Fata Morgana. Memorie dall’invisibile: un viaggio tra arte, misticismo e visioni

La mostra Fata Morgana. memorie dall’invisibile, ospitata a Palazzo Morando a Milano dal 9 ottobre al 30 novembre 2025, propone un viaggio profondo e multidimensionale attraverso oltre due secoli di storia, arte, misticismo e pratiche medianiche.

Photo credits: Stefano Brigati

Ideata dalla Fondazione Nicola Trussardi e curata da Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini, l’esposizione raccoglie più di 200 opere di 78 figure tra artisti, medium, mistiche e visionarie, offrendo una riflessione sul confine fluido tra visibile e invisibile, tra realtà tangibile e dimensioni spirituali e immateriali.
Il titolo e il concept della mostra si ispirano al poema Fata Morgana di André Breton, scritto nel 1940 durante l’esilio a Marsiglia. Breton evoca un luogo sospeso tra sogno e realtà, dove il visibile si confonde con l’invisibile e il pensiero diventa rivelazione. La scelta di questo titolo suggerisce una riflessione sull’arte come mezzo di contatto con dimensioni nascoste, enigmatiche e spesso marginalizzate, che dal XIX secolo fino ai giorni nostri hanno influenzato la creatività umana, spesso al di fuori delle consuete narrazioni storiche ufficiali.
Palazzo Morando si trasforma così in un “museo nel museo”, un portale verso un’inedita geografia dell’invisibile e dell’ignoto, offrendo un’esperienza immersiva capace di interrogare realtà, immaginazione e misticismo. La scelta di Palazzo Morando non è casuale, poiché la contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini, che donò il palazzo al Comune di Milano alla sua morte nel 1945, era una grandissima studiosa di esoterismo, tanto da essere dispensata dal vescovo a poter proseguire le sue ricerche sul paranormale senza incorrere in un'accusa di eresia. 
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Hilma af Klint e l’astrattismo medianico

Uno dei punti di riferimento imprescindibili della mostra è costituito da 16 tele di Hilma af Klint (1862-1944), esposte in Italia per la prima volta, che incarnano l’idea dell’arte come processo mediatico. Af Klint, pittrice svedese e pioniera dell’astrattismo, utilizzava le sedute medianiche per ricevere visioni e rivelazioni, traducendole in un linguaggio visivo innovativo che anticipava di decenni l’arte astratta ufficialmente riconosciuta.
Le sue opere, dense di simbolismo e geometrie esoteriche, sono affiancate da quelle di altre figure che hanno praticato l’arte come esperienza trascendente o spirituale, come Georgiana Houghton, Emma Kunz e l’italiana Linda Gazzera, medium capace di evocare contatti con il mondo degli spiriti durante le sue trance. Questo nucleo racconta come l’arte possa essere una forma di trance creativa, capace di rompere le barriere tra soggetto e oggetto, tra realtà umana e dimensioni mistiche.

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Arte, misticismo e scienza

La mostra esplora anche il complesso dialogo tra fede, razionalità e scienza, mostrando come dalla metà dell’Ottocento le ricerche sull’occulto e sul soprannaturale abbiano influenzato il pensiero artistico e scientifico. Tra le opere esposte si trovano fotografie spiritiche, diagrammi di “macchine influenzanti” (dispositivi ideati per stimolare o registrare fenomeni psichici), oggetti rituali e documenti di sedute medianiche, tutti testimoni di una volontà di osservare e registrare l’invisibile attraverso mezzi sia scientifici sia artistici.
Questi materiali stimolano una riflessione sulla fragilità delle certezze scientifiche e sulla permeabilità del confine tra memoria, immaginazione e realtà. La mostra mette in luce come questi mondi considerati “eccentrici” o “marginali” abbiano avuto un ruolo fondamentale nel rinnovare il linguaggio dell’arte e nel ridefinire le sue funzioni sociali e conoscitive.

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Arte contemporanea, femminilità visionaria e nuove prospettive

Accanto ai protagonisti storici, Fata Morgana promuove un dialogo con artisti contemporanei come Judy Chicago, Diego Marcon e Marianna Simnett, che esplorano, attraverso narrazioni multimediali e performance, le zone di confine tra corpo, spirito e inconscio.
Questa sezione mette in evidenza la dimensione femminile del soprannaturale e del visionario, mostrando come la creatività che nasce ai margini – spesso in opposizione ai canoni dominanti – possa diventare forma di conoscenza e di potere espressivo. Le opere contemporanee aprono la mostra al futuro, rivelando come l’arte resti uno spazio di sperimentazione in cui cercare di dare forma a ciò che è invisibile e non detto.

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Impatto culturale e significato profondo

"Fata Morgana. Memorie dall’invisibile" non è solo una mostra artistica, ma un’esperienza culturale che invita a ripensare la storia dell’arte sotto una nuova luce, valorizzando il ruolo del margine, del visionario e del mistero. Essa dimostra come l’arte possa fungere da ponte tra l’umano e il trascendente, tra ciò che si vede e ciò che si percepisce o si immagina.
Il percorso espositivo, con ingresso gratuito, valorizza Palazzo Morando come luogo vivo di memoria storica e innovazione culturale, aprendo spazi di riflessione su temi cruciali come identità, libertà espressiva e rapporto tra scienza e fede in un mondo sempre più complesso e plurale.

Photo credits: Stefano Brigati

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La mostra offre un atlante emozionante dell’invisibile, popolato da apparizioni, visioni medianiche ed estasi, restituendo al visitatore una nuova consapevolezza della complessità della creatività umana e della sua capacità di attraversare i sottili confini tra mondo fisico e dimensioni spirituali. Ogni opera e testimonianza esposta invita a riconsiderare il potere dell’arte non solo come rappresentazione, ma come esperienza di trasformazione e rivelazione.

Stefano Brigati - Redattore
Dove: Palazzo Morando, Via Sant'Andrea 6, Milano
Giorni di apertura: dal martedì alla domenica (chiuso lunedì)
Orario: dalle 10:00 alle 19:00
Biglietto: ingresso gratuito
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