Ingresso non autorizzato a scuola, scoppia la polemica "social"

Una cittadina accusa il Comune di Peschiera Borromeo di aver diffuso informazioni non corrispondenti ai fatti

Secondo quanto scritto dalla cittadina in risposta al post del Comune di Peschiera Borormeo, le due mamme "detective" avrebbero permesso di risalire al'identità del giovane che si è introdottto illegalmente a scuola. (Libera ricostruizione della vicenda con AI)

Peschiera Borormeo (MI), 21 Gennaio 2026. È esplosa una dura polemica sui social dopo il comunicato pubblicato ieri sera, sulla pagina Facebook istituzionale “Città di Peschiera Borromeo”, relativo all’accesso non autorizzato di una persona all’interno del plesso scolastico di Mezzate dell’Istituto Montalcini. Un episodio che, secondo quanto riportato dall’Amministrazione comunale, sarebbe stato gestito senza criticità e senza rischi per la sicurezza pubblica. Ma sotto quel post è comparso un lungo e dettagliato intervento di una cittadina,  che contesta punto per punto la ricostruzione ufficiale, arrivando ad accusare apertamente il Comune di aver detto il falso.

Il contenuto del comunicato comunale
Nel messaggio diffuso nella serata di lunedì 20 gennaio, il Comune riferisce che nella giornata di lunedì 19 gennaio le forze dell’ordine, Carabinieri e successivamente Polizia Locale, avrebbero ricevuto una segnalazione dalla dirigenza scolastica per l’ingresso non autorizzato di una persona dal cancello principale del plesso di Mezzate alle 16.30. Secondo la nota, la persona sarebbe stata immediatamente allontanata dal personale scolastico «senza alcuna criticità». Il giorno successivo, sempre secondo la versione ufficiale, le indagini avrebbero portato all’identificazione del soggetto, descritto come «una persona fragile che non manifesta comportamenti pericolosi», con verifiche tali da escludere problemi per la sicurezza. L’Amministrazione ha quindi invitato la cittadinanza a mantenere fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e ad affidarsi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali.

La replica della cittadina: “Tutto falso”
Sotto al post, la madre di un alunno coinvolto, ha pubblicato un intervento molto duro, sostenendo che il comunicato conterrebbe numerose informazioni non vere. «PECCATO CHE SIA TUTTO FALSO, e quando dico tutto intendo dire TUTTO», scrive la donna, precisando di essere direttamente coinvolta nei fatti. Nel suo lungo messaggio elenca diciassette punti nei quali ricostruisce una versione profondamente diversa, affermando che il 19 gennaio non sarebbe partita alcuna segnalazione ufficiale da parte della dirigenza scolastica né al 112 né alla Polizia Locale e che nessuna forza dell’ordine sarebbe entrata nella scuola nella giornata di lunedì.

L’ingresso nelle aule e la paura dei bambini
Secondo quanto riferito dalla cittadina, la persona entrata nella scuola non si sarebbe limitata all’atrio, ma avrebbe raggiunto una classe vuota, visibile però dai bambini presenti al post scuola, alcuni dei quali si sarebbero spaventati. Un passaggio che, sempre secondo la madre, non sarebbe stato riportato nel comunicato comunale. «I bambini lo hanno visto e alcuni si sono anche spaventati», scrive, sottolineando come l’episodio abbia avuto un impatto emotivo sui più piccoli.

Le telefonate, la PEC e il sopralluogo del giorno dopo
Nel suo racconto, la donna, spiega di aver contattato personalmente i Carabinieri la sera del 19 gennaio, inviando una PEC intorno alle 21.30 sia all’Arma sia alla dirigente scolastica. La mattina successiva, non avendo ricevuto risposta, si sarebbe recata a scuola, trovando confusione e versioni contrastanti. Solo alle 9 del 20 gennaio, secondo quanto dichiarato, il comandante della Stazione dei Carabinieri di Peschiera Borromeo l’avrebbe contattata telefonicamente, venendo a conoscenza dei fatti proprio grazie alla sua segnalazione. Il sopralluogo dei Carabinieri, sempre secondo la cittadina, sarebbe avvenuto soltanto alle 9.30 del martedì.

Il rintracciamento del giovane e il ruolo dei genitori
Nel pomeriggio del 20 gennaio, la donna racconta di aver partecipato direttamente al rintracciamento del giovane, insieme a un’altra madre, dopo un avvistamento in paese. Una ricostruzione nella quale emergono momenti concitati, telefonate al 112, l’intervento della Polizia Locale e l’identificazione finale del ragazzo. «In 24 ore avete scoperto chi è il ragazzo grazie ai bambini, ai genitori e al comandante dei Carabinieri», scrive, ringraziando esplicitamente chi, a suo dire, si sarebbe attivato concretamente.

La richiesta di chiarezza e di scuse
Nel suo intervento, la cittadina precisa di non aver mai puntato il dito contro nessuno, ma di aver chiesto solo chiarezza e sicurezza per il proprio figlio e per tutti gli alunni della primaria di Mezzate. Accusa però scuola e Comune di non aver mai chiesto scusa alle famiglie coinvolte e conclude con parole durissime: «VI SIETE TIRATI LA ZAPPA SUI PIEDI CON QUESTO COMUNICATO PUBBLICO».

La domanda che resta aperta
A fronte di due versioni così distanti, la vicenda solleva un interrogativo inevitabile: il Comune di Peschiera Borromeo ha dichiarato il falso nel proprio comunicato ufficiale oppure vi sono state incomprensioni, ritardi e falle nella comunicazione istituzionale?
La segnalazione della cittadina è affidabile? Al momento non risultano repliche pubbliche punto per punto alle accuse mosse dalla cittadina. Una polemica che, al di là dei toni accesi, riporta al centro un tema delicato: la trasparenza delle informazioni quando in gioco ci sono la sicurezza scolastica e la fiducia delle famiglie.