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Paullo, proteste contro l’antenna Iliad: «Troppo vicina a case e oratorio»

I residenti di via Gagarin contestano il progetto 5G: timori per la salute, rischio svalutazione degli immobili e scarsa trasparenza

A Paullo è polemica per il progetto di installazione di una nuova antenna 5G targata Iliad in via Gagarin, a ridosso dell’oratorio e del campo da rugby. La struttura, alta oltre 33 metri, dovrebbe sorgere su un’area comunale destinata a parcheggio: in cambio dell’uso del terreno l’operatore telefonico verserebbe al Comune un canone annuo di 12mila euro per nove anni.

il Comune ha dato il via libera preliminare alla pratica edilizia e alla concessione del terreno, ma l’avvio dei lavori resta vincolato al parere di ARPA Lombardia, l’agenzia regionale per la protezione ambientale. Una rassicurazione che non basta a placare i residenti della zona, mobilitati da settimane contro l’intervento.

I cittadini contestano soprattutto la vicinanza della torre a spazi frequentati da famiglie e bambini. «Non vogliamo un traliccio così imponente accanto all’oratorio spieganotemiamo gli effetti delle radiazioni e un peggioramento della qualità della vita». Tra le preoccupazioni anche la possibile svalutazione degli immobili, oltre all’impatto visivo su un quartiere a vocazione residenziale.

La protesta è stata formalizzata con una raccolta firme, avviata sia online sia in forma cartacea, che ha già collezionato decine di adesioni. Il comitato di via Gagarin ha chiesto un’assemblea pubblica, ma la proposta non è stata accolta. Il sindaco Luigi Gianolli, tuttavia, ha aperto al dialogo, annunciando un incontro con una delegazione dei residenti l’11 o il 18 settembre.

In una lettera indirizzata al comitato, il primo cittadino ha ribadito che i Comuni non hanno margini di discrezionalità: «Le infrastrutture di comunicazione mobile sono opere di pubblica utilità, assimilate alle urbanizzazioni primarie dal Codice delle comunicazioni elettroniche». Gianolli ha ricordato che la procedura è vincolata da valutazioni tecniche di enti terzi come ARPA e che i limiti di emissione previsti in Italia sono «tra i più cautelativi d’Europa», a garanzia della salute pubblica. «L’apertura al confronto non è un gesto di cortesia istituzionale, ma un metodo di lavoro», ha sottolineato il sindaco, richiamando anche i benefici del 5G in settori come mobilità, telemedicina, monitoraggio ambientale e valorizzazione culturale.

Il paradosso, sottolineano i residenti, è che l’amministrazione ha scelto un’area considerata a basso impatto visivo, ma la presenza di una torre di oltre trenta metri viene percepita come una ferita nel paesaggio e un’incognita per la qualità della vita. Il comitato insiste affinché vengano esplorate soluzioni alternative.

L’appuntamento di settembre sarà quindi decisivo: da un lato cittadini che chiedono ascolto e tutele, dall’altro un Comune stretto fra obblighi normativi e la responsabilità di garantire la connettività.