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Roggia Colturana, la sfida è nei sedimenti: acque in miglioramento. Le associazioni ambientaliste chiedono: «Interventi tempestivi e risolutivi»

I dati ARPA mostrano un trend positivo nelle analisi delle acque, ma il confronto monte-valle sui sedimenti apre scenari ben più preoccupanti. Legambiente, WWF e Associazione Parco Sud Milano chiedono indagini su suolo e responsabilità, richiesta condivisa anche dal primocittadino. Il procedimento della Città Metropolitana è ancora aperto.

Ricostruzione AI

È una storia che va avanti da anni, fatta di lettere protocollate, campionamenti, droni e rogge inquinate. Adesso, con i dati ARPA sul tavolo, si è aperto uno scontro di interpretazioni tra il Comune di Colturano e le associazioni ambientaliste. Ma a guardare bene i documenti ufficiali, la verità è più sfumata di quanto entrambe le parti vogliano ammettere. I numeri restituiscono un quadro che vale la pena approfondire con attenzione.

Quarant'anni di scarichi nella roggia

Per capire dove siamo oggi bisogna partire dall'inizio. Il comparto artigianale di via delle Industrie a Colturano esiste da oltre quarant'anni. La fognatura pubblica è arrivata solo nel 2011 — progettata nel 2009, attivata due anni dopo. Significa che per decenni tutte le acque reflue delle aziende insediate nell'area sono finite direttamente nelle diramazioni della roggia Colturana. Non in fognatura. Nel canale.

I controlli di ARPA sono partiti nel febbraio 2022, dopo le prime segnalazioni di molestie olfattive. In quel momento, scrive l'agenzia nel suo rapporto tecnico, solo due utenze dell'intero comparto recapitavano correttamente gli scarichi nella pubblica fognatura. Tutto il resto finiva nella roggia.

Le acque: un trend in miglioramento

Qui bisogna essere precisi, perché i dati ARPA raccontano una storia che evolve nel tempo. I campionamenti effettuati nel febbraio 2023 mostravano valori fuori scala su quasi tutti i parametri: COD a 56.086 mg/L contro un limite di 100, BOD5 a 22.565 contro 20, nichel a 7,4 mg/L con soglia a 0,2, cromo totale a 13 mg/L contro 1, rame a 16 mg/L contro 0,1. Una situazione grave, documentata in modo inequivocabile.

Il quadro successivo, però, cambia. Nel prelievo del febbraio 2024 i valori scendono in modo netto su quasi tutti i parametri. E nel maggio 2025 il trend continua: il nichel è sotto soglia, il cromo totale è a 0,14 mg/L, i tensioattivi rientrano nei limiti. Va sottolineato che nella tabella 2 del rapporto ARPA la maggior parte dei parametri analizzati nelle acque risulta ormai sotto i valori limite, un segnale concreto di miglioramento. Restano critici gli idrocarburi a 4,01 mg/L, il COD a 646 e i solidi sospesi a 101 — ancora sopra soglia, ma lontani dai picchi del 2023.

Il COD è la Domanda Chimica di Ossigeno (Chemical Oxygen Demand). È un parametro che misura la quantità di ossigeno necessaria per ossidare chimicamente le sostanze organiche e inorganiche presenti in un campione d'acqua. In pratica indica quanto un'acqua è "sporca": più è alto il valore, più ci sono sostanze inquinanti che consumano ossigeno. 

È su questo paziale miglioramento che il sindaco Guala fonda parte del suo intervento. E su questo punto specifico, i numeri gli danno ragione: le acque della roggia Colturana nel 2025 stavano meglio di due anni prima. La progressiva regolarizzazione degli allacci fognari, avviata sotto pressione dei controlli ARPA, ha prodotto un effetto reale sulla qualità delle acque. Il Comune rivendica questo risultato, e non a torto.

