Segrate, Rositano bacchetta il Consiglio comunale: «Iniziare in ritardo non è rispetto per i cittadini»
Lettera aperta di Nuove Prospettive per Segrate al sindaco Di Chio, alla presidente del Consiglio comunale Di Marco e al segretario generale: nel mirino i ritardi con cui, secondo l'associazione, iniziano abitualmente le sedute consiliari
Massimiliano Rositano Foto da screenshot video su Facebook
Segrate, 14 luglio 2026 – Non entra nel merito dei temi affrontati dall'aula, ma punta il dito contro quello che considera un cattivo esempio istituzionale. Massimiliano Rositano, portavoce dell'associazione Nuove Prospettive per Segrate, ha diffuso una lettera aperta indirizzata al sindaco Francesco Di Chio, alla presidente del Consiglio comunale Francesca Di Marco e al segretario generale del Comune, dott.ssa Patrizia Bellagamba, denunciando i frequenti ritardi con cui, a suo dire, iniziano le sedute del Consiglio comunale.
«Il tempo dei cittadini vale meno?»
Nel documento Rositano osserva come i Consigli comunali convocati per le ore 21:00 prenderebbero abitualmente avvio tra le 21:15 e le 21:20. Un'abitudine che, secondo il portavoce dell'associazione, non può essere liquidata come un semplice inconveniente organizzativo.
Per Rositano il messaggio che rischia di passare è chiaro: il tempo dei cittadini, dei consiglieri presenti e di chi segue i lavori dell'assemblea sembrerebbe avere un'importanza relativa. Una situazione che, secondo l'autore della lettera, contrasta con il ruolo che il Consiglio comunale dovrebbe incarnare quale massima espressione della vita democratica cittadina.
Una critica al metodo prima ancora che alla politica
La lettera non affronta provvedimenti, delibere o scelte amministrative. L'obiettivo è il funzionamento dell'istituzione. Rositano richiama il principio secondo cui il rispetto delle regole dovrebbe partire proprio da chi è chiamato a rappresentare le istituzioni.
Secondo il portavoce di Nuove Prospettive per Segrate, i cittadini rispettano quotidianamente appuntamenti, orari e scadenze fissate dalla pubblica amministrazione. Per questo motivo ritiene legittimo pretendere che sia il Comune a dare per primo il buon esempio, iniziando le sedute all'orario indicato nella convocazione.
«La puntualità è una forma di rispetto»
Nella parte conclusiva della lettera aperta Rositano ribadisce che la puntualità «non è un dettaglio organizzativo, ma una questione di serietà e rispetto», invitando sindaco, Presidenza del Consiglio comunale e struttura amministrativa a garantire che le future sedute inizino all'ora stabilita.
Una presa di posizione destinata ad alimentare il dibattito sul funzionamento del Consiglio comunale, non tanto per i contenuti delle discussioni, quanto per il rispetto delle regole che dovrebbero caratterizzare l'istituzione chiamata a rappresentare tutti i cittadini.
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Redazione 



















