Milano-Cortina 2026: i sindaci dell’asse della via Emilia temono l’”effetto Olimpiadi” sullo spaccio e il consumo di droga

Squeri, Segala e Bellomo chiedono ufficialmente al Prefetto di Milano l’elaborazione condivisa di un piano volto ad evitare lo spostamento della droga da Rogoredo verso l’hinterland a seguito dell'aumento dei controlli

Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, cresce la preoccupazione dei Comuni a sud di Milano per un possibile “effetto collaterale” dei maggiori controlli previsti nell’area di Rogoredo. Il timore, condiviso dai sindaci dell’asse della via Emilia, è che il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine nelle zone strategiche per atleti e visitatori finisca per spingere pusher e consumatori di droga verso territori più a sud del capoluogo. È questo lo scenario che ha portato i primi cittadini di San Donato Milanese, San Giuliano Milanese e Melegnano – Francesco Squeri, Marco Segala e Vito Bellomo – a chiedere un incontro urgente al Prefetto Claudio Sgaraglia. La richiesta, partita da San Donato e subito condivisa con gli altri Comuni, punta a sollecitare misure preventive per evitare che l’emergenza si sposti lungo la direttrice della via Emilia. Un copione, del resto, già visto. In passato, la bonifica del boschetto di Rogoredo ha prodotto un risultato solo apparente: lo smantellamento di un epicentro dello spaccio ha innescato una migrazione del fenomeno verso aree incolte e periferiche dell’hinterland, spesso a ridosso dei centri abitati. Con effetti pesanti sul piano della sicurezza urbana. A pagare il prezzo più alto è stata San Donato, anche per la presenza del capolinea della metropolitana M3, diventato negli anni un punto sensibile. Spaccate, furti, vandalismi e situazioni di degrado si sono moltiplicati, alimentando un clima di insicurezza. Da qui l’appello unitario dei sindaci: governare la fase che si aprirà con le Olimpiadi significa evitare semplici spostamenti del disagio, puntando invece su un presidio coordinato del territorio e su risposte strutturali capaci di tutelare sicurezza e coesione sociale lungo tutto l’asse della via Emilia.