Inchiesta sull’urbanistica a Milano, la Procura chiede l’arresto di Manfredi Catella e di GiancarloTancredi assessore della Giunta Sala
L’ipotesi principale è la corruzione, ma non mancano contestazioni di falso e induzione indebita, in uno scenario in cui, come ha scritto il procuratore Marcello Viola, emerge «un fenomeno di espansione edilizia incontrollata di rilievo notevolissimo».
Giancarlo Tancredi Assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Milano
È un terremoto giudiziario quello che scuote il mondo dell’urbanistica milanese. La Procura di Milano, spiega il Corrier.it, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’arresto domiciliare di sei persone, tra cui spiccano i nomi di Manfredi Catella, potente immobiliarista e presidente del gruppo Coima, e Giancarlo Tancredi, assessore all’Urbanistica del Comune di Milano. L’ipotesi principale è la corruzione, ma non mancano contestazioni di falso e induzione indebita, in uno scenario in cui, come ha scritto il procuratore Marcello Viola, emerge «un fenomeno di espansione edilizia incontrollata di rilievo notevolissimo».
I nomi e le accuse principali
Il fulcro delle accuse riguarda Manfredi Catella, l’uomo che con Coima ha contribuito in modo decisivo a ridisegnare lo skyline di Milano, in particolare nell’area di Porta Nuova. Secondo i magistrati, Catella avrebbe corrotto Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione Paesaggio del Comune di Milano, ottenendo una consulenza professionale senza che questi si astenesse dal valutare un progetto presentato dallo stesso gruppo immobiliare. Non solo: Catella è accusato anche di aver istigato, con la complicità dell’assessore Tancredi, lo stesso Marinoni a favorire un iter amministrativo legato a un altro progetto.
A carico di Tancredi, oltre alla suddetta accusa di induzione indebita, la Procura contesta anche un falso ideologico per non aver rilevato il conflitto di interessi di Marinoni. Gli altri indagati per i quali i pm chiedono la misura cautelare sono lo stesso Marinoni, l’architetto Alessandro Scandurra (ex membro della Commissione Paesaggio) e due imprenditori.
La nuova procedura dell’«interrogatorio preventivo»
Il gip Mattia Fiorentini ascolterà nei prossimi giorni i sei indagati nell’ambito dell’“interrogatorio preventivo”, uno strumento introdotto dalla riforma Nordio per valutare l’applicazione della custodia cautelare, nel caso in cui i magistrati la ritengano necessaria per prevenire la reiterazione del reato. Al termine degli interrogatori, il giudice potrà decidere se concedere gli arresti domiciliari, adottare misure interdittive (come accaduto nel caso di Stefano Boeri lo scorso febbraio), oppure respingere le richieste della Procura.
Le radici dell’inchiesta
L’inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura è partita da alcuni sequestri di cantiere risalenti a due anni fa. Da lì, gli approfondimenti dei pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici, sotto la supervisione del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, hanno ricostruito una rete di relazioni opache tra professionisti, dirigenti pubblici e imprenditori, culminata ora con la richiesta di arresti domiciliari per alcuni dei nomi più influenti dell’urbanistica milanese.
Catella e Coima sono oggi al centro di due dei progetti più importanti della Milano contemporanea: la realizzazione del villaggio olimpico per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 nell’area dello Scalo Romana e il completamento dei grattacieli di Porta Nuova su un’area di proprietà del fondo sovrano del Qatar. Coima gestisce 33 fondi immobiliari per un valore di circa 10 miliardi di euro, con investitori di calibro mondiale come i fondi sovrani di Singapore, Qatar e Abu Dhabi.
Tancredi, entrato nella giunta di Giuseppe Sala nel 2021, è da tempo figura centrale nella pianificazione urbana milanese. Prima di diventare assessore, aveva già avuto un ruolo di primo piano in tutti i grandi progetti urbanistici: Porta Nuova, City Life, Portello, gli scali ferroviari dismessi, la Darsena, Expo 2015, MIND e persino il dossier sullo stadio di San Siro.
Il ruolo di Boeri nelle inchieste parallele
Sebbene non coinvolto direttamente nel nuovo filone che riguarda Catella e Tancredi, il nome di Stefano Boeri, architetto di fama internazionale e presidente della Triennale, resta sotto la lente della Procura. Già a febbraio il gip aveva respinto la richiesta di arresto avanzata dai pm, ma aveva disposto per Boeri l’interdizione dalle commissioni pubbliche. A settembre è atteso in aula per il processo legato alla presunta lottizzazione abusiva del progetto residenziale “BoscoNavigli”, 12 piani per 90 appartamenti che, secondo l’accusa, sarebbero sorti in assenza del necessario piano esecutivo approvato da Consiglio o Giunta comunale.
Boeri è anche indagato per turbativa d’asta e falso in merito al concorso per la sede milanese della Beic – la Biblioteca europea di informazione e cultura.
Le parole del procuratore Viola
«Il fenomeno indagato, legato ad alcuni profili di incontrollata espansione edilizia, ha assunto dimensioni di rilievo notevolissimo» ha dichiarato il procuratore capo di Milano Marcello Viola. Il magistrato ha anche ricordato che le indagini hanno già portato al sequestro preventivo di vari cantieri e a misure personali restrittive per altri soggetti coinvolti, in un’inchiesta che sembra voler fare luce su un sistema complesso in cui gli interessi economici privati e le decisioni pubbliche si sarebbero intrecciati ben oltre i limiti della legalità.
L'inchiesta, che già si preannuncia tra le più delicate dell’anno, potrebbe cambiare radicalmente il volto politico e amministrativo di Milano nei mesi a venire.
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