Premio Rosa Camuna 2026 al team lombardo della tragedia di Crans-Montana
Fontana consegna il massimo riconoscimento regionale a Niguarda, Policlinico e AREU: «Medaglia d’oro a un sistema sanitario modello»
19 febbraio 2026
È stato il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a consegnare giovedì 19 febbraio il Premio Rosa Camuna 2026 al team di professionisti intervenuti dopo la tragedia di Crans-Montana. Il riconoscimento è andato al personale dell’Ospedale Niguarda, della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e di AREU, protagonisti della gestione dei 12 feriti trasferiti in Lombardia. «Il conferimento del Premio – ha dichiarato Fontana – rappresenta un atto doveroso e profondamente sentito. Una vera e propria medaglia d’oro a un sistema sanitario che ha dimostrato di essere un modello organizzativo capace di reagire con prontezza, competenza e spirito di squadra anche di fronte a eventi straordinari e complessi. La Lombardia ha saputo mettere in campo una rete integrata ed efficiente, in cui ogni livello, dall'emergenza territoriale all'alta specializzazione ospedaliera, ha operato in perfetta sinergia».
Il ruolo centrale di Niguarda
Determinante il contributo del Niguarda, che ha preso in carico i 12 pazienti gravemente ustionati. La struttura si è distinta per le competenze in Anestesia e Rianimazione, Medicina d’Urgenza e nella gestione delle grandi ustioni, settore in cui rappresenta un riferimento internazionale. Oltre 100 professionisti tra medici, infermieri e tecnici hanno garantito una risposta coordinata, organizzando reparti, sale operatorie e percorsi assistenziali in tempi rapidissimi.
La regia di AREU e il ponte aereo sanitario
Fondamentale anche l’intervento di AREU, l’Agenzia Regionale di Emergenza-Urgenza, che ha attivato la Centrale Operativa Maxiemergenze presso la SOREU Metropolitana poche ore dopo la tragedia. Alle 10.30 del 1° gennaio è scattata la macchina organizzativa che ha diretto il trasferimento dei pazienti verso il Centro Grandi Ustioni di Niguarda attraverso un ponte aereo sanitario internazionale, con il coinvolgimento degli elicotteri di Milano, Bergamo e Como e l’invio in Svizzera di un team multidisciplinare specializzato. Un modello di cooperazione sanitaria transfrontaliera.
L’eccellenza del Policlinico e della rete ECMO
Un ruolo decisivo è stato svolto anche dalla Terapia Intensiva “Vecla” del Policlinico di Milano, centro di coordinamento regionale per i pazienti con insufficienza respiratoria acuta che necessitano di supporto ECMO. L’intera équipe multidisciplinare – medici, infermieri, perfusionisti, fisioterapisti, psicologi e tecnici – ha garantito trattamenti avanzati in linea con i migliori standard internazionali. «L'intervento messo in atto dopo la tragedia di Crans-Montana – ha evidenziato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – è stato possibile grazie a un sistema di emergenza-urgenza strutturato, a professionisti formati ai massimi livelli e a una capacità organizzativa che la Lombardia ha costruito negli anni con investimenti mirati e una programmazione rigorosa. Una rete che, ragionando in termini olimpici, merita, a pieno titolo, di salire sul gradino più alto del podio». Bertolaso ha inoltre sottolineato come le strutture premiate siano ancora impegnate nell’assistenza ai pazienti e ha ricordato la presenza del presidente Mattarella, che ha dato «una forza incredibile ai ragazzi».
19 febbraio 2026
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