Segrate, dopo oltre un anno di ritardo apre il ponte ciclopedonale: il Comitato Vivere Novegro rilancia le critiche sul progetto

L'associazione accoglie positivamente l'imminente apertura del collegamento con l'Idroscalo, ma ricorda il lungo ritardo accumulato, le modifiche durante il cantiere e torna a contestare le scelte progettuali, ritenute eccessive rispetto al contesto del quartiere

Il cavalcavia ciclopedonale sulla Circonvallazione Idroscalo

Il cavalcavia ciclopedonale sulla Circonvallazione Idroscalo

Dopo oltre un anno di ritardo rispetto alle previsioni iniziali, il nuovo ponte ciclopedonale che collegherà Novegro al Parco Idroscalo dovrebbe essere inaugurato nel mese di ottobre. A comunicarlo è il Comitato Vivere Novegro attraverso il proprio notiziario, nel quale viene annunciata anche la prossima apertura al pubblico dell'infrastruttura.

Secondo quanto riportato dall'associazione, contestualmente dovrebbero essere completati anche alcuni interventi richiesti dal Comitato stesso, tra cui l'installazione di quattro cancelli di accesso: due sul lato di via Novegro e due sul versante dell'Idroscalo, collocati rispettivamente all'ingresso e sulla prima rampa di accesso. L'obiettivo dichiarato è quello di aumentare la sicurezza dell'area, in particolare durante le ore notturne.

Gli interventi ancora previsti nell'area

Nel notiziario il Comitato ricorda inoltre che il progetto comprende ulteriori opere di riqualificazione, tra cui la piantumazione di alberi e siepi, l'installazione di nuove barriere di protezione e la revisione della segnaletica nell'area di via Deledda, interventi ritenuti utili per migliorare la fruibilità e la sicurezza del quartiere.

Le critiche sulle scelte progettuali

Accanto alla soddisfazione per l'imminente apertura del collegamento, il Comitato Vivere Novegro ribadisce però le proprie riserve sull'intera impostazione dell'opera.

Nel documento l'associazione sostiene che il ponte presenti dimensioni ritenute eccessive rispetto al contesto urbano di Novegro e che il progetto avrebbe avuto un impatto significativo sul territorio. Secondo il Comitato, una volta ottenuti i finanziamenti del PNRR, non sarebbero più state valutate soluzioni alternative che avrebbero potuto risultare meno invasive e maggiormente integrate con le caratteristiche del quartiere.

Ritardi e modifiche durante il cantiere

Tra gli aspetti evidenziati dal Comitato figurano anche il consistente ritardo nell'esecuzione dei lavori e le numerose modifiche introdotte durante il cantiere per affrontare criticità emerse in fase di realizzazione.

Secondo il Comitato, questi interventi hanno corretto alcune problematiche, ma non hanno cambiato il giudizio complessivo sull'opera, che continua a essere ritenuta troppo impattante rispetto al contesto urbano.

Una riflessione sul modo di progettare le opere pubbliche

Nelle conclusioni del proprio intervento, il Comitato Vivere Novegro invita ad andare oltre il singolo caso del ponte ciclopedonale. Secondo l'associazione, ogni opera pubblica dovrebbe essere progettata tenendo maggiormente conto delle caratteristiche del territorio e delle esigenze di chi lo vive quotidianamente. Il Comitato ritiene che infrastrutture di questo tipo debbano nascere da un confronto più ampio e da soluzioni capaci di coniugare funzionalità, qualità urbana e rispetto del contesto in cui vengono realizzate.

Il ponte apre, ma il dibattito resta aperto

Per il Comitato Vivere Novegro, l'apertura del ponte rappresenta comunque un traguardo importante, perché consentirà finalmente di migliorare il collegamento tra il quartiere e l'Idroscalo. Allo stesso tempo, però, l'associazione sottolinea come l'opera lasci in eredità anche una riflessione sul prezzo che, a suo giudizio, il territorio ha pagato in termini di impatto urbanistico e paesaggistico. Un dibattito che, con l'inaugurazione ormai alle porte, non si chiude ma continua ad alimentare il confronto sul modo in cui dovrebbero essere pianificate e realizzate le future opere pubbliche.