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Riorganizzazione della mensa scolastica a San Donato Milanese, i genitori dell’IC Via Libertà chiedono risposte al Comune

Le famiglie della primaria M.L. King e degli altri plessi dell’Istituto comprensivo Via Libertà denunciano l’assenza di comunicazioni ufficiali sull’organizzazione della refezione scolastica e contestano la bocciatura dell’emendamento che avrebbe consentito di mantenere il servizio interno fino a fine anno

Ricostruzione AI

Le richieste delle famiglie e il ruolo della rappresentante di classe
A farsi portavoce delle istanze dei genitori è Elisa Lamanna, rappresentante di classe della scuola primaria M.L. King e referente dei genitori dell’Istituto comprensivo «Via Libertà». Nel documento inviato in redazione, Lamanna sottolinea come la riorganizzazione del servizio mensa stia creando crescente preoccupazione tra le famiglie. Le sue parole evidenziano una situazione che, a meno di un giorno dalla riapertura delle scuole, non appare ancora chiarita: «Sul tema, noi genitori non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta scritta dall’Amministrazione comunale a fronte delle ormai innumerevoli comunicazioni protocollate e, a meno di 24 ore dalla riapertura delle scuole, non sappiamo ancora se e come verrà garantito il pranzo ai propri figli a partire da giovedì».

L’emendamento in Consiglio comunale e le risorse individuate
Nel documento viene ricordato come le forze di opposizione in Consiglio comunale abbiano presentato una proposta di revisione di bilancio pari a 48.000 euro, finalizzata a mantenere il servizio mensa interna fino al termine dell’anno scolastico. Lamanna spiega che le risorse erano state individuate su tre voci di spesa considerate differibili e non collegate a servizi essenziali. La rappresentante sottolinea che, secondo la proposta, la variazione di bilancio:
- non avrebbe riguardato servizi essenziali;
- avrebbe inciso soltanto su spese rinviabili e reintegrabili;
- avrebbe consentito di garantire la refezione scolastica fino a fine anno;
- non avrebbe compromesso gli equilibri di bilancio;
- avrebbe rappresentato una scelta politica a favore delle famiglie.
Nonostante ciò, la maggioranza ha scelto di respingere l’emendamento. «La maggioranza però ha scelto di bocciare l’emendamento, nonostante l’esistenza di soluzioni alternative concrete, confermando una totale chiusura al confronto e all’ascolto dei cittadini».

L’esposto al Prefetto e il clima di crescente tensione
La vicenda non si è fermata all’ambito comunale. Come ricordato nella comunicazione, già prima di Natale i genitori hanno presentato un esposto al Prefetto di Milano per ottenere chiarimenti, senza tuttavia ricevere risposte ritenute soddisfacenti. «La sensazione diffusa è che non ci si fermi davanti a nulla, nemmeno di fronte a un servizio che riguarda direttamente i bambini». Nel documento emerge anche una domanda che i genitori definiscono inevitabile: «Quali interessi reali si celano dietro questa decisione, visto che non produce alcun risparmio né per le famiglie né per le casse pubbliche?».

Trasparenza, dialogo e tutela del diritto allo studio
Le famiglie sottolineano di non chiedere trattamenti privilegiati, ma chiarezza e comunicazione istituzionale su un servizio che incide sulla quotidianità dei bambini e sulle organizzazioni familiari. «Le famiglie non chiedono privilegi, ma informazioni, risposte e trasparenza su un servizio essenziale che pagano profumatamente e che incide sulla quotidianità e sul benessere dei propri figli». La richiesta principale resta quella di un confronto aperto con l’Amministrazione comunale, capace di garantire continuità al servizio e serenità alle comunità scolastiche.