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San Donato Milanese, il Pd replica a FdI: «Scelta tecnica sull’odg, non polemica politica»

Dopo le accuse di Massera (FdI), i democratici chiariscono il mancato sostegno alla mozione di sfiducia

Ricostruzione AI

Dopo il comunicato diffuso da Guido Massera (FdI).  relativo alla mozione di sfiducia non presentata, arriva la replica del Partito Democratico di San Donato Milanese, che interviene per chiarire le motivazioni della propria scelta politica e procedurale.

La posizione del Partito Democratico
Il Pd con una nota stampa del segretario politico sottolinea di aver agito subito dopo le dimissioni simultanee delle assessore, presentando un proprio ordine del giorno per chiedere al sindaco Francesco Squeri di trarre le conseguenze politiche della crisi in atto. Nel documento protocollato si evidenzia come le dimissioni non rappresentino un episodio isolato, ma siano il riflesso di criticità già emerse nel corso del mandato, tra cui difficoltà di coordinamento, mancanza di collegialità nelle decisioni e ritardi nella programmazione strategica.

La richiesta al sindaco Squeri
Nella nota stampa, il Partito Democratico parla di un giudizio politico severo sull’operato dell’amministrazione, richiamando quanto dichiarato dalle assessore dimissionarie rispetto alla mancanza di visione e alla scarsa condivisione delle scelte. Secondo i democratici, dopo quasi quattro anni segnati da improvvisazione e difficoltà nel metodo di governo, sarebbe ormai evidente il venir meno delle condizioni per proseguire senza un chiarimento politico.

Per questo il Pd chiede formalmente al sindaco di prendere atto della crisi e «valutare le conseguenti determinazioni politiche, comprese le eventuali dimissioni».

Il nodo della mozione di sfiducia
Il Partito Democratico respinge le letture polemiche legate al mancato sostegno alla mozione di sfiducia promossa da Fratelli d’Italia. A spiegare la posizione è il segretario cittadino Alessandro Grillo, che chiarisce: «La mozione di sfiducia avrebbe seguito altri binari e lasciato a Massera più spazio degli altri. Per questo abbiamo deciso con le altre forze di opposizione di protocollare un odg, si tratta di una scelta tecnica, che non avrebbe dovuto dare adito a polemiche».

Una decisione che, secondo il Pd, non nasce da divergenze di merito sulla crisi politica, ma da una valutazione sulle modalità più efficaci per affrontarla in sede istituzionale.

L’ordine del giorno presentato
Nel testo protocollato si impegnano il sindaco e la Giunta a promuovere una verifica politico-programmatica dell’azione amministrativa, aggiornare le priorità di mandato e ristabilire condizioni di trasparenza nei rapporti con il Consiglio comunale, riferendo pubblicamente sugli esiti delle verifiche e sulle determinazioni conseguenti.

Una linea che, nelle intenzioni del Pd, punta a riportare il confronto sul piano istituzionale, evitando scontri politici e favorendo una discussione aperta sulle prospettive amministrative della città.

Il tema sarà ora al centro del prossimo Consiglio comunale, chiamato a discutere l’ordine del giorno e il futuro dell’azione amministrativa sandonatese.


Ordine del Giorno - Pd, del 1 marzo 2026;

odg-dimissioni-assessore.pdf