Segrate, passerella a Novegro: «Così non va. Problemi di privacy e sicurezza. Nessun confronto con il Comune e politica assente»
Le famiglie denunciano il passaggio della struttura davanti alle case e chiedono garanzie su chiusura notturna, illuminazione e ordine pubblico, e lanciano un appello per un incontro chiarificatore con la Giunta
I portavoce dei residenti di Novegro contestano l'opera, e il mancato dialogo con l'Amministrazione comunale
Il cavalcavia ciclopedonale sulla Circonvallazione Idroscalo
Segrate, 23 dicembre 2025. Nel quartiere di Novegro, a Segrate, la nuova passerella ciclopedonale, realizzata con i fondi del PNRR, che collegherà la zona residenziale con l’Idroscalo passando sopra la circonvallazione preoccupa profondamente i residenti di via Ferrarin. Su richiesta delle famiglie, l'inviato di 7giorni ha effettuato un sopralluogo incontrando i portavoce Marco Molle, Dante Parenti, Federica Spigarolo, e i rappresentanti del Comitato Vivere Novegro, Marcello Martino, Michele Di Giugno e Claudio Gasparini (Presidente).
Tutti i presenti hanno denunciato l’assenza di informazione e coinvolgimento preventivo. Uno dei residenti racconta: «Io l’ho scoperto perché ho salutato i primi operai dal mio giardino». Nessuna comunicazione ufficiale, nessuna assemblea pubblica, nessuna condivisione del progetto prima dell’avvio dei lavori. Le famiglie spiegano che gli scavi sono arrivati fino ai cancelli delle abitazioni e che il tracciato della passerella passa a ridosso delle finestre e dei giardini privati. «Passa proprio sulla testa, da lì guardano dentro, noi non abbiamo più la privacy e abbiamo anche problemi di sicurezza», denunciano i residenti.
Il tema della sicurezza è stato definito prioritario. Gli abitanti spiegano che non sanno se il ponte sarà illuminato, se verranno installate telecamere, se sarà chiuso la notte o lasciato aperto. «Non ci dà garanzie di sicurezza, non sappiamo se sarà illuminata, se ci sarà un cancello, se sarà aperta la notte», riferisce una residente. Le preoccupazioni aumentano per la vicinanza con aree notturne frequentate durante i weekend e la stagione estiva: «Qui bisogna prevedere chiusure, tornelli, perché di notte arriva gente che bazzica la zona e questo per noi è un grosso problema».
Altra questione sollevata riguarda la privacy domestica: i passanti che percorrono la passerella si troverebbero affacciati sui giardini delle case di via Ferrarin. Alcuni residenti spiegano che saranno costretti ad alzare recinzioni o installare schermature a proprie spese: «Noi così siamo esposti, vedono dentro casa; dovremo alzare siepi e recinzioni, ma nessuno ci ha dato indicazioni».
Le rampe di accesso alla struttura adiacenti al giardino delle proprietà private
Dall'Amministrazione comunale nessuna garanzia su sicurezza e privacy
Durante il confronto sono stati evidenziati anche dubbi tecnico–strutturali e progettuali. I cittadini ricordano che in una fase iniziale mancavano le balaustre di protezione: «Poi si sono resi conto che da otto metri si può cadere e le hanno aggiunte, ma quei costi chi li paga? La comunità». Diverse domande restano senza risposta anche sulle rampe, che — spiegano — non risultano coperte, e sull’integrazione dell’opera nel contesto urbano e paesaggistico del quartiere.
Forte anche la preoccupazione per i
possibili effetti sull’ordine pubblico. I residenti raccontano la
presenza di eventi, spostamenti notturni e afflussi legati ai locali
della zona. «Se non chiudono il ponte dopo un certo orario rischia di diventare un punto di ritrovo»,
spiegano, evocando episodi di schiamazzi, consumo di alcol e vetri
abbandonati. A questo si aggiunge il problema della sosta: già oggi, in
occasione di allenamenti e manifestazioni sportive, le auto parcheggiano
lungo la via rendendo difficile l’uscita dai box. «Più
di una volta non riusciamo a uscire dai garage — raccontano — temiamo
che con l’apertura della passerella la situazione peggiori».
Nonostante ciò, i residenti precisano di non essere contrari in
assoluto al principio di un collegamento ciclopedonale all'Idroscalo, purché
realizzato con tutele adeguate: «Il passaggio potrebbe anche avere un senso e portare servizi, ma fatto così non ci dà garanzie di sicurezza e privacy».
La rampa alta più delle recinzioni, stop alla privacy per i residenti
«Maggioranza e opposizione, nessun Consigliere comunale ci ascolta»
Sul piano istituzionale, il
sentimento comune è quello di mancato ascolto. I cittadini riferiscono
di aver inviato comunicazioni e richieste formali senza ottenere
risposte soddisfacenti: «C’è una latitanza totale, ci sentiamo abbandonati dalla politica». I residenti hanno inoltre denunciato una situazione di totale assenza di rappresentanza politica del quartiere, sia da parte della maggioranza che dell’opposizione. Molti di loro spiegano di aver dovuto procedere autonomamente con PEC e richieste di accesso agli atti, senza il sostegno di alcun consigliere comunale: «Maggioranza e opposizione, nessuno si interessa dei nostri problemi».
Da questo contesto — raccontano i portavoce — è nata anche la riflessione del Comitato Vivere Novegro sull’ipotesi di presentare una lista civica autonoma alle prossime elezioni comunali, con l’obiettivo di dare voce a una frazione che si percepisce dimenticata: «Se nessuno ci rappresenta, dobbiamo fare una lista solo per il quartiere, al di là delle appartenenze politiche».
Nel corso dell’incontro sono stati inoltre ricordati i numeri del quartiere: la parte residenziale di Novegro, escludendo l’area sulla Rivoltana, conta — secondo i residenti — tra 800 e 900 famiglie, per un totale stimato di circa 2.100–2.700 abitanti, di cui circa 400 aderenti al Comitato Vivere Novegro.
La conclusione condivisa durante
l’incontro è una richiesta chiara: un confronto pubblico e trasparente
con l’amministrazione comunale. Il Comitato Vivere Novegro
e i cittadini di via Ferrarin chiedono che il progetto venga illustrato
in modo completo e che vengano fornite garanzie su chiusura notturna,
illuminazione, videosorveglianza, distanze dalle abitazioni e
regolamentazione dei parcheggi: «Chiediamo spiegazioni e garanzie affinché questa opera diventi davvero utile e non un problema per chi ci vive accanto».
Giulio Carnevale
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