Segrate celebra i 101 anni del vice brigadiere Remigio Marangoni, deportato dai tedeschi nel 1944
Visita dei vertici dell’Arma dei Carabinieri per rendere omaggio a un custode della memoria e della resilienza
Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Milano, Generale di Brigata Rodolfo Santovito, insieme al Colonnello Agostino Scala, Comandante del Gruppo Carabinieri di Milano, al Maggiore Paolo Zupi, Comandante della Compagnia di San Donato Milanese, e ad una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri, ha fatto visita al Vice Brigadiere in congedo Remigio Marangoni che oggi compie 101 anni, congratulandosi e consegnando una lettera di auguri a firma del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d'Armata Salvatore Luongo,
Una visita speciale dei Carabinieri
Questa mattina a Segrate si è svolto un momento di grande valore simbolico. Il Generale di Brigata Rodolfo Santovito, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Milano, ha fatto visita al vice brigadiere in congedo Remigio Marangoni, che oggi compie 101 anni. Con lui erano presenti il Colonnello Agostino Scala, Comandante del Gruppo Carabinieri di Milano, il Maggiore Paolo Zupi, Comandante della Compagnia di San Donato Milanese, e una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
Nel corso dell’incontro è stata consegnata al festeggiato una lettera di auguri firmata dal Comandante Generale dell’Arma, Generale di Corpo d'Armata Salvatore Luongo. Un gesto che ha voluto sottolineare i sentimenti di vicinanza e fratellanza che uniscono tutti i carabinieri, in servizio e in congedo, all’interno di quella che è definita la “famiglia dell’Arma”.
Una vita segnata dalla prigionia e dal coraggio
La storia personale del vice brigadiere Marangoni rappresenta un capitolo importante della memoria collettiva. Il 2 giugno 1944, insieme ad altri carabinieri, venne catturato dai tedeschi e condotto a Milano. Da lì, a bordo di vagoni merci, fu deportato fino a Eger, un piccolo centro vicino al confine polacco, non distante dai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau.
Trattenuto nelle mani dei tedeschi fino all’aprile 1945, Marangoni attraversò Romania, Ungheria e Slovacchia. In quest’ultimo Paese riuscì a fuggire e, grazie a un autocarro, raggiunse Spittal, nei pressi del confine di Tarvisio. Pochi giorni dopo fu rimpatriato e prese parte, con altri colleghi carabinieri, alla difficile gestione dell’ordine pubblico nell’Italia liberata.
Un testimone che lega passato e presente
Il compleanno del vice brigadiere Marangoni non è solo un traguardo anagrafico straordinario, ma anche un’occasione per ricordare come le vicende individuali possano trasformarsi in patrimonio comune. La sua vita racconta di sacrificio, resilienza e dedizione al dovere, valori che ancora oggi rappresentano un esempio per le nuove generazioni.
Celebrarlo significa non soltanto rendergli omaggio, ma riaffermare il legame profondo che unisce la comunità all’Arma dei Carabinieri e alla sua storia.
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Redazione 



















