizzi principali che stiamo sviluppando anche nel nuovo Piano di Governo del Territorio. La frammentazione è sempre stata una delle caratteristiche di Peschiera Borromeo. Vogliamo che ogni frazione abbia un proprio punto di riferimento urbano e sociale: stiamo lavorando su Linate, su San Bovio e successivamente anche su Bettola, così da costruire spazi pubblici vissuti e riconoscibili dai cittadini».


7. Welfare Aging: una nuova rete di servizi per gli anziani

Oltre alle opere pubbliche, l'Amministrazione sta lavorando anche a un progetto che guarda ai servizi alla persona, in particolare agli anziani. Di cosa si tratta?

«Abbiamo aderito al progetto Welfare Aging, finanziato da Fondazione Cariplo, con l'obiettivo di realizzare una rete diffusa di servizi dedicati agli anziani. Non vogliamo limitarci a offrire nuove strutture, ma costruire un modello che permetta alle persone di continuare a vivere il più possibile nel proprio contesto di vita, garantendo al tempo stesso assistenza e socialità».

Uno degli elementi centrali del progetto è rappresentato dalle Comunità Alloggio Sociale per Anziani. In cosa si differenziano dalle tradizionali RSA?

«La differenza è sostanziale. Le RSA sono strutture con una presa in carico prevalentemente sanitaria e oggi, nella maggior parte dei casi, accolgono persone nelle fasi più avanzate della loro fragilità. Le Comunità Alloggio Sociale per Anziani, invece, sono pensate per persone ancora autosufficienti o con limitate esigenze assistenziali. Si tratta di strutture di dimensioni ridotte, con un massimo di dodici posti letto, dove viene garantita una presa in carico sociale e assistenziale grazie alla presenza degli operatori socio-sanitari. Tutta la parte medica continua invece a fare riferimento alla medicina territoriale».

Quindi l'obiettivo è offrire un ambiente più familiare e sostenibile anche dal punto di vista economico?

«Esattamente. Vogliamo creare luoghi nei quali gli anziani possano continuare a vivere relazioni sociali e mantenere una buona qualità della vita, alleggerendo nello stesso tempo il carico delle famiglie. Inoltre si tratta di strutture con rette generalmente comprese tra i 65 e i 75 euro al giorno, quindi più accessibili rispetto a una RSA».

Da dove partirà questa sperimentazione?

«Il primo intervento sarà realizzato negli immobili comunali di via Martin Luther King, dove nascerà un progetto di Senior Housing con dodici posti letto. Sarà il primo tassello di una rete che intendiamo sviluppare progressivamente in tutta la città».

Anche altri immobili comunali saranno coinvolti?

«Sì. Quando la biblioteca di San Bovio sarà trasferita all'interno del nuovo Centro civico, gli spazi che si libereranno potranno essere trasformati in una Comunità Alloggio Sociale per Anziani. Lo stesso ragionamento riguarda anche altri immobili comunali, come il Calipari. L'obiettivo è distribuire questi servizi sul territorio, anziché concentrarli in un'unica struttura».

Qual è il traguardo che vi siete posti?

«L'obiettivo è arrivare nell'arco di un paio d'anni a circa sessanta posti letto distribuiti nelle diverse frazioni della città. Vogliamo costruire una vera rete di servizi di prossimità, capace di accompagnare gli anziani senza costringerli ad allontanarsi dal proprio quartiere e dalle proprie relazioni».

Il progetto guarda anche agli anziani che continueranno a vivere nella propria abitazione?

«Certamente. Per noi è fondamentale rafforzare anche i servizi domiciliari. Per questo introdurremo la figura del custode sociale, che avrà il compito di aiutare gli anziani nelle esigenze quotidiane, come la compilazione dell'ISEE, l'accesso ai servizi comunali o l'organizzazione di attività di socializzazione nei centri anziani e negli altri spazi pubblici della città. L'obiettivo è ritardare il più possibile il ricorso alle strutture sociosanitarie, permettendo alle persone di rimanere nella propria casa con un adeguato supporto».

Si tratta di un modello già sperimentato in altre realtà?

