Anche Segrate esce dalla Zls di Genova
Il Consiglio comunale vota la delibera per chiedere l’esclusione dalla zona logistica semplificata: per l’assessore Di Chio «scelte incompatibili con lo sviluppo residenziale e direzionale della città»
Il Consiglio comunale di Segrate, nella seduta del 30 settembre 2025, ha approvato con 13 voti favorevoli e 4 astensioni una delibera per chiedere l’esclusione del territorio dalla perimetrazione della Zls, la Zona logistica semplificata di Porto e Retroporto di Genova. La decisione rappresenta un segnale politico forte e segue il solco già tracciato dal Comune di Pioltello, che aveva espresso contrarietà alla partecipazione nel progetto. Intorno alla questione si sono mossi anche altri territori dell’area metropolitana, come Vignate e Melzo, dove si sono sviluppati comitati civici e prese di posizione critiche.
Le motivazioni della delibera
L’assessore al Territorio, Francesco Di Chio, ha illustrato le ragioni del provvedimento. Segrate riconosce le potenzialità economiche delle Zls, ma teme che i vincoli introdotti possano ostacolare le linee di pianificazione urbanistica già avviate, orientate a uno sviluppo residenziale e direzionale. Secondo Di Chio, sarebbe più coerente che l’inquadramento della Zls ricadesse su altri Comuni, maggiormente predisposti ad accogliere funzioni logistiche.
Il precedente di Milano Smistamento
Di Chio ha ricordato come, nel 2015, il Governo avesse imposto la funzione logistica al terminal Hupac all’interno di Milano Smistamento, nonostante il parere contrario dell’amministrazione segratese. «Non vogliamo che la città si ritrovi in una situazione simile», ha dichiarato, sottolineando che una scelta calata dall’alto rischierebbe di compromettere lo sviluppo del territorio e di vanificare gli sforzi di programmazione compiuti negli ultimi anni.
Il ruolo della Città Metropolitana
L’assessore ha auspicato che la Città Metropolitana possa farsi promotrice di una mediazione con gli enti sovraordinati, in modo da tenere conto delle peculiarità territoriali e non imporre un modello uniforme. Per Segrate, l’inserimento forzato nella Zls equivarrebbe a limitare la possibilità di costruire un futuro basato su residenzialità qualificata, servizi e funzioni direzionali, obiettivi ritenuti centrali per lo sviluppo cittadino.
Le prospettive future
La decisione di Segrate, che si aggiunge a quella di Pioltello, mette in evidenza un fronte critico nei confronti della Zls. Non tutti i territori coinvolti sono disposti ad accettare un disegno che, nelle intenzioni originarie, dovrebbe favorire lo sviluppo infrastrutturale e l’attrattività economica. La scelta del Consiglio comunale è un messaggio politico chiaro al Governo e agli enti superiori, chiamati ora a valutare possibili rimodulazioni del perimetro o l’introduzione di esenzioni specifiche.
Il futuro della Zls si gioca dunque anche nella capacità delle istituzioni di bilanciare interessi economici, esigenze urbanistiche e aspettative delle comunità locali. La posta in gioco riguarda la fisionomia stessa dell’area orientale di Milano, dove i territori chiedono di essere ascoltati prima di diventare protagonisti inconsapevoli di decisioni prese altrove.
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Redazione 



















