Cumulo di mascherine abbandonate nei campi di Sordio, indagini in corso per risalire ai responsabili
Oltre 70mila dispositivi Ffp2 scaduti scoperti da una pendolare: il materiale risale all’emergenza Covid e avrebbe avuto un valore commerciale di diverse migliaia di euro
Un ritrovamento insolito ha movimentato la mattinata di mercoledì 22 ottobre nelle campagne di Sordio, lungo il tratto ferroviario che collega Melegnano a Lodi. Una pendolare, viaggiando su un treno della linea Milano–Piacenza, ha notato tra i campi una distesa di scatoloni abbandonati e, intuendo che potesse trattarsi di materiale sospetto, ha segnalato l’episodio alle Polizie locali di San Zenone al Lambro e di Sordio.
La scoperta tra i binari e i campi
Sul posto è intervenuta la Polizia locale di Sordio, guidata dal comandante Mauro Croera, che ha verificato la presenza di circa settanta scatoloni pieni di confezioni di mascherine Ffp2. Ogni scatola conteneva una cinquantina di pacchi da venti pezzi ciascuno, per un totale di oltre 70mila mascherine.
Si tratta di dispositivi non medicali, prodotti in Cina durante l’emergenza sanitaria del 2020 e scaduti nel 2022. Nonostante la data di scadenza, le confezioni sono apparse ben sigillate e in buone condizioni.
Un’area isolata e difficile da raggiungere
Secondo quanto riferito dal comandante Croera alla stampa, il punto in cui è avvenuto lo scarico si trova in una zona isolata e difficilmente accessibile, compresa tra la Tav e la linea ferroviaria lenta S1. L’accesso sarebbe possibile solo attraverso un passaggio chiuso da una sbarra metallica con lucchetto, trovato tagliato. Dalle prime ricostruzioni emerge che il terreno è fangoso e non facilmente praticabile, e che la zona non è visibile da terra a causa della barriera della Tav: le scatole si notano solo passando in treno.
Le difficoltà nello smaltimento
Gli scatoloni, ancora sul posto, dovranno essere rimossi con l’intervento di una ditta specializzata. Il Comune di Sordio ha già avviato le procedure, ma l’operazione si presenta complessa. Il comandante Croera ha spiegato che il materiale deve essere separato per tipologia: le mascherine, a causa della presenza degli elastici, non possono essere conferite insieme ai cartoni, e sarà quindi necessario suddividerle e trasportarle con mezzi idonei verso un sito di stoccaggio temporaneo.
Origine incerta e indagini in corso
Resta da chiarire l’origine delle mascherine. Dalle verifiche finora svolte risulta che i dispositivi siano di importazione cinese e che sulle confezioni compaia solo la ragione sociale dell’importatore, senza elementi utili per risalire alla filiera di provenienza. Secondo quanto riferito dal comandante, non si esclude che si tratti di rimanenze di magazzino o di partite non più idonee alla vendita, accumulate e poi abbandonate illegalmente.
Un carico di valore, ora senza utilità
Prima della scadenza, questo materiale avrebbe avuto un valore commerciale stimato tra i 7 e gli 8mila euro. Oggi, invece, rappresenta solo un grande quantitativo di rifiuti sanitari da gestire e smaltire correttamente. Un “tesoro” dell’epoca pandemica finito tra i campi della Bassa Lodigiana, di cui restano da chiarire tempi, modalità e responsabilità dell’abbandono. Le indagini della Polizia locale di Sordio proseguiranno nei prossimi giorni, con l’obiettivo di risalire ai responsabili e di fare luce su un episodio che riporta l’attenzione sul problema dello smaltimento dei materiali rimasti dopo l’emergenza Covid.
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Redazione 



