«Sì. È un sistema già diffuso da anni nei Paesi del Nord Europa e in altri contesti internazionali. In Italia esistono alcune esperienze, come quella sviluppata nel quartiere Barona di Milano. Il nostro obiettivo è fare di Peschiera Borromeo una delle prime città italiane a realizzare una rete così estesa di servizi dedicati agli anziani».

8. Cascina Lorini: un nuovo spazio pubblico al servizio della città

Tra gli interventi in programma c'è anche il recupero di Cascina Lorini. A che punto è il progetto?

«In questo momento il progetto è in gara. L'obiettivo è recuperare gran parte dei manufatti esistenti della cascina e valorizzarli all'interno di un nuovo giardino pubblico, creando uno spazio fruibile dalla cittadinanza e perfettamente integrato con il contesto circostante».

Il progetto si inserisce anche nel piano dedicato agli anziani?

«Sì. L'idea è quella di destinare in futuro gli spazi del Calipari a una Comunità Alloggio Sociale per Anziani, così da affiancare al nuovo giardino un presidio dedicato alla terza età. Vogliamo creare luoghi che siano vissuti e capaci di mettere in relazione le persone con il territorio».

Rendering Cascina Lorini

Rendering Cascina Lorini

9. Piscina comunale: perché la riapertura è slittata e come cambierà l'impianto

La piscina comunale è riuscita a riaprire, anche se con qualche settimana di ritardo. Cosa è successo?

«Quando ci siamo insediati abbiamo trovato un progetto che prevedeva principalmente interventi estetici e funzionali, come il rifacimento degli spogliatoi, ma mancava completamente l'analisi della parte impiantistica. Per noi era invece prioritario verificare che la struttura fosse sicura prima ancora che bella».

Qual è stata la criticità principale?

«L'impianto elettrico non rispettava più i requisiti di sicurezza necessari per consentire l'apertura della piscina. Abbiamo quindi incaricato un professionista di effettuare una verifica completa e, una volta accertate le criticità, siamo intervenuti rapidamente per adeguare il quadro elettrico e mettere la struttura nelle condizioni di poter riaprire in sicurezza».

Il progetto di riqualificazione subirà quindi delle modifiche?

«Sì. Abbiamo chiesto al progettista di rivedere completamente il progetto perché non possiamo limitarci a rifare gli spogliatoi lasciando invariati gli impianti. Parliamo di una struttura costruita tra gli anni Settanta e Ottanta e, se decidiamo di investire risorse importanti, dobbiamo realizzare una riqualificazione complessiva che garantisca sicurezza, funzionalità e durata nel tempo. Non vogliamo continuare a mettere pezze su una struttura che necessita di un intervento organico».


La piscina comunale di Peschiera Borromeo

La piscina comunale di Peschiera Borromeo

10. Illuminazione pubblica: al lavoro per sbloccare gli interventi straordinari

Un altro tema molto sentito dai cittadini riguarda l'illuminazione pubblica. Come sta procedendo la revisione della convenzione?

«Abbiamo affidato allo Studio Cavaggioni due incarichi distinti: uno riguarda la concessione dell'illuminazione pubblica, l'altro quella relativa ad Ausonia. Per quanto riguarda l'illuminazione, abbiamo già ricevuto la relazione tecnica e stiamo lavorando per aggiornare il contratto di concessione».

Perché è necessario intervenire sul contratto?

«Perché quello attuale non ci consente di affidare direttamente gli interventi straordinari. La normativa sugli appalti impone regole molto precise e oggi non abbiamo lo strumento giuridico che ci permette di eseguire tutte le opere necessarie. È quindi indispensabile rivedere la concessione per poter programmare gli interventi più importanti».

Di quale entità stiamo parlando?

«Abbiamo già individuato lavori straordinari per circa mezzo milione di euro, necessari soprattutto per il rifacimento delle principali linee dell'illuminazione pubblica. Una volta definito il nuovo quadro contrattuale potremo finalmente programmare questi interventi».

La società concessionaria sta collaborando?

«Sì, il confronto è aperto. Anche il concessionario è consapevole della necessità di aggiornare il contratto per adeguarlo alle esigenze attuali e consentire una gestione più efficace degli interventi straordinari».

