Il martedì nero di Trenord: Sud Est Milano e Lodigiano ostaggio di ritardi, cancellazioni e guasti
Da Rogoredo a Lodi una giornata da incubo per migliaia di pendolari. Dopo gli accertamenti delle forze dell’ordine e il ritrovamento di un presunto ordigno bellico, nuovi problemi tecnici hanno colpito la rete ferroviaria.
Il caoso ieri pomeriggio alla stazione di Rogoredo
Martedì 16 giugno 2026 resterà impresso nella memoria dei pendolari del Sud Est Milano e del Lodigiano come una delle giornate più difficili degli ultimi mesi. Dalle prime ore del pomeriggio fino a sera inoltrata, le linee ferroviarie tra Milano Rogoredo, San Donato Milanese, Melegnano, Tavazzano e Lodi sono state interessate da rallentamenti, limitazioni di percorso e cancellazioni che hanno messo in crisi migliaia di viaggiatori.
Il primo avviso è arrivato alle 13.36, quando Trenord ha comunicato rallentamenti fino a 20 minuti tra Milano Rogoredo e Lodi per accertamenti delle forze dell’ordine. Nel corso delle ore, tuttavia, la situazione si è rivelata ben più complessa: numerosi convogli delle linee suburbane S1 e S12 sono stati cancellati o limitati, mentre le banchine delle stazioni si sono progressivamente riempite di pendolari in attesa.
Il caso dell’ordigno e le cancellazioni a raffica
Nel pomeriggio è emerso che la circolazione sulla linea tradizionale Milano-Piacenza era stata sospesa tra Milano Rogoredo e Tavazzano per il rinvenimento di un presunto ordigno bellico nell’area di Melegnano. La circolazione è tornata regolare dalle 14.40 dopo l’intervento delle forze dell’ordine, ma gli effetti sul servizio si sono protratti per diverse ore.
Tra i treni cancellati figurano numerosi collegamenti della S1 tra Saronno e Lodi, con conseguenze pesanti per chi utilizza quotidianamente il trasporto ferroviario per lavoro o studio. A Rogoredo e Melegnano si sono registrati affollamenti significativi, documentati anche dalle immagini inviate dai viaggiatori.
Le critiche del Comitato pendolari
Duro il commento di Massimo Baldi, del Comitato Viaggiatori e Pendolari del Sud Milano e Lodigiano, che punta il dito contro l’efficacia delle operazioni di controllo lungo la linea ferroviaria: «Una volta ogni 15 giorni queste operazioni spot, velleitarie e costose non risolvono nulla. Al pomeriggio tornano tutti al loro posto, spacciatori e consumatori».
Secondo Baldi servirebbero interventi strutturali: «Bisogna impedire il camminamento laterale tra campagna e binari, questa è la soluzione che vede chi viaggia». Il rappresentante dei pendolari denuncia inoltre una situazione di degrado particolarmente evidente nell’area di San Donato Milanese: «Verso sud, da Rogoredo in prossimità di San Donato si infittiscono chiaramente i malaffari».
Non manca poi una critica alla comunicazione fornita ai passeggeri: «La prima segnalazione di Trenord dava ritardi fino a 20 minuti. Invece tre ore di cancellazioni a raffica. Perché Trenord non dettaglia i fatti ai passeggeri ed RFI sì?».
In serata arriva anche il guasto agli impianti
Quando la situazione sembrava avviarsi verso la normalità, nel tardo pomeriggio è arrivato un nuovo avviso: un guasto agli impianti ferroviari a Melegnano ha provocato ulteriori ritardi, variazioni e cancellazioni, con ripercussioni anche sulla rete Ferrovienord.
Alle 19.33 Baldi riassumeva così la giornata: «Dalle 13 di oggi cancellazioni e ritardi oltre 30 minuti. Ferrovia del Sud Milano letteralmente lasciata a piedi». E aggiungeva: «I pendolari ormai non credono più alle giustificazioni».
Una giornata nera che riaccende il dibattito sulla sicurezza lungo la Milano-Piacenza, sulla tenuta delle infrastrutture ferroviarie e sulla necessità di garantire ai pendolari un servizio affidabile e informazioni tempestive nei momenti di emergenza. Un tema già al centro delle segnalazioni sulle criticità delle linee S1 e S12 e delle proposte per una diversa organizzazione del servizio ferroviario nel Sud Milano.
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