Affluenza a Segrate, calo dell’otto per cento rispetto al 2020: il distacco dei cittadini colpisce soprattutto San Felice e Milano 2

I dati definitivi della consultazione del 24 e 25 maggio confermano una partecipazione in flessione in tutti i quartieri; Villaggio Ambrosiano e Lavanderie si confermano il cuore pulsante del voto segratese, registrando le percentuali di partecipazione più alte della città

Le operazioni di voto per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Segrate si sono concluse consegnando un dato che non può essere ignorato: una netta flessione della partecipazione democratica rispetto al passato recente. I dati definitivi della tornata elettorale del 24 e 25 maggio 2026 indicano un’affluenza finale del 54,39 per cento. Sebbene la maggioranza degli aventi diritto si sia recata alle urne, il confronto con le precedenti elezioni amministrative del 20-21 settembre 2020 mette in luce un distacco significativo. Sei anni fa, infatti, i cittadini di Segrate avevano risposto con molto più entusiasmo, portando l’affluenza complessiva al 62,76 per cento. In termini assoluti, nonostante il numero degli elettori iscritti sia aumentato da 29.048 a 30.268, il numero di votanti effettivi è sceso da 18.230 a 16.462. Questo calo di oltre otto punti percentuali attraversa in modo trasversale tutta la città, ma colpisce con una violenza inaspettata alcuni quartieri specifici, delineando una geografia del disincanto che merita un’analisi approfondita.

Un confronto impietoso con la tornata elettorale del 2020

Analizzando i dati storici, emerge chiaramente come la spinta partecipativa che aveva caratterizzato la scorsa legislatura si sia parzialmente esaurita. Nel 2020, la città aveva mostrato una tenuta civica notevole, con diverse sezioni che superavano abbondantemente la soglia del 70 per cento di affluenza. Nel 2026, invece, nessuna sezione ha raggiunto tale traguardo, fermandosi al massimo intorno al 68 per cento. Questa erosione del consenso partecipativo è visibile in quasi tutti i seggi, segnando un trend che accomuna il centro storico alle frazioni più esterne. Il dato del 2020 rappresentava un momento di forte mobilitazione, mentre oggi la città sembra fare i conti con una stanchezza elettorale che ha tenuto a casa quasi duemila segratesi in più rispetto alla scorsa chiamata alle urne, nonostante la crescita demografica della base elettorale.

Villaggio Ambrosiano e Lavanderie resistono nonostante la flessione

Anche i quartieri più attivi, che si confermano ai vertici della partecipazione cittadina, non sono rimasti immuni dal calo generale. Al Villaggio Ambrosiano, il quartiere "locomotiva" del voto segratese, l’affluenza media attuale del 62,28 per cento appare comunque sottotono se paragonata al 2020. Sei anni fa, sezioni come la numero 5 e la numero 6 vantavano affluenze rispettivamente del 72,69 e del 73,04 per cento. Oggi, la stessa sezione 6, pur restando la migliore in città con il 68,16 per cento, ha perso quasi cinque punti percentuali. Un discorso identico vale per le Lavanderie: la sezione 11, che oggi brilla con il 67,97 per cento, nel 2020 si attestava su un più solido 71,24 per cento. Nonostante questi quartieri continuino a rappresentare lo zoccolo duro dell'elettorato attivo, la diminuzione costante della partecipazione indica che anche nelle aree storicamente più impegnate il legame con la politica locale si è leggermente indebolito.

Il crollo verticale di San Felice e delle aree periferiche

Il dato più allarmante del confronto storico riguarda però il quartiere di San Felice e la zona di Novegro, dove si registra un vero e proprio crollo della partecipazione. Nel 2020, San Felice aveva fatto registrare una partecipazione dignitosa, con tutte le sezioni sopra il 52 per cento (la numero 30 aveva toccato il 56,75 per cento). Nel 2026, la situazione è drasticamente cambiata: il quartiere è precipitato a una media del 39,54 per cento, con cali che in alcune sezioni, come la 29, superano i quindici punti percentuali rispetto al passato. Un tracollo simile è avvenuto a Novegro: la sezione 27 è passata dal 53,55 per cento del 2020 all'attuale 36,71 per cento, segnando la perdita più pesante di tutta la città in termini di coinvolgimento civico. Anche Milano 2 ha seguito questa parabola discendente, scivolando dal 54-57 per cento del 2020 a una media attuale che non raggiunge il 45 per cento.

La stabilità relativa del centro storico e di Redecesio

In questo scenario di generale arretramento, il centro cittadino e Redecesio mostrano una maggiore capacità di tenuta, pur non evitando il segno meno nel confronto con il 2020. Nel centro storico, le sezioni della scuola Schweitzer avevano una partecipazione compresa tra il 61 e il 68 per cento nel 2020 (fatta eccezione per la sezione 1). Oggi il dato medio si è assestato sul 55,96 per cento, con una flessione sensibile ma più contenuta rispetto ad altre aree. Redecesio si conferma su valori simili, con il suo 55,35 per cento attuale che scende dal 62-66 per cento registrato sei anni fa. Questi quartieri sembrano costituire una sorta di "cuscinetto" elettorale, mantenendo una partecipazione in linea con la media cittadina attuale, ma confermando anch'essi che la tendenza al disinteresse è un fenomeno diffuso che ha colpito l'intera struttura urbana di Segrate.

Votanti definitivi

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