11. Piazza Bellaria: prima la sicurezza, poi la riqualificazione

Negli ultimi giorni è stata effettuata la pulizia dell'area di Piazza Bellaria, ma i cittadini attendono ancora la riqualificazione definitiva. Quali sono i tempi?

«Il taglio dell'erba è stato soltanto il primo intervento. Durante i sopralluoghi sono emerse alcune criticità importanti, tra cui diversi cedimenti del terreno e la presenza di tubazioni che contengono cavi elettrici. Prima di procedere con la riqualificazione definitiva abbiamo chiesto a Due Reti di effettuare tutte le verifiche necessarie per individuare l'origine di quei sottoservizi e capire come intervenire in piena sicurezza».

Una volta concluse le verifiche, come cambierà l'area?

«Il cronoprogramma prevede la rimozione del terreno esistente, il riporto di nuova terra e la sistemazione completa dell'area verde. L'obiettivo è eliminare definitivamente le transenne e restituire ai cittadini uno spazio decoroso, trasformandolo in un giardino fruibile. È un intervento che avevamo condiviso anche con i residenti durante gli incontri pubblici e rappresenta una prima riqualificazione dell'area».

Il progetto si fermerà qui o sono previsti ulteriori sviluppi?

«No, questo rappresenta il primo passo. Parallelamente stiamo aggiornando anche la relazione acustica collegata al Piano di Governo del Territorio, perché oggi quell'area non consente alcune funzioni legate alla permanenza delle persone. Una volta completato questo percorso potremo sviluppare ulteriormente il progetto di riqualificazione previsto per Piazza Bellaria».

Quando potranno essere rimosse le transenne?

«Se le verifiche tecniche confermeranno il cronoprogramma, contiamo di completare l'intervento entro il mese di ottobre, restituendo finalmente ai cittadini uno spazio verde sicuro e pienamente utilizzabile».

La piazza di Bellaria

La piazza di Bellaria

12. L'Esagono: un nuovo spazio pensato per i giovani

Tra gli immobili comunali da recuperare c'è anche l'Esagono, una struttura che negli anni ha perso gran parte della propria funzione. Qual è il progetto dell'Amministrazione?

«L'idea è quella di inserirlo all'interno del progetto di partenariato pubblico-privato insieme alle scuole, anche se in questo caso gli interventi strutturali saranno limitati. Il vero obiettivo è restituire l'Esagono ai giovani, trasformandolo in uno spazio vivo e frequentato».

Come immaginate questo nuovo utilizzo?

«Vorremmo realizzare un'aula studio gestita nell'ambito del progetto Workout, con la presenza di personale che possa presidiare la struttura e favorire la partecipazione dei ragazzi. Lo stesso presidio contribuirebbe anche a valorizzare gli spazi sportivi esterni, che oggi soffrono situazioni di degrado e scarso utilizzo».

Sono previsti anche nuovi servizi?

«Sì. L'idea è riaprire i servizi igienici anche per chi frequenta gli impianti esterni e realizzare un piccolo punto ristoro con distributori automatici. Vogliamo trasformare l'Esagono in un luogo di aggregazione stabile, offrendo ai ragazzi uno spazio dove studiare, incontrarsi e praticare attività sportive in un ambiente controllato».

13. Peschierello: la scelta di affidare la gestione ai privati

Parliamo ora del Peschierello. Quale futuro immagina l'Amministrazione per quest'area?

«Porteremo in Consiglio comunale una delibera che consentirà di avviare una manifestazione di interesse per affidarne la gestione in concessione. L'obiettivo è individuare una realtà capace di investire sulla struttura, riqualificarla e restituirla alla cittadinanza».

Perché avete scelto questa strada anziché una gestione diretta del Comune?

«Perché oggi il Comune è già chiamato a sostenere investimenti molto importanti sulle scuole, sulla piscina, sugli impianti sportivi, sui centri civici e su numerose altre strutture pubbliche. Sarebbe poco realistico pensare di aggiungere anche il Peschierello a questo elenco. Crediamo che una gestione in concessione, con regole chiare e precisi obblighi a carico del concessionario, rappresenti la soluzione più efficace per valorizzare l'area».


