Segrate, a Sirtori sono mancati appena 50 voti per entrare in Consiglio comunale
La lista civica del candidato sindaco indipendente si è fermata a 573 preferenze: con poche decine di preferenze in più avrebbe conquistato un seggio nel nuovo parlamentino cittadino
Luca Sirtori
Alla fine sono stati poco più di cinquanta voti a separare Luca Sirtori dall’ingresso nel nuovo Consiglio comunale di Segrate. Un margine sottilissimo che, alla luce del risultato definitivo, rende ancora più interessante il peso politico della sua candidatura autonoma.
La lista Sirtori Sindaco ha infatti chiuso le elezioni con circa il 3,92% dei voti, fermandosi appena sotto il quoziente necessario per conquistare un consigliere comunale attraverso il metodo D’Hondt utilizzato per la distribuzione dei seggi.
Il seggio sfumato per poche schede
Secondo i conteggi definitivi, l’ultimo seggio utile è stato assegnato a Segrate al Centro, lista della coalizione vincente guidata dal sindaco Francesco Di Chio, grazie a un quoziente costruito su circa 626 voti.
La lista civica di Luca Sirtori si è invece fermata attorno ai 573 voti. Tradotto: sarebbero bastati circa 50-60 voti in più per ottenere un posto nel parlamentino cittadino.
Una distanza minima, soprattutto in una città da oltre 30mila elettori, dove anche pochi consensi distribuiti in alcuni seggi strategici possono cambiare il destino politico di una lista.
Un risultato tutt’altro che marginale
Pur rimanendo fuori dal Consiglio comunale, il risultato di Sirtori non può essere considerato irrilevante. Anzi. Il candidato sindaco indipendente ha superato il 4% personale, riuscendo a costruire uno spazio politico autonomo in una campagna elettorale molto polarizzata tra centrosinistra e centrodestra.
Il dato assume ancora più peso considerando che la sua lista ha ottenuto più voti della Lega, rimasta esclusa dal Consiglio comunale con il 2,63%.
Il peso nell’elettorato moderato
Secondo molti osservatori politici locali, la candidatura di Sirtori avrebbe inciso soprattutto nell’area moderata e civica della città, in particolare nei quartieri tradizionalmente più orientati verso il centrodestra come Milano 2 e San Felice.
Proprio lì, però, l’affluenza più bassa potrebbe aver penalizzato il tentativo della civica di conquistare il seggio.
Resta quindi il dato politico: con appena poche decine di voti in più, il nuovo Consiglio comunale avrebbe avuto una voce indipendente in più tra i banchi dell’opposizione.
E forse anche gli equilibri politici interni al centrodestra segratese oggi verrebbero letti in maniera diversa.
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Redazione 



















