Milano, sequestrata la torre di via Anfiteatro: monolocali a 700mila euro nel mirino dell’inchiesta
Bloccato il progetto “Unico-Brera”: 27 indagati tra imprenditori, tecnici e funzionari. La Procura contesta abusi edilizi, uso improprio della Scia e vincoli urbanistici non rispettati
La palazzina di via Anfiteatro 7, nel cuore del quartiere Brera di Milano
Il sequestro del cantiere di via Anfiteatro 7 rappresenta un nuovo capitolo nelle tensioni che attraversano l’urbanistica milanese. Giovedì mattina la Guardia di finanza ha eseguito il decreto disposto dal gip Mattia Fiorentini, fermando i lavori della torre “Unico-Brera”, un intervento promosso dai costruttori Carlo e Stefano Rusconi attraverso la RS srl.
Il progetto prevedeva l’edificazione di una torre di 11 piani sul sito di due ruderi settecenteschi demoliti nel 2006, con 27 appartamenti di pregio e una potenzialità abitativa di 45 persone. L’iter era stato autorizzato tramite Scia nel 2019 e una variante nel 2023, con conclusione prevista nel 2025.
Le accuse della Procura: niente ristrutturazione su area “libera”
Secondo i pm, non può esistere una ristrutturazione su un’area rimasta vuota per oltre dieci anni. A sostegno di questa tesi è arrivato anche il recente orientamento del Consiglio di Stato, che ha ribadito come demolizione e ricostruzione debbano essere “contestuali” e non generino un “credito volumetrico” utilizzabile in tempi indefiniti.
Sono 27 le persone indagate, tra cui imprenditori, architetti, ex membri della commissione paesaggio e funzionari comunali, con accuse che spaziano dall’abuso edilizio alla lottizzazione abusiva fino al falso.
I prezzi e il mercato del lusso nel cuore di Milano
Il progetto immobiliare proponeva monolocali a partire da 660mila euro, con valutazioni che secondo gli inquirenti superano in molti casi i 700mila euro considerando affacci, servizi e piani alti. La torre, quasi completata, comprendeva anche un bilocale, due trilocali e un appartamento sviluppato su più livelli.
Dell’esecuzione del sequestro è stato informato l’avvocato Federico Papa, legale dei Rusconi.
Il nodo del lotto e dei vincoli urbanistici
Il terreno è uno degli aspetti centrali dell’indagine: acquisito dal Comune nel 1980 nell’ambito dei Piani di zona, nel 2005 era stato destinato alla realizzazione di nove alloggi popolari con precisi limiti di altezza, densità e standard urbanistici.
Per i pm Petruzzella, Clerici, Filippini e Siciliano, quei vincoli sono tuttora validi e confermati nei successivi Pgt del 2012 e del 2020. Dopo la demolizione del 2006-2007, l’area era stata ceduta a BNP Paribas per oltre 20 milioni di euro e rivenduta ai Rusconi nel 2018.
Il progettista e i collegamenti con altre inchieste
Il progettista Marco Emilio Cerri, ex componente della commissione per il paesaggio, era già stato destinatario di un’interdittiva per falso nell’indagine che ha coinvolto l’ex direttore del Sue, Giovanni Oggioni, arrestato per corruzione e depistaggio.
La torre, che si affaccia sul vicino condominio di corso Garibaldi, era stata contestata dai residenti con ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, finora favorevoli al Comune e ai costruttori. Il sequestro, però, riapre completamente la partita.
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Redazione 



















