Milano, lo Scalo Romana rinasce con il Villaggio Olimpico: da casa per gli atleti a maxi studentato

Consegnata con un mese di anticipo l’opera simbolo dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina: dal 2026 diventerà la più grande residenza universitaria d’Italia, con spazi verdi, alloggi sociali e servizi sostenibili

Non solo alloggio temporaneo per i Giochi Olimpici Invernali del 2026, ma un progetto di rigenerazione urbana destinato a cambiare il volto di un intero quartiere. Martedì 30 settembre è stato presentato (e consegnato con un mese di anticipo rispetto ai tempi previsti) il Villaggio Olimpico di Scalo Romana, opera realizzata da COIMA e destinata a diventare il più grande studentato convenzionato d’Italia. L’intervento occupa 105 mila metri quadrati nell’ex scalo ferroviario di Porta Romana e rappresenta uno dei più significativi cantieri di riqualificazione urbana del Paese. Durante le Olimpiadi ospiterà 1.700 atleti, ma già dall’anno accademico 2026/27 sarà trasformato in un campus universitario capace di accogliere migliaia di studenti fuori sede.

Una nuova comunità urbana

Il quartiere che nascerà attorno al Villaggio comprenderà 320 appartamenti di edilizia sociale e convenzionata e oltre 40 mila metri quadrati dedicati a spazi pubblici, aree verdi, servizi di quartiere e attività commerciali. Nel complesso potranno vivere circa 2.000 residenti, lavorare 6.000 persone e gravitare una comunità giovane e internazionale.

Cantiere da record

Dal gennaio 2023 al giugno 2025 i lavori hanno coinvolto in media 200 operai al giorno, con l’uso di tecniche di prefabbricazione avanzata e processi di serializzazione che hanno permesso di completare l’opera in appena 30 mesi, un risultato senza precedenti in Italia. Il valore complessivo degli appalti ha raggiunto i 140 milioni di euro, con una filiera interamente italiana. Lo studio internazionale SOM – Skidmore, Owings & Merrill ha firmato il progetto architettonico, affiancato da COIMA Image per gli interni e dal paesaggista Michel Desvigne per la progettazione delle aree verdi, in coerenza con il masterplan di Outcomist.

Sostenibilità al centro

Il Villaggio è stato concepito come un modello di carbon neutrality. Gli edifici hanno ottenuto le certificazioni LEED Gold e Wiredscore Platinum, grazie all’uso esclusivo di pompe di calore, all’assenza di combustibili fossili e all’elevata efficienza energetica. Tra le dotazioni figurano un impianto fotovoltaico da 1 MW, sistemi di raccolta e riuso delle acque piovane, illuminazione a LED con sensori e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. La predisposizione alla riconversione immediata in studentato ha permesso di ridurre i lavori post-Olimpiadi a soli quattro mesi, un primato assoluto per strutture di questo tipo.

Risposta all’emergenza abitativa

Dal 2026 il campus offrirà tariffe inferiori del 25% rispetto al mercato e posti a prezzi agevolati, passati da 150 a 450 grazie all’intervento di CDP Real Asset. Con 592 euro al mese, lo studentato contribuirà a coprire da solo circa il 6% del fabbisogno abitativo degli studenti milanesi, in una città che conta 200 mila iscritti e un gap di oltre 30 mila posti letto. Oltre alle residenze, il Villaggio sarà arricchito da piazze interne, campi sportivi, sale studio, cucine comuni e spazi per eventi, con terrazze verdi che richiamano le case di ringhiera milanesi, pensate per favorire socialità e vita comunitaria.

Una sinergia pubblico-privato

Alla realizzazione hanno contribuito Regione Lombardia, Comune di Milano, Fondazione Milano Cortina, CONI e diversi ministeri, insieme a COIMA, Covivio e Prada Holding. Il progetto è stato sostenuto dal Fondo Impact e da un green loan da 110 milioni di euro erogato da Intesa Sanpaolo, Crédit Agricole e Istituto per il Credito Sportivo. Un esempio di collaborazione tra istituzioni e investitori che ha permesso non solo di rispettare i tempi, ma di dare a Milano un’infrastruttura sociale di lungo periodo. Un’opera capace di vivere ben oltre i Giochi Olimpici, diventando simbolo di innovazione, sostenibilità e inclusione.