Tabella 2

Tabella 2 Nel corso delle attività di controllo svolte da ARPA a partire dal 2022 sono stati effettuati campionamenti conoscitivi presso la diramazione della roggia Colturana nei punti 1 e 2; la tabella 2 riporta l’andamento delle concentrazioni dei parametri analizzati. Nella tabella vengono riportati i riferimenti ai valori limite sia per scarico in CIS (Corpo Idrico Superficiale) che su suolo in quanto nelle fasi preliminari delle indagini si ipotizzava che il recettore fosse un corso d’acqua. Attualmente la colonna di riferimento è quella relativa a scarichi su Suolo.

Gli allacci: la versione del Comune contro i dati ARPA

Uno dei punti più delicati riguarda lo stato degli allacci fognari. Nella relazione ARPA aggiornata a giugno 2025, su 29 unità immobiliari censite nel comparto, una parte consistente risultava ancora non collegata alla rete fognaria. L'agenzia segnalava di essere in attesa di conferma dal Comune, e precisava che non era possibile escludere scarichi ancora attivi.

Il sindaco Guala, nel comunicato del 12 marzo 2026, fornisce una versione molto diversa. Definisce i dati ARPA «incompleti e parziali» e sostiene che alla data del comunicato «una sola utenza risulta non ancora allacciata», con i lavori già calendarizzati e autorizzati. Tra la fotografia di giugno 2025 e quella di marzo 2026 c'è uno scarto notevole, che il comunicato non spiega. Se la situazione si è davvero normalizzata in quei mesi, sarebbe una notizia positiva. 

I sedimenti: qui si gioca la partita vera

Il miglioramento delle acque è però una parte del quadro. C'è un altro capitolo che merita attenzione separata: quello che decenni di scarichi hanno lasciato depositato sul fondo della roggia. E i dati sui sedimenti, contenuti nella tabella 3 del rapporto ARPA, aprono interrogativi che vale la pena esaminare con cura. ARPA ha prelevato campioni di sedimento in due punti: uno a monte del comparto industriale, uno a valle. La differenza è abissale. A monte il cromo totale era a 53 mg/kg. A valle schizza a 9.425 mg/kg. Il nichel passa da 40 a 2.541 mg/kg. Il rame da 49 a 2.396 mg/kg. Il piombo da 32 a 328. Lo stagno da valori non rilevabili a 1.601 mg/kg. Il selenio da 1,1 a 116.

Non si tratta di variazioni fisiologiche. Si tratta di concentrazioni che aumentano di decine, in alcuni casi di centinaia di volte, nel tratto che costeggia il comparto di via delle Industrie. Il confronto monte-valle non lascia margini di ambiguità sull'origine della contaminazione. E i reflui domestici non producono nichel a 2.541 mg/kg nei sedimenti.

È proprio su questo punto che si concentra ora l'attenzione degli enti. ARPA stessa, nella relazione, sottolinea che per valutare la possibile contaminazione del suolo bisogna considerare anche l'alveo della roggia e l'invaso a valle del comparto, in quanto i reflui che vi sono stati recapitati nel tempo «configurano a tutti gli effetti scarico sul suolo, non in corso d'acqua». In altre parole: il problema non è solo nell'acqua che scorre oggi, ma in ciò che è rimasto nei terreni nel corso degli anni.

Tabella 3

Tabella 3 È stato inoltre effettuato un campione conoscitivo del sedimento della roggia

I rilievi dei sedimenti fatti nel febbraio 2024 prima a valle e poi a monte seguendola roggia Colturana

I rilievi dei sedimenti fatti nel febbraio 2024 prima a valle e poi a monte seguendola roggia Colturana

La domanda che resta aperta

Ed è questa la domanda centrale che il procedimento della Città Metropolitana di Milano — ancora aperto — deve trovare risposta: decenni di scarichi non regolarizzati nella roggia Colturana hanno contaminato i terreni circostanti? E se sì, in che misura? E soprattutto, chi ne è responsabile?

La Città Metropolitana ha chiesto a tutti i soggetti coinvolti di fornire nuovi elementi entro trenta giorni, e al Comune in particolare di ricostruire l'elenco delle attività produttive — anche quelle cessate — che avrebbero potuto usare cromo o nichel nei propri cicli produttivi.

