San Siro: approvata la vendita, ma il Consiglio comunale non potrà emendare l’accordo

La Giunta di Milano approva la delibera per la cessione dello stadio a Inter e Milan. Tra nuove costruzioni, aree verdi, clausole di sicurezza e dibattito politico, il progetto divide la città.

La Giunta del Comune di Milano ha approvato la delibera per la vendita dello stadio San Siro e delle aree circostanti a Inter e Milan. Il valore dell'operazione è di 197 milioni di euro, con pagamento rateizzato e 73 milioni da versare alla sottoscrizione del contratto.

Progetto e nuovi sviluppi
La delibera prevede la demolizione parziale dello stadio, mantenendo la curva Sud e una parte della tribuna, e la costruzione di un nuovo impianto, un centro commerciale, un albergo e altri locali. Oltre il 50% dell’area resterà a verde, con almeno 50.000 mq di verde profondo di proprietà comunale e manutenzione a carico dei club per 30 anni.

La delibera include una clausola che permette ai club di rescindere il contratto in caso di procedimenti penali che blocchino i lavori o ne compromettano la bancabilità.

Critiche e approvazione dai vari esponenti della politica locale
Il consigliere Carlo Monguzzi, dei Verdi, definisce la delibera «il punto più basso della democrazia degli ultimi anni». «Daremo battaglia e ricorreremo su tutto. La giunta non vota la delibera ma ordina al consiglio di votarla senza poter cambiare nulla. Inaudito. Lo scudo penale per i due gruppi speculativi. La cementificazione di 53mila mq di parco», spiega Monguzzi, sottolineando che «l'attacco alla democrazia è la cosa più grave. Al Consiglio viene ordinato di: credere, obbedire, votare».

Giulia Pastorella, Daniele Nahum e Francesco Ascioti di Azione esprimono «soddisfazione» per l’approvazione. «Ora il Consiglio completi il lavoro per garantire che la città abbia lo stadio che merita. Una nuova struttura è fondamentale per competere con le altre grandi città europee. Proseguiremo anche la riqualificazione del quartiere».

Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo Marino: «La delibera denota grande complessità e clausole risolutive in caso di procedimenti giudiziari. Ci vedrà allo studio immediato per valutare e analizzare il tema».

Nicola Di Marco del Movimento Cinque Stelle: «Un testo blindato, che il Consiglio dovrà votare con la logica del prendere o lasciare, senza possibilità di modifiche. L’unica grande sconfitta sarà la città». Gaetano Pedullà, sempre del M5S: «Sala mette con le spalle al muro il Consiglio, ipotecando il futuro dello stadio. Non sarà più un’area a vocazione sportiva, ma un luna park per i palazzinari».

Impossibilità di emendamenti
Dopo l’approvazione, la vicesindaca Anna Scavuzzo ha spiegato che il testo non sarà di fatto emendabile. «Il Consiglio è sovrano, ma siccome la proposta è integrata con le relazioni degli advisor, di fatto non è possibile accettare nessun emendamento perché andrebbe a inficiare l'equilibrio delle relazioni. L'obiettivo è affrontare la delibera con il conforto del lavoro degli advisor», ha detto. «Di fatto anche se ci fossero gli emendamenti non sarebbero accolti», mentre saranno eventualmente accettati ordini del giorno. Quanto ai tempi, «da venerdì siamo pronti ad aprire commissioni». L’approdo in Aula potrebbe essere il 25 settembre o, al più tardi, il 29, con riferimento massimo al 30 settembre.