Milano, vuole il risarcimento per la rapina fallita: criminale infuriato si scaglia contro il dipendente del supermercato e un suo amico |VIDEO|

Sabato 14 marzo 2026 i Carabinieri hanno arrestato un 30enne: secondo le indagini avrebbe aggredito due uomini con un violento pestaggio, tentato di estorcere 2mila euro e appiccato due roghi per vendicarsi del colpo non riuscito

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L’operazione dei Carabinieri
Nelle prime ore di sabato 14 marzo 2026, a Milano, i Carabinieri della Compagnia Milano Porta Magenta, con il supporto delle A.P.I., le Aliquote di Primo Intervento del Nucleo Radiomobile, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 30enne italiano. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Milano, su richiesta della Procura della Repubblica. L’uomo è indagato per tentata estorsione, rapina aggravata, lesioni personali aggravate e danneggiamento seguito da incendio aggravato. È stato condotto nella casa circondariale di Milano San Vittore.

La violenza dopo il colpo fallito
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla Stazione Carabinieri Milano Barona, hanno ricostruito una serie di episodi avvenuti tra l’11 e il 19 gennaio 2026.
All’origine della vicenda ci sarebbe una rapina non riuscita in un supermercato di via Giulio Romano. Convinto che il fallimento del colpo fosse imputabile al dipendente del punto vendita e a un suo amico, il 30enne avrebbe dato il via a una violenta escalation. L’11 gennaio avrebbe raggiunto il lavoratore, un 31enne, aggredendolo nei pressi della sua abitazione con calci e pugni.

Le minacce e l’aggressione armata
Nei giorni successivi, tra il 12 e il 13 gennaio, il 30enne avrebbe preso di mira anche un 26enne, amico del dipendente. In più occasioni gli avrebbe chiesto 2mila euro come risarcimento per la rapina fallita, accompagnando le richieste con minacce di morte.
Secondo quanto ricostruito, durante una delle aggressioni avrebbe puntato un cacciavite contro il giovane e lo avrebbe colpito con un pugno al volto, provocandogli la frattura scomposta delle ossa nasali. Nella stessa circostanza gli avrebbe sottratto un monopattino del valore di circa 600 euro.

Gli incendi e l’arresto
Il quadro si aggrava ulteriormente con due episodi avvenuti il 13 e il 19 gennaio: l’indagato avrebbe appiccato incendi nelle vicinanze dell’abitazione del 26enne, in un’escalation di violenza e intimidazione legata alla convinzione che le vittime avessero impedito il colpo.
Elementi che hanno portato l’Autorità giudiziaria a disporre la custodia cautelare in carcere.