Segrate adotta il nuovo Piano di governo del territorio

Una seduta fiume in Consiglio comunale sancisce la visione della “città parco” per i prossimi anni

Una serata lunga, intensa e politicamente centrale quella andata in scena ieri 29 gennaio 2026, in Consiglio comunale a Segrate, dove l’aula ha adottato ufficialmente il nuovo Piano di governo del territorio. Un passaggio atteso da anni, che ha impegnato amministrazione, uffici tecnici e forze politiche in un confronto durato fino a notte fonda, segnando uno dei momenti più rilevanti dell’intero mandato amministrativo.

L’apertura dei lavori e il ruolo degli uffici comunali

Ad aprire la il punto all'Ordine del giorno è stato il presidente del Consiglio comunale Gianluca Poldi, che ha voluto subito chiarire l’articolazione dei lavori e ringraziare i numerosi tecnici presenti in aula. Un passaggio non formale, ma sostanziale, volto a sottolineare come il PGT sia stato redatto interamente all’interno del Comune, scelta non scontata per uno strumento così complesso. Accanto ai banchi della Giunta erano presenti dirigenti, funzionari e professionisti che hanno seguito ogni fase del percorso.

La presentazione politica del PGT

La relazione introduttiva è stata affidata al vicesindaco Francesco Di Chio, con deleghe a Territorio e Progettazione, che ha definito l’adozione del PGT come «un momento importante per tutta la città». Nel suo intervento ha voluto ringraziare uffici, amministratori attuali e precedenti, ricordando come il lavoro affondi le radici già nel mandato scorso e nel confronto costante con cittadini e associazioni.

Nel suo intervento ha spiegato che il nuovo PGT si colloca in continuità con quello del 2017, rafforzandone però l’impianto valoriale. Al centro restano ambiente, qualità della vita e riduzione del consumo di suolo. Un modello urbano che guarda a Segrate come “città parco”, capace di attrarre famiglie anche dall’area metropolitana milanese grazie a un equilibrio tra verde, servizi e vivibilità.

Tra gli obiettivi principali illustrati dal vicesindaco figurano la tutela delle aree agricole, la rigenerazione del costruito, la valorizzazione delle cascine storiche, la connessione dei quartieri attraverso una rete ecologica continua e il governo delle grandi infrastrutture sovracomunali, non più subite ma integrate nella pianificazione.

Partecipazione e visione urbana

Ampio spazio è stato dedicato al metodo partecipativo. Incontri pubblici nei quartieri, momenti di ascolto durante le feste cittadine, confronti con associazioni e cittadini hanno accompagnato la costruzione del piano. Una fase che, secondo l’amministrazione, ha consentito di raccogliere istanze prima ancora della stesura definitiva dei documenti.

Il documento di piano, cuore politico del PGT, è stato illustrato come lo strumento che definisce la visione complessiva della città: una Segrate sostenibile, inclusiva, con attenzione all’edilizia convenzionata per famiglie e giovani, allo sviluppo culturale, formativo e ai servizi di prossimità.

I tre parchi e la rete verde

Uno degli elementi centrali è la conferma e il rafforzamento del modello della “città dei tre parchi”. Il Centroparco, il parco agricolo e il parco natura vengono pensati come un unico sistema continuo, capace di collegare nord e sud della città senza interruzioni, riducendo la frammentazione causata da infrastrutture viarie e ferroviarie.

In questo quadro si inseriscono progetti come il chilometro verde, destinato a ricucire parti oggi divise del territorio, e l’ampliamento del PLIS, con il coinvolgimento anche di aree come la cava Cassinella. Una rete verde che diventa struttura portante della città, non semplice elemento decorativo.

