Segrate, Martelli e Campani trascinano Fratelli d’Italia: la scommessa di Rositano premia il partito di Meloni

Il boom di preferenze dei due giovani candidati sostenuti da Massimiliano Rositano e dall’associazione Nuove Prospettive per Segrate apre una riflessione politica profonda dentro il centrodestra segratese, Lucente: «È giunto il momento di un ricambio generazionale»

Da sinistra Simone Martelli, Franco Lucente, Rossana Campani e Marco Bestetti

Da sinistra Simone Martelli, Franco Lucente, Rossana Campani e Marco Bestetti

“Serve una nuova classe dirigente”

A Segrate il centrodestra esce sconfitto dalle urne, ma dentro il risultato negativo della coalizione di Adriano Alessandrini emerge un dato politico destinato a lasciare il segno: la crescita di Fratelli d’Italia e il successo personale di Simone Martelli e Rossana Campani, rispettivamente primo e seconda per preferenze nella lista del partito di Giorgia Meloni.

Il giovanissimo Simone Martelli ha raccolto 224 preferenze personali, mentre Rossana Campani si è fermata a 209 voti. Entrambi entreranno in Consiglio comunale insieme a Nicola De Felice, terzo eletto del partito con 186 preferenze. Un risultato che consolida Fratelli d’Italia come primo partito tradizionale del centrodestra segratese.

Il progetto politico costruito da Rositano

Dietro questo risultato c’è il lavoro politico e territoriale portato avanti negli ultimi due anni e mezzo da Massimiliano Rositano e dall’associazione Nuove Prospettive per Segrate.

A supportare la lista sono scesi in campo anche due nomi di peso di Fratelli d’Italia lombarda: l’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente e il consigliere regionale Marco Bestetti.

Massimiliano Rositano ha commentato così il risultato elettorale:

«Faccio un grande in bocca al lupo al nuovo sindaco di Segrate Francesco Di Chio. Vi assicuro che sono felice di come sono andate queste elezioni perché, dopo due anni e mezzo di lavoro sul territorio, ieri abbiamo raccolto i frutti del nostro impegno».

«Questa è la dimostrazione che quando c’è interesse vero per il territorio, i cittadini premiano il lavoro e la presenza costante. Per questo voglio ringraziare tutte le persone che hanno creduto nel nostro progetto».

“Serve una nuova classe dirigente”

Secondo Rositano, il voto rappresenta soprattutto un messaggio politico chiaro per il futuro del centrodestra cittadino.

«Quando dico che sono contento è perché da oggi finalmente si volta pagina. Segrate ha bisogno di persone nuove, idee nuove e di una nuova classe dirigente. Abbiamo cinque anni davanti per costruire un nuovo progetto e preparare il nuovo candidato sindaco».

«All’opposizione finalmente ci saranno persone nuove, persone che hanno davvero a cuore il territorio e con cui si può costruire qualcosa di serio per il futuro della città».

Molto forte anche il passaggio dedicato all’astensionismo:

«Il dato più eclatante, però, non è soltanto la vittoria di Francesco Di Chio, ma il fatto che il 52% dei cittadini non sia andato a votare».

Secondo Rositano, proprio su quella parte di città oggi distante dalla politica si giocherà la sfida dei prossimi anni:

«Ed è proprio lì che Simone Martelli e Rossana Campani dovranno fare un’opposizione seria, costruttiva e credibile, per riconquistare la fiducia di tutti quei cittadini che oggi non si sentono più rappresentati».

Poi la stoccata politica destinata a far discutere:

«Dopo 11 anni di amministrazione, Paolo Micheli ha raccolto poco più di 200 preferenze personali. Un ragazzo di 19 anni alla sua prima esperienza politica come Simone Martelli ha preso più voti di un sindaco che ha governato la città per oltre un decennio».

«Questo dimostra che c’è tanto spazio per lavorare, crescere e costruire un nuovo progetto politico per Segrate».

Lucente: “È il momento di una nuova generazione”

Particolarmente significativo il commento dell’assessore regionale Franco Lucente, che ha letto il risultato di Segrate come il segnale della necessità di un profondo rinnovamento interno al centrodestra locale.

Lucente ha infatti posto con forza il tema del ricambio generazionale, indicando proprio nei risultati di Martelli e Campani la prova concreta che una nuova classe dirigente può emergere quando lavora realmente sul territorio.

«Sono particolarmente soddisfatto dell'elezione di due giovani candidati che tanto bene hanno fatto sul territorio, raccogliendo consensi e dimostrando che solo ascoltando le esigenze e le necessità dei cittadini si può fare una buona politica».

Un passaggio che pesa ancora di più perché arriva da uno dei principali esponenti regionali di Fratelli d’Italia in Lombardia.

Ma è soprattutto la parte finale della dichiarazione a rappresentare il vero messaggio politico lanciato al centrodestra segratese:

«Un risultato importante che rafforza ulteriormente Fratelli d'Italia a Segrate ma che spinge ad un'ulteriore riflessione a seguito di un risultato elettorale generale che certo non regala soddisfazioni al centrodestra».

E ancora:

«Credo sia giunto il momento di un ricambio generazionale importante, linfa nuova per dare un futuro di successo alla classe politica di centrodestra di Segrate».

Parole che fotografano una fase nuova dentro l’area moderata cittadina e che sembrano indicare chiaramente la volontà di costruire un nuovo gruppo dirigente attorno ai giovani amministratori emersi da questa tornata elettorale.

I tentativi di delegittimazione contro Rositano

In questi mesi, attorno alla figura di Massimiliano Rositano, non sono mancati tentativi di delegittimazione politica e personale. Anche la redazione di 7giorni ha ricevuto numerose critiche bipartisan per avere dato spazio alle iniziative di Nuove Prospettive per Segrate.

Rositano è stato spesso dipinto come una figura divisiva o come un personaggio da isolare nel dibattito pubblico cittadino. A 7giorni è stato contestato di concedergli spazio, quasi come se raccontare le sue attività fosse una colpa editoriale.

Ma oggi il risultato delle urne racconta un’altra storia.

Non solo la strategia politica costruita da Rositano ha portato Martelli e Campani a essere i due candidati più votati di Fratelli d’Italia, ma emerge anche il lavoro costante svolto sul territorio in questi anni.

Un lavoro fatto di presenza, ascolto e attività politica concreta. E alla luce dei risultati elettorali, è inevitabile osservare che, se altre componenti del centrodestra avessero lavorato con la stessa continuità e lo stesso radicamento territoriale, probabilmente l’esito complessivo delle elezioni avrebbe potuto essere diverso.
Giulio Carnevale