Stazione di San Zenone nel degrado, la denuncia dei pendolari: «Sicurezza assente, telecamere oscurate e bivacchi ovunque»

Il Comitato Pendolari Sud-Milano e Lodigiano torna a segnalare la situazione di abbandono dello scalo ferroviario: «Dopo i recenti episodi di violenza, nulla è cambiato»

Il Comitato Pendolari del Sud-Milano e Lodigiano lancia un nuovo, duro appello: la stazione di San Zenone al Lambro versa in condizioni di abbandono e degrado, nonostante i recenti episodi di cronaca abbiano acceso i riflettori sulla necessità di rafforzare la sicurezza. All’esterno dello scalo, i rappresentanti dei pendolari descrivono una situazione che permane allarmante: «Ovunque segni di bivacchi, cespugli che fungono da nascondigli con tracce evidenti di frequentazione, e una grande pianta che – nonostante il recente taglio della vegetazione spontanea dopo la violenza di fine agosto – continua a oscurare la telecamera di sorveglianza», denunciano. La situazione di incuria non si limita al verde non gestito: «All’ingresso lato binario 1 persiste una discarica abusiva, le nuove telecamere annunciate da anni non sono mai state installate e quelle esistenti hanno la visuale compromessa dalla vegetazione», aggiunge il Comitato. A preoccupare i viaggiatori è anche la scarsa presenza delle forze dell’ordine: «Nelle ore di punta non vediamo pattugliamenti, mentre in altre stazioni della tratta – da San Giuliano a Melegnano – la presenza di Polizia Locale, Polfer e Carabinieri è stata potenziata. Eppure, anche San Zenone aderisce al programma Patto Stazioni Sicure, finanziato da Regione Lombardia per coprire gli straordinari della Polizia Locale». Il Comitato sottolinea come «il degrado generi altro degrado», richiamando l’attenzione sul legame tra l’abbandono degli spazi pubblici e l’aumento dei rischi per la sicurezza. Dopo l’accoltellamento di un turista sulla linea S1 all’altezza della stazione di San Giuliano e la violenza sessuale avvenuta proprio a San Zenone a fine agosto, lo stesso Procuratore della Repubblica di Lodi aveva esortato i Comuni a “fare molto di più per la sicurezza nelle aree antistazione”, migliorando la visibilità e l’efficacia dei sistemi di videosorveglianza. Una sollecitazione che, denunciano i pendolari, è rimasta lettera morta«a San Zenone, le telecamere restano oscurate da alberi alti otto metri, e la stazione continua a essere un simbolo di incuria e paura quotidiana per chi la attraversa».