Milano, nuova sparatoria a Rogoredo, Sisler: «Milano è diventata un far west»; Ugl: «servono tutele reali e interventi immediati»
Rapinatore armato apre il fuoco contro una volante dopo aver aggredito una guardia giurata. L’uomo è in coma al Niguarda. Dura la reazione politica e sindacale: allarme sicurezza nel quadrante sud di Milano.
Nel primo pomeriggio di oggi, domenica 1 febbraio, il quartiere di Rogoredo è stato teatro di una gravissima sparatoria tra un rapinatore armato e la polizia. L’episodio si è verificato tra piazza Mistral e via Cassinis, a pochi chilometri dall’Arena di Santa Giulia, sede delle future gare olimpiche invernali. Un fatto di cronaca che riaccende con forza il tema della sicurezza urbana in una delle aree più fragili della città.
Secondo la ricostruzione, un uomo di nazionalità cinese, Liu Wenham, 31 anni, avrebbe aggredito una guardia giurata italiana di 50 anni mentre si stava recando al lavoro in via Caviglia. Il vigilante è stato colpito ripetutamente a bastonate e successivamente disarmato. Il rapinatore si è impossessato della pistola di servizio ed è fuggito a piedi.
L’allarme e la caccia all’uomo nel quartiere
Dopo l’aggressione è immediatamente scattata la chiamata al 112. Diverse pattuglie della polizia sono state inviate nella zona per intercettare l’uomo armato. Come previsto dalle procedure operative, dalla centrale della Questura è stato richiesto anche l’intervento delle Uopi, le Unità operative di pronto intervento specializzate nella gestione di situazioni ad altissimo rischio.
Alle 15.17 una pattuglia Uopi ha individuato il rapinatore in via Cassinis, all’altezza del civico 33, di fronte al ristorante «All American Diner».
I colpi contro la volante e il conflitto a fuoco
Alla vista del Land Rover blindato della polizia, sul quale viaggiavano quattro agenti, l’uomo avrebbe aperto immediatamente il fuoco. Almeno tre colpi sono stati esplosi in direzione del mezzo di servizio, uno dei quali ha raggiunto la vettura all’altezza dello specchietto. La blindatura ha protetto i poliziotti, che hanno risposto al fuoco per neutralizzare la minaccia, forse anche con il fucile mitragliatore M4 in dotazione.
Il 31enne è stato colpito da almeno due proiettili, uno alla spalla e uno alla testa. Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Niguarda, dove si trova ricoverato in coma. Nessun agente è rimasto ferito.
Zona blindata e attività sospese
Subito dopo la sparatoria l’intera area è stata isolata da decine di agenti. La polizia scientifica è al lavoro per i rilievi e per ricostruire con precisione la dinamica del conflitto a fuoco. Nelle immediate vicinanze si trova anche una scuola di danza: all’interno erano presenti allievi e insegnanti, rimasti al sicuro e fatti uscire solo dopo il ripristino delle condizioni di sicurezza.
Il comunicato del sindacato Ugl Sicurezza Civile
Durissima la presa di posizione del sindacato. Fabio Petraglia, segretario Ugl Sicurezza Civile Milano, e Maurizio Buonfino, segretario Ugl Lombardia, dichiarano: «Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione che Milano, e in particolare la zona di Rogoredo, è fuori controllo. Non è accettabile che un lavoratore, un padre di famiglia che si stava recando in servizio per garantire la sicurezza altrui, venga preso a bastonate e rischi la vita per il furto di un’arma. La nostra solidarietà va al collega ferito, ma la solidarietà non basta più: servono tutele reali e interventi immediati».
Nel comunicato si parla apertamente di un territorio che «sembra aver perso ogni parvenza di legalità», ricordando come solo pochi giorni fa, nel cosiddetto “boschetto”, un’altra sparatoria abbia portato alla morte di un uomo. Il sindacato chiede un intervento strutturale delle istituzioni e maggiori tutele giuridiche e operative per le guardie giurate, segnalando inoltre che l’aggressore risulterebbe cittadino straniero irregolare.
La reazione politica: «Milano è diventata un far west»
Sul piano politico, la reazione è immediata. Il senatore di Fratelli d’Italia Sandro Sisler, vicepresidente della Commissione Giustizia, afferma: «Milano è diventata un far west ed è inutile che la sinistra continui a negarlo. La seconda sparatoria in zona Rogoredo in una settimana rappresenta un fatto intollerabile. Solo la prontezza degli agenti ha evitato conseguenze ancora più gravi. Esiste un problema evidente legato anche all’immigrazione e alla mancata integrazione, frutto di politiche buoniste. La sinistra dimostri senza ambiguità la propria vicinanza alle forze dell’ordine».
De Corato: situazione ormai inaccettabile
Interviene anche il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vicesindaco di Milano: «La criminalità a Rogoredo cresce pericolosamente. Quanto avvenuto oggi ai danni di una guardia giurata e delle forze dell’ordine è inaccettabile e gravissimo. Rivolgo la mia solidarietà al vigilante picchiato e un sentito ringraziamento alle squadre della Polizia Antiterrorismo prontamente intervenute. È ora di dire basta e di ristabilire la sicurezza che i cittadini meritano».
Magoni: «Se questa è la sicurezza in vista delle Olimpiadi siamo nei guai»
Da Bruxelles arriva la presa di posizione dell’eurodeputata Lara Magoni, che parla di un problema strutturale: «Quanto accaduto è di una gravità assoluta e non può essere archiviato come un fatto isolato. Un rapinatore che aggredisce una guardia giurata, le sottrae l’arma e apre il fuoco contro una volante è il segnale di una città in cui il controllo del territorio si sta indebolendo in modo preoccupante».
Nel mirino dell’eurodeputata la gestione della giunta guidata da Beppe Sala: «L’amministrazione continua a minimizzare, preferendo la narrazione di una città modello piuttosto che affrontare la realtà dei quartieri più esposti. Le politiche permissive e la mancanza di una strategia efficace sulla sicurezza e sull’integrazione stanno producendo conseguenze sempre più gravi».
La conclusione è netta: «La sicurezza è un diritto fondamentale. Servono decisioni chiare, fermezza e rispetto per chi difende la legalità. Se questa è la sicurezza in vista delle Olimpiadi siamo nei guai».
La sparatoria di oggi riporta ancora una volta Rogoredo al centro delle cronache nazionali. Un quartiere blindato, un vigilante ferito, un uomo in fin di vita e una città che continua a interrogarsi sul proprio futuro in tema di sicurezza.
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