Treni in tilt sulla Milano-Piacenza: ritardi, cancellazioni e polemiche sul quadruplicamento
Il Comitato pendolari attacca la Regione: «Non si dimentichi il collo di bottiglia tra Lodi e Tavazzano»
24 febbraio 2026
Mattinata nera, martedì 24 febbraio, per i pendolari della direttrice Milano-Piacenza. Ritardi a catena, cancellazioni e convogli sovraffollati hanno riacceso le proteste del Comitato Viaggiatori e Pendolari del Sud Milano e Lodigiano, che torna a puntare il dito contro la Regione Lombardia chiedendo priorità sul quadruplicamento tra Lodi e Tavazzano.
Nel dettaglio, il treno 24120 (Lodi 07.23 – Saronno 08.52) ha viaggiato in ritardo a causa di un guasto al sistema di chiusura delle porte di un convoglio precedente, con ripercussioni sull’intera linea. La S1 24118 da Lodi per Saronno è stata cancellata. Il Regio 10892 ha accumulato 20 minuti di ritardo effettuando una fermata straordinaria nel Sud Milano, arrivando già stracolmo e lasciando a terra parte dei passeggeri. Ancora più pesante il ritardo del 2154 da Bozzolo, arrivato a Lodi con 38 minuti di scarto sull’orario previsto.
«Ogni giorno gli stessi problemi: il treno del mattino presto non manca mai e poi almeno un treno random con guasti vari. Oggi 24 febbraio: il 2154 con 38 minuti di ritardo, la S1 cancellata, la 24120 in ritardo per il guasto alle porte di quello prima, il Regio 10892 stracolmo che ha lasciato a terra metà dei viaggiatori. DISSERVIZIO PUBBLICO» scrive il Comitato.
E ancora: «Il Greco Pirelli parte con metà almeno delle persone giù perché strapieno».
Parole che fotografano una situazione che i pendolari definiscono ormai strutturale, non più emergenziale.
Ma la protesta non si ferma ai disagi quotidiani. Il Comitato interviene anche sulle recenti dichiarazioni dell’Assessore regionale ai Trasporti, che ha annunciato un incarico a Trenord per uno studio di fattibilità tecnico-economica di una nuova linea ferroviaria Milano-Crema.
«Ci si sta dimenticando il quadruplicamento tra Lodi e Tavazzano, il noto “collo di bottiglia” che non permette da decenni l’indipendenza tra Regionali e linee S per la commistione tra linea lenta e veloce» sottolineano i pendolari, ricordando come l’opera sia inserita nel Contratto di Programma MIT-RFI 2022-2026.
Secondo il Comitato, il rischio è che il progetto venga ulteriormente rinviato o addirittura stralciato, mentre si aprono nuovi fronti infrastrutturali. «Qui siamo sulla Milano-Bologna» evidenziano, chiedendo chiarezza sulle priorità nel Tavolo tecnico con RFI e Ministero.
La domanda è netta: la Regione intende davvero dare precedenza al quadruplicamento Lodi-Tavazzano oppure la nuova Milano-Crema rischia di assorbire risorse e attenzione?
Per i pendolari è irragionevole pensare che entrambe le opere possano andare a cantiere contemporaneamente, sia per le coperture finanziarie sia per l’impatto sul traffico ferroviario. E avvertono: i viaggiatori della Milano-Piacenza «non sapranno tollerare altri canali preferenziali per ulteriori direttrici».
Intanto, sui binari, i disagi continuano. E per chi ogni giorno sale su quei treni, il dibattito sulle grandi opere si misura prima di tutto con un tabellone luminoso che segna ritardi e cancellazioni.
Nel dettaglio, il treno 24120 (Lodi 07.23 – Saronno 08.52) ha viaggiato in ritardo a causa di un guasto al sistema di chiusura delle porte di un convoglio precedente, con ripercussioni sull’intera linea. La S1 24118 da Lodi per Saronno è stata cancellata. Il Regio 10892 ha accumulato 20 minuti di ritardo effettuando una fermata straordinaria nel Sud Milano, arrivando già stracolmo e lasciando a terra parte dei passeggeri. Ancora più pesante il ritardo del 2154 da Bozzolo, arrivato a Lodi con 38 minuti di scarto sull’orario previsto.
«Dissservizio pubblico»: la denuncia dei pendolari
«Ogni giorno gli stessi problemi: il treno del mattino presto non manca mai e poi almeno un treno random con guasti vari. Oggi 24 febbraio: il 2154 con 38 minuti di ritardo, la S1 cancellata, la 24120 in ritardo per il guasto alle porte di quello prima, il Regio 10892 stracolmo che ha lasciato a terra metà dei viaggiatori. DISSERVIZIO PUBBLICO» scrive il Comitato.
E ancora: «Il Greco Pirelli parte con metà almeno delle persone giù perché strapieno».
Parole che fotografano una situazione che i pendolari definiscono ormai strutturale, non più emergenziale.
Il nodo del quadruplicamento Lodi-Tavazzano
Ma la protesta non si ferma ai disagi quotidiani. Il Comitato interviene anche sulle recenti dichiarazioni dell’Assessore regionale ai Trasporti, che ha annunciato un incarico a Trenord per uno studio di fattibilità tecnico-economica di una nuova linea ferroviaria Milano-Crema.
«Ci si sta dimenticando il quadruplicamento tra Lodi e Tavazzano, il noto “collo di bottiglia” che non permette da decenni l’indipendenza tra Regionali e linee S per la commistione tra linea lenta e veloce» sottolineano i pendolari, ricordando come l’opera sia inserita nel Contratto di Programma MIT-RFI 2022-2026.
Secondo il Comitato, il rischio è che il progetto venga ulteriormente rinviato o addirittura stralciato, mentre si aprono nuovi fronti infrastrutturali. «Qui siamo sulla Milano-Bologna» evidenziano, chiedendo chiarezza sulle priorità nel Tavolo tecnico con RFI e Ministero.
«Priorità a questa opera o spunta la Milano-Crema?»
La domanda è netta: la Regione intende davvero dare precedenza al quadruplicamento Lodi-Tavazzano oppure la nuova Milano-Crema rischia di assorbire risorse e attenzione?
Per i pendolari è irragionevole pensare che entrambe le opere possano andare a cantiere contemporaneamente, sia per le coperture finanziarie sia per l’impatto sul traffico ferroviario. E avvertono: i viaggiatori della Milano-Piacenza «non sapranno tollerare altri canali preferenziali per ulteriori direttrici».
Intanto, sui binari, i disagi continuano. E per chi ogni giorno sale su quei treni, il dibattito sulle grandi opere si misura prima di tutto con un tabellone luminoso che segna ritardi e cancellazioni.
24 febbraio 2026
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