Gli edifici fatiscenti del Campo sportivo Peschierello, abbandonato ormai da tanti anni

Gli edifici fatiscenti del Campo sportivo Peschierello, abbandonato ormai da tanti anni

14. Campo Moretti: il futuro dell'impianto sportivo di Linate

Un'altra vicenda molto seguita riguarda il Campo Moretti di Linate. A che punto siamo?

«La procedura di affidamento è ormai in fase conclusiva e, salvo gli ultimi adempimenti amministrativi, la gestione è stata affidata alla Pro Peschiera».

Quanto pesa, oltre all'aspetto sportivo, il valore sociale di questa struttura?

«Moltissimo. Al di là dell'attività calcistica, la Pro Peschiera svolge da anni un'importante funzione sociale, soprattutto nella frazione di Linate. È un punto di riferimento per tanti ragazzi e per molte famiglie, e questo rappresenta un valore aggiunto per tutta la comunità».

Sono previsti anche lavori sull'impianto?

«Sì. Il progetto esecutivo per il rifacimento del campo è praticamente completato e andrà in gara nel mese di settembre. L'obiettivo è riqualificare l'impianto e renderlo pienamente adeguato alle esigenze delle società sportive e dei cittadini».


15. Data center Microsoft, viabilità e nuovi spazi pubblici

Uno dei cantieri destinati ad avere il maggiore impatto sulla città è quello legato all'insediamento del data center di Microsoft. Partiamo dalla viabilità: quando verrà realizzata la nuova rotatoria sulla SP160?

«La rotatoria rientra nel primo lotto di interventi finanziato con il piano da cinque milioni di euro ed è già stata progettata. Abbiamo avviato il confronto con Città Metropolitana perché sarà necessario ottenere alcune autorizzazioni legate alla classificazione della strada. Il nostro obiettivo è realizzarla prima dell'avvio delle fasi più intense del cantiere Microsoft, così da gestire al meglio il traffico».

Ci sono criticità particolari?

«Dal punto di vista tecnico sarà necessario procedere con un adeguamento della classificazione di un tratto della SP160 per consentire la realizzazione della rotatoria. È un passaggio amministrativo indispensabile, ma confidiamo di rispettare il cronoprogramma».

Microsoft consegnerà al Comune anche un edificio completamente riqualificato. Quale sarà la sua destinazione?

«L'immobile sarà restituito completamente a norma, sia dal punto di vista strutturale sia da quello impiantistico. Successivamente pubblicheremo un avviso pubblico per individuarne la destinazione. Abbiamo già avviato interlocuzioni con diversi soggetti e tra le ipotesi c'è anche quella di ospitare servizi sociosanitari destinati alla cittadinanza».

Il progetto del datacenter a San Bovio

Il progetto del datacenter a San Bovio

16. San Bovio e il progetto della nuova centralità urbana

L'area di San Bovio è destinata a cambiare profondamente anche dal punto di vista urbanistico. Qual è la vostra visione?

«L'idea è quella di creare una vera centralità per la frazione. Durante il percorso partecipativo del Piano di Governo del Territorio è emersa con forza la necessità di dotare San Bovio di uno spazio pubblico riconoscibile, capace di ospitare servizi e diventare un punto di riferimento per i residenti».

Come sarà organizzata questa nuova centralità?

«L'ipotesi sulla quale stiamo lavorando prevede una grande piazza con, al di sotto, una media struttura di vendita di circa 600-800 metri quadrati e, attorno, una serie di servizi di vicinato come bar, ristoranti, lavanderia e altri esercizi commerciali. L'obiettivo è creare un luogo vissuto durante tutta la giornata, capace di offrire servizi senza obbligare i residenti a spostarsi in altri quartieri».

In passato era stata avanzata anche l'ipotesi di un nuovo data center su quell'area.

«Sì, ma il Comune ha espresso la propria contrarietà. Durante il percorso del PGT è emersa chiaramente la volontà di destinare quell'area a una funzione urbana e di servizio per la cittadinanza, rafforzando il ruolo di San Bovio come centralità della città e non come sede di un'ulteriore infrastruttura tecnologica».


