Treni in tilt sulla Milano-Piacenza: ritardi, cancellazioni e polemiche sul quadruplicamento

Il Comitato pendolari attacca la Regione: «Non si dimentichi il collo di bottiglia tra Lodi e Tavazzano»

Mattinata nera, martedì 24 febbraio, per i pendolari della direttrice Milano-Piacenza. Ritardi a catena, cancellazioni e convogli sovraffollati hanno riacceso le proteste del Comitato Viaggiatori e Pendolari del Sud Milano e Lodigiano, che torna a puntare il dito contro la Regione Lombardia chiedendo priorità sul quadruplicamento tra Lodi e Tavazzano.

Nel dettaglio, il treno 24120 (Lodi 07.23 – Saronno 08.52) ha viaggiato in ritardo a causa di un guasto al sistema di chiusura delle porte di un convoglio precedente, con ripercussioni sull’intera linea. La S1 24118 da Lodi per Saronno è stata cancellata. Il Regio 10892 ha accumulato 20 minuti di ritardo effettuando una fermata straordinaria nel Sud Milano, arrivando già stracolmo e lasciando a terra parte dei passeggeri. Ancora più pesante il ritardo del 2154 da Bozzolo, arrivato a Lodi con 38 minuti di scarto sull’orario previsto.

«Dissservizio pubblico»: la denuncia dei pendolari


«Ogni giorno gli stessi problemi: il treno del mattino presto non manca mai e poi almeno un treno random con guasti vari. Oggi 24 febbraio: il 2154 con 38 minuti di ritardo, la S1 cancellata, la 24120 in ritardo per il guasto alle porte di quello prima, il Regio 10892 stracolmo che ha lasciato a terra metà dei viaggiatori. DISSERVIZIO PUBBLICO» scrive il Comitato.

E ancora: «Il Greco Pirelli parte con metà almeno delle persone giù perché strapieno».

Parole che fotografano una situazione che i pendolari definiscono ormai strutturale, non più emergenziale.

Il nodo del quadruplicamento Lodi-Tavazzano


Ma la protesta non si ferma ai disagi quotidiani. Il Comitato interviene anche sulle recenti dichiarazioni dell’Assessore regionale ai Trasporti, che ha annunciato un incarico a Trenord per uno studio di fattibilità tecnico-economica di una nuova linea ferroviaria Milano-Crema.

«Ci si sta dimenticando il quadruplicamento tra Lodi e Tavazzano, il noto “collo di bottiglia” che non permette da decenni l’indipendenza tra Regionali e linee S per la commistione tra linea lenta e veloce» sottolineano i pendolari, ricordando come l’opera sia inserita nel Contratto di Programma MIT-RFI 2022-2026.

Secondo il Comitato, il rischio è che il progetto venga ulteriormente rinviato o addirittura stralciato, mentre si aprono nuovi fronti infrastrutturali. «Qui siamo sulla Milano-Bologna» evidenziano, chiedendo chiarezza sulle priorità nel Tavolo tecnico con RFI e Ministero.

«Priorità a questa opera o spunta la Milano-Crema?»


La domanda è netta: la Regione intende davvero dare precedenza al quadruplicamento Lodi-Tavazzano oppure la nuova Milano-Crema rischia di assorbire risorse e attenzione?

Per i pendolari è irragionevole pensare che entrambe le opere possano andare a cantiere contemporaneamente, sia per le coperture finanziarie sia per l’impatto sul traffico ferroviario. E avvertono: i viaggiatori della Milano-Piacenza «non sapranno tollerare altri canali preferenziali per ulteriori direttrici».

Intanto, sui binari, i disagi continuano. E per chi ogni giorno sale su quei treni, il dibattito sulle grandi opere si misura prima di tutto con un tabellone luminoso che segna ritardi e cancellazioni.