In data 15/05/2025 sono state effettuate analisi speditive tramite strumentazione di campo lungo tutto il
percorso del cavo recettore riscontrando la presenza di Azoto Ammoniacale in N. 4 punti significativi, a
conferma della persistente presenza di reflui di natura domestica come da emerge da questa mappa

In data 15/05/2025 sono state effettuate analisi speditive tramite strumentazione di campo lungo tutto il percorso del cavo recettore riscontrando la presenza di Azoto Ammoniacale in N. 4 punti significativi, a conferma della persistente presenza di reflui di natura domestica come da emerge da questa mappa

Le associazioni: «Un quadro inequivocabile»

Il 20 marzo 2026 Legambiente Lombardia, WWF Sud Milano e l'Associazione per il Parco Agricolo Sud Milano hanno pubblicato un comunicato congiunto che entra nel merito con toni decisi. Le tre organizzazioni partono dai dati sui sedimenti e dai valori rilevati negli anni per costruire una lettura opposta a quella del sindaco.

«I dati ufficiali restituiscono oggi un quadro inequivocabile delle criticità ambientali dell'area» dichiarano congiuntamente. «Le analisi evidenziano la presenza di scarichi non regolarizzati, livelli elevati di contaminazione nelle acque e un accumulo significativo di metalli pesanti nei sedimenti della roggia.»

Sul ruolo della società civile, le associazioni sono esplicite: «Se oggi è disponibile una documentazione tecnica così chiara, ciò è anche frutto del lavoro costante della società civile e delle associazioni ambientaliste, che hanno continuato a promuovere attenzione, trasparenza e monitoraggio.»

La conclusione è una chiamata all'azione: «Si tratta di elementi che richiedono ora interventi tempestivi e risolutivi.» Le richieste sono cinque: completamento definitivo degli allacci fognari, verifica puntuale di tutti gli scarichi ancora attivi, avvio di indagini ambientali su suolo e sedimenti, piena trasparenza verso i cittadini e accertamento delle eventuali responsabilità.


Il sindaco Guala: «Siamo tutti dalla stessa parte»

«Ringrazio le associazioni ambientaliste per l'impegno e la passione che profondono nel tutelare il nostro territorio. Siamo tutti dalla stessa parte in questo lunghissimo processo per risolvere l'annoso problema della roggia Colturana. Le analisi le abbiamo ricevute tramite Città Metropolitana e non direttamente da ARPA, nonostante le nostre esplicite e formali richieste avanzate più volte all'Agenzia: una circostanza che riteniamo quanto meno singolare e sulla quale riteniamo doveroso fare chiarezza. Confermo che la situazione in merito all'acqua che scorre nella roggia è nettamente migliorata. Sugli allacci manca ancora un solo operatore, che ha l'obbligo di completare i lavori in tempi brevissimi, e i nostri uffici stanno eseguendo controlli puntuali per relazionare gli enti preposti.
Sul tema dei sedimenti faccio due considerazioni. A monte del comparto produttivo molti parametri riportati da ARPA sono già fuori scala: segno forse che l'acqua che scorreva nella roggia era già inquinante prima ancora di entrare nella tombinatura sotto via delle Industrie? Vorremmo sapere se ARPA e Città Metropolitana hanno fatto valutazioni su questo aspetto e quali azioni intendono intraprendere. Quanto ai valori a valle, che sono certo fonte di preoccupazione, va detto con chiarezza che nessuno ha mai comunicato al Comune di dover provvedere ad azioni di bonifica o di ulteriore contenimento. Nonostante questi numeri, cosa dovremmo fare?
Il Comune continua a fare la propria parte con onestà intellettuale e azioni concrete. Come le associazioni ambientaliste, auspichiamo risposte chiare dagli altri enti coinvolti e, soprattutto, azioni concrete.»

Così Giulio Guala, sindaco di Colturano.

Due narrazioni, un territorio che aspetta

Il procedimento è aperto. Le indagini sui terreni non sono ancora state avviate. E il Sud Est Milano aspetta risposte che, per ora, non sono ancora arrivate.
Giulio Carnevale