Mobilità, connessioni e metropolitana

Nel sistema infrastrutturale assume un ruolo strategico il futuro collegamento metropolitano, indicato come uno dei “sogni diventati realtà”. Il PGT recepisce il tracciato dell’M4 e costruisce intorno ad esso una nuova organizzazione urbana, puntando su intermodalità, rete ciclabile potenziata e riduzione della dipendenza dall’auto privata.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla riorganizzazione delle grandi aree ferroviarie e intermodali, considerate per anni una cesura urbana. Il piano prova invece a governarle, riducendo gli impatti sui quartieri e ipotizzando nuove funzioni di servizio, sportive e formative.

Gli ambiti di trasformazione

Nel dettaglio sono stati illustrati i principali ambiti di trasformazione, da Redecesio Lago alla zona est della città, passando per l’area Lucchini-Artoni e il sistema ferroviario centrale. In tutti i casi l’impostazione dichiarata è quella di privilegiare la rigenerazione, la depavimentazione e i servizi prima delle volumetrie.

Significativa la riduzione del consumo di suolo rispetto alle previsioni del passato: aree che nel 2014 erano destinate a edificazione vengono oggi riportate a verde anche nella pianificazione.

Il piano delle regole e il piano dei servizi

Il piano delle regole è stato descritto come lo strumento che disciplina il tessuto esistente, con particolare attenzione alla qualità architettonica, all’efficienza energetica e al rispetto del contesto urbano. Gli incentivi edificatori sono legati a prestazioni ambientali e qualitative, non automatici.

Il piano dei servizi, invece, introduce una lettura innovativa della città pubblica. Scuole, servizi sociali, impianti sportivi, parcheggi e verde vengono integrati in un sistema dinamico, supportato anche dalla digitalizzazione e dal “digital twin”, che consentirà un aggiornamento continuo delle dotazioni.

Il dibattito politico in aula

Dopo la presentazione tecnica e politica si è aperta la discussione consiliare. A nome del Partito Democratico è stato espresso un giudizio positivo sull’impianto complessivo del piano, riconoscendo la centralità della tutela del territorio e la visione di lungo periodo.

Nel corso della seduta sono stati presentati numerosi emendamenti da parte delle opposizioni, sia della Lega sia di Fratelli d’Italia. Le proposte hanno toccato temi ambientali, parcheggi, mobilità, ambiti produttivi e norme tecniche. Tutti gli emendamenti sono stati discussi e successivamente respinti dall’aula, ad eccezione di quello sugli errori materiali, approvato all’unanimità.

Il confronto è stato lungo e articolato, con momenti di tensione ma anche passaggi di riconoscimento reciproco del lavoro svolto.

Il voto finale e l’adozione del PGT

Al termine della maratona consiliare il Consiglio comunale ha votato l’adozione del Piano di governo del territorio. Il provvedimento è stato approvato con 13 voti favorevoli e 6 contrari. Successivamente è stata votata anche l’immediata eseguibilità, confermata con lo stesso esito.

L’intervento conclusivo del sindaco

A chiudere la seduta è stato il sindaco Paolo Micheli, con un intervento fortemente politico ed emotivo. Il primo cittadino ha definito l’adozione del PGT come il «coronamento di quindici anni di impegno», ricordando le battaglie contro il consumo di suolo e la visione alternativa rispetto al passato.

Nel suo discorso ha sottolineato come Segrate abbia scelto di non diventare una periferia dormitorio, ma una città a misura di famiglia, fondata su parchi, mobilità sostenibile e relazioni sociali. Ha ricordato la conquista del Golfo Agricolo, il progetto del chilometro verde, la centralità della rete ecologica e il ruolo della metropolitana come connessione senza snaturamento.

Un ringraziamento finale è stato rivolto a tutti i tecnici e ai collaboratori che hanno contribuito alla stesura del piano, definito dal sindaco come «un atto d’amore verso la città» e come un’eredità politica consegnata alle future amministrazioni.

Con lo scioglimento della seduta poco prima dell’una di notte, Segrate apre ufficialmente una nuova fase urbanistica: ora il PGT passerà alla fase delle osservazioni e del confronto pubblico, prima dell’approvazione definitiva.

Chi volesse approfondire qui il link alla documentazione sul sito del Comune.