Il progetto della rotonda Via Trieste - Sp 160, San Bovio

Il progetto della rotonda Via Trieste - Sp 160, San Bovio Rotonda, Via Triestem Sp 160, San Bovio

17. Il nuovo PGT e una città meno frammentata

Molti dei progetti che ci ha illustrato sembrano avere un filo conduttore comune. È questa la filosofia con cui state costruendo il nuovo Piano di Governo del Territorio?

«Sì. Uno degli obiettivi principali del nuovo PGT è superare la frammentazione che da sempre caratterizza Peschiera Borromeo. Oggi ogni frazione vive quasi come una realtà a sé stante. Noi vogliamo creare delle centralità urbane, cioè luoghi riconoscibili dove i cittadini possano ritrovarsi, accedere ai servizi e vivere gli spazi pubblici».

È una strategia che riguarda tutta la città?

«Assolutamente sì. Abbiamo già parlato di Linate e di San Bovio, ma lo stesso approccio interesserà anche Bettola e le altre frazioni. L'obiettivo è costruire una rete di piazze, servizi e spazi pubblici capaci di dare identità ai diversi quartieri, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità».

Quindi il PGT non sarà soltanto uno strumento urbanistico?

«No. Vogliamo che diventi anche uno strumento per migliorare la qualità della vita, favorendo l'aggregazione e rendendo ogni quartiere più autonomo dal punto di vista dei servizi».


Marcita nel mese di Aprile

Marcita nel mese di Aprile Foto di Walter Ferrari

18. Un grande parco per unire Mezzate, Bettola e Zelo

Tra i progetti che state sviluppando ce n'è uno particolarmente ambizioso: il grande parco che nelle intenzioni vorrebbe collegare Mezzate, Bettola e Zelo. Come nasce questa idea?

«Nasce proprio dalla volontà di superare la frammentazione della città. L'idea è creare un grande parco centrale che unisca queste tre frazioni attraverso percorsi ciclopedonali, aree verdi e spazi dedicati allo sport, al tempo libero e alle famiglie».

Quali saranno gli elementi caratterizzanti del progetto?

«Vogliamo valorizzare ciò che già esiste. Saranno preservate le marcite e il paesaggio agricolo, verrà riqualificato il cosiddetto l'area adiacente al Laghetto Azzurro e saranno realizzati percorsi pedonali, aree sportive, spazi per il gioco, zone attrezzate anche con barbecue e luoghi destinati alla socialità. L'obiettivo è creare un grande polmone verde capace di mettere in relazione le tre frazioni».

Anche gli orti comunali saranno interessati dall'intervento?

«Sì. Gli orti comunali saranno mantenuti e riqualificati, inserendoli all'interno del nuovo sistema dei percorsi. Diverso è il discorso per gli orti abusivi, che non sono compatibili con il progetto e dovranno essere rimossi per consentire la piena fruizione dell'area da parte di tutti i cittadini».

Possiamo considerarlo uno dei progetti simbolo del nuovo PGT?

«Sicuramente sì. È uno degli interventi che meglio rappresentano la nostra idea di città: una Peschiera Borromeo più verde, più connessa e capace di offrire nuovi spazi pubblici per tutte le generazioni».

Il progetto della rotonda Via Trieste - Sp 160, San Bovio

Il progetto della rotonda Via Trieste - Sp 160, San Bovio Rotonda, Via Triestem Sp 160, San Bovio

19. La panchina gigante e il belvedere sugli aerei

Tra gli interventi più curiosi c'è anche la realizzazione di una panchina gigante nell'area di Canzo. Da dove nasce questa idea?

«Nasce dalla volontà di valorizzare un luogo già molto conosciuto dagli appassionati e dalle famiglie che si recano lì per osservare gli aerei in decollo e in atterraggio. Vogliamo trasformarlo in un vero punto di interesse cittadino, rendendolo ancora più accogliente e riconoscibile».

Non si tratta quindi soltanto di un elemento di arredo urbano?

«No. Stiamo lavorando anche con SEA per caratterizzare ulteriormente quell'area. L'idea è farne un luogo simbolico, quasi un "luogo dei desideri", dove le persone possano fermarsi, vivere lo spazio pubblico e godersi uno spettacolo che già oggi richiama tanti visitatori anche da fuori città».

Può avere anche un effetto sul decoro dell'area?

