Segrate, al via il cantiere per il maxi data center CyrusOne: investimento, sostenibilità e opere sul territorio
Posa simbolica della prima pietra a Redecesio per il polo tecnologico MIL1: 27 megawatt di capacità, interventi compensativi per 6 milioni e donazione del Golfo Agricolo
A Redecesio di Segrate prende ufficialmente forma uno dei più rilevanti investimenti tecnologici degli ultimi anni. Mercoledì 25 marzo, in un’area completamente bonificata, è stato dato il via simbolico ai lavori del data center MIL1 del gruppo CyrusOne, alla presenza del sindaco Paolo Micheli e dell’assessore regionale Gianluca Comazzi. Nessuna tradizionale “prima pietra”, ma un gesto concreto: pale alla mano, manager e istituzioni hanno segnato l’inizio della costruzione del complesso tecnologico. «Questo intervento rappresenta una svolta concreta per Segrate - ha dichiarato il sindaco Paolo Micheli -: non solo restituiamo alla città un’area abbandonata da oltre vent’anni, ma la trasformiamo in un polo strategico per l’innovazione, accompagnando lo sviluppo con interventi sulla viabilità, sul verde e sulla qualità urbana complessiva del quartiere».
Le caratteristiche tecniche del progetto
Il data center MIL1 sarà il primo realizzato in Italia dal colosso americano e rappresenta un’infrastruttura di grandi dimensioni e alta specializzazione. L’impianto sorgerà in un unico edificio di tre piani, per un totale di 7.000 metri quadrati di spazi tecnici, con una capacità IT complessiva di 27 megawatt. La struttura sarà suddivisa in tre sale dati, ciascuna da 9 megawatt, progettate per garantire elevati standard di affidabilità e connettività. «Milano è un mercato sempre più centrale per le infrastrutture digitali nel Sud Europa e questo progetto rappresenta una tappa fondamentale della nostra strategia di crescita - hanno evidenziato i vertici europei della società -. Con MIL1 stiamo costruendo una piattaforma solida per rispondere alla domanda di capacità e connettività nel lungo periodo, grazie anche alla collaborazione con le istituzioni locali e i partner coinvolti».
Due anni di bonifica e riqualificazione
Prima dell’avvio del cantiere, l’area ha richiesto un lungo intervento di recupero. Il sito, che ospitava oltre 50 edifici dell’ex centro di ricerca CISE, è stato oggetto di demolizione e bonifica dopo anni di abbandono. L’operazione, durata circa due anni e costata oltre 19 milioni di euro, ha previsto anche il recupero dei materiali: legno, plastica e circa il 60% del cemento sono stati riutilizzati direttamente sul posto, mentre il resto è stato destinato ad altri cantieri nell’area milanese. Anche gran parte delle 100mila tonnellate di terreno scavato è stata reimpiegata in loco. «Si è trattato di un intervento complesso, sia dal punto di vista tecnico sia ambientale: abbiamo scelto di recuperare il più possibile i materiali esistenti e di riutilizzarli in loco, riducendo al minimo l’impatto e trasformando un’area degradata in una base pronta per un nuovo sviluppo», è stato spiegato dai responsabili del progetto.
Sostenibilità ed energia rinnovabile
Il polo MIL1 è stato progettato con una forte attenzione agli aspetti ambientali. L’infrastruttura sarà alimentata al 100% da energia rinnovabile e punta a ottenere la certificazione BREEAM “Very Good”. Particolare rilievo assume il sistema di recupero del calore: il data center sarà in grado di riutilizzare l’energia termica prodotta, inizialmente per gli spazi interni e, in prospettiva, anche per reti di teleriscaldamento. «Il recupero del calore è uno degli elementi chiave del progetto - è stato sottolineato dai rappresentanti dell’azienda -: vogliamo trasformare un sottoprodotto dell’attività del data center in una risorsa utile per il territorio, con la possibilità futura di alimentare reti di teleriscaldamento a beneficio della comunità».
Opere pubbliche e viabilità
Accanto alla realizzazione del data center, il progetto prevede un pacchetto di interventi infrastrutturali sul territorio per oltre 6 milioni di euro, finanziati dalla stessa CyrusOne. Tra le opere previste figurano la riqualificazione di via delle Regioni, la creazione di una nuova bretella tra via Piaggio e via delle Regioni e nuovi percorsi ciclopedonali. Parallelamente saranno messe a dimora oltre 15mila piante e circa 170 alberi, con il 25% dell’area destinato a verde. «Si tratta di interventi che non riguardano solo il sito, ma l’intero quartiere: miglioriamo la viabilità, creiamo spazi per la mobilità dolce e restituiamo qualità ambientale, integrando il nuovo polo tecnologico nel tessuto urbano esistente», è stato spiegato durante la presentazione.
Lavoro: numeri e prospettive
Sul fronte occupazionale, il progetto prevede un impatto articolato nelle diverse fasi. Durante la costruzione si stima l’impiego fino a 300 lavoratori, mentre a regime il data center garantirà circa 25 posti di lavoro altamente qualificati. «Parliamo di professionalità tecniche avanzate - è stato evidenziato -, legate alla gestione di infrastrutture digitali complesse: il valore del progetto si misura anche nella qualità delle competenze coinvolte e nelle opportunità che può generare nel medio-lungo periodo».
Il Golfo Agricolo: un’operazione di compensazione ambientale
Un capitolo centrale dell’accordo riguarda il cosiddetto Golfo Agricolo, un’area verde di circa 700mila metri quadrati che CyrusOne ha ceduto al Comune di Segrate. Si tratta di un intervento che va oltre la semplice compensazione: l’area, caratterizzata da terreni agricoli e spazi naturali di pregio, entra nella disponibilità pubblica con l’obiettivo di essere tutelata e valorizzata nel tempo. La cessione si inserisce nella logica di bilanciare l’impatto di un’infrastruttura ad alta intensità tecnologica con un rafforzamento del patrimonio ambientale locale. In concreto, l’operazione consente all’amministrazione di preservare un ampio corridoio verde, potenzialmente destinato a funzioni agricole, naturalistiche e di fruizione lenta, evitando future pressioni edificatorie su quell’area. «Con la donazione del Golfo Agricolo abbiamo voluto dare un segnale chiaro: lo sviluppo tecnologico deve andare di pari passo con la tutela del territorio - è stato sottolineato dai promotori dell’intervento -. Restituiamo alla comunità un’area di grande valore paesaggistico, che potrà essere preservata e valorizzata anche per le generazioni future».
Prospettive e tempistiche
I lavori sono appena iniziati e la conclusione è prevista entro la fine del 2027. Il progetto MIL1 sarà seguito da una seconda infrastruttura nell’area milanese, consolidando la presenza di CyrusOne nel territorio. Un investimento che segna un passaggio importante per Segrate e per l’intera area metropolitana, tra sviluppo digitale, sostenibilità e nuove opportunità di pianificazione urbana.
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