«Certamente. Quando uno spazio pubblico viene frequentato da famiglie, bambini e cittadini, diventa automaticamente più sicuro e più curato. Restituire vitalità a quell'area significa anche contrastare situazioni di degrado che negli anni si erano create».


Il rendering della maxi panchina di Canzo

Il rendering della maxi panchina di Canzo

20. Verde pubblico: una nuova gara per migliorare manutenzione e sostenibilità

Chiudiamo con un tema che molti cittadini segnalano da tempo: la manutenzione del verde. Lei stesso ha ricevuto osservazioni sul problema della plastica triturata durante gli sfalci. È un aspetto sul quale intendete intervenire?

«Sì. L'attuale contratto di gestione del verde pubblico scadrà nel mese di ottobre e stiamo già lavorando alla nuova gara. Sarà l'occasione per introdurre criteri diversi e migliorare la qualità del servizio, anche dal punto di vista ambientale».

In che modo?

«Abbiamo raccolto numerosi suggerimenti arrivati dai cittadini. Alcuni ci hanno trasmesso relazioni molto approfondite, con esempi di buone pratiche adottate anche all'estero, come in Svizzera. Stiamo valutando tutte queste proposte per inserirle nel nuovo capitolato e rendere la manutenzione del verde più attenta all'ambiente».

Quindi cambieranno anche le modalità operative?

«È proprio questo l'obiettivo. Vogliamo che la nuova gara non si limiti a definire il numero degli sfalci, ma introduca criteri qualitativi che consentano di ridurre gli impatti ambientali, migliorare la gestione delle aree verdi e offrire un servizio più efficiente ai cittadini. Credo che il confronto con chi vive quotidianamente la città possa rappresentare un valore aggiunto anche nella definizione delle future regole».


21. La sfida del bilancio: garantire nuovi servizi senza mettere a rischio i conti del Comune

Sindaco, tutti questi interventi comporteranno inevitabilmente anche un aumento dei costi di gestione. È una preoccupazione che avete già affrontato?

«Assolutamente sì. Quando si parla di opere pubbliche spesso ci si concentra esclusivamente sull'investimento iniziale, ma poi c'è tutta la gestione ordinaria che pesa sul bilancio comunale. Ogni nuovo servizio, ogni nuovo edificio e ogni nuova struttura comportano costi di funzionamento che devono essere sostenuti nel tempo».

Quali sono oggi le principali criticità?

«Negli ultimi anni sono aumentati sensibilmente i costi del personale, anche a seguito del rinnovo del contratto nazionale e di quello che arriverà nei prossimi mesi. A questo si aggiungono i costi energetici e quelli legati all'apertura di nuove strutture, come i centri civici di San Bovio e Linate. Realizzare un'opera è importante, ma bisogna anche avere le risorse per mantenerla aperta e farla funzionare».

Quindi il tema non riguarda soltanto gli investimenti?

«Esatto. Esiste una differenza fondamentale tra le spese per gli investimenti e quelle correnti. Possiamo reperire risorse per costruire una nuova struttura, ma poi dobbiamo essere certi di poter sostenere negli anni le spese per il personale, la manutenzione, le utenze e tutti i servizi collegati. È una programmazione che richiede molta attenzione».

Come state affrontando questa sfida?

«Abbiamo la fortuna di poter contare su un assessore al Bilancio e su una struttura finanziaria che stanno lavorando con grande attenzione. Ogni intervento viene valutato non solo per il costo di realizzazione, ma anche per la sua sostenibilità nel tempo. Il nostro obiettivo è evitare di inaugurare strutture che poi rischiano di non poter essere gestite adeguatamente».

22. Lo sguardo al futuro

Che messaggio si sente di rivolgere ai cittadini all'inizio del terzo anno di mandato?

«Siamo consapevoli che c'è ancora molto lavoro da fare, ma oggi molti progetti sono finalmente usciti dalla fase della progettazione e stanno diventando realtà. I cittadini inizieranno a vedere sempre più cantieri e opere concrete. Il nostro impegno è proseguire con serietà, portando a termine quanto programmato e continuando a costruire una città più moderna, più efficiente e più vicina alle esigenze delle persone».

Giulio Carnevale