Area B, per circa 340 mila persone ci sarà la necessità di cambiare la macchina per andare a Milano a lavorare

Una misura probabilmente non valutata correttamente riguarda la posizione dei parcheggi di interscambio dell’ATM che sono considerati all’interno dell’area B

L'opinione di Moreno Mazzola.

Dal 1 ottobre sono cambiate le regole per accedere all’Area B di Milano con impatto anche sui comuni della prima cintura milanese. Non sarà più possibile accedere a Milano con veicoli euro 4 e 5 Diesel e con euro 2 Benzina. In un contesto internazionale problematico per i cittadini il rischio è che questo provvedimento diventi un provvedimento classista e che colpirà le classi meno abbienti. La necessità di coniugare la transizione energetica e quindi l’inquinamento atmosferico non può prescindere dal considerare l’attuale momento economico considerando che questa  è una misura che entra in un contesto sociale esplosivo. La gente deve fare i conti con bollette raddoppiate, costi insostenibili per la casa e che, a causa di questo provvedimento,  per circa 340 mila persone ci sarà la necessità di cambiare la macchina per andare a Milano a lavorare. Ulteriore elemento da considerare sul fatto che è una misura probabilmente non valutata correttamente riguarda la posizione dei parcheggi di interscambio dell’ATM che sono considerati all’interno dell’area B, se vogliamo incrementare l’utilizzo dei mezzi pubblici almeno questi parcheggi avrebbero dovuto essere esclusi dall’area B per permettere ai cittadini di avere un’ulteriore alternativa. La possibilità di 50 ingressi annui o l’utilizzo del Move-in, che permette il transito per 2000 km,  sono solo dei palliativi che non risolvono il problema. Quello che ci appare ulteriormente incomprensibile è perché non si sono fatti dei ragionamenti sui mezzi pubblici incrementando e/o diversificando le corse dalla periferia alla città e perché non si sono fatti dei ragionamenti, come in altre città europee, di abbassare il costo dei biglietti. L’obiettivo della sostenibilità è un elemento da perseguire in una logica condivisa anche con le istituzioni superiori, Regione e Governo, ma non servono provvedimenti isolati dal contesto nella logica che qualcosa bisogna pur iniziare a farla ma servono scelte, decisioni, discusse e condivise con istituzioni e cittadini in modo da evitare che il peso economico di queste scelte ricadino solo su qualcuno che oltre a fare i conti, con l’aumento dei costi delle bollette, in un mercato del lavoro difficile, dovrà sostenere anche i costi per acquistare una nuova automobile considerando tra l’altro che nel 2025 sono previsti ulteriori divieti di accesso. Occorre una politica lungimirante che tenga conto delle difficoltà oggettive del momento e che pensi in prospettiva considerando anche che la maggior parte dell’inquinamento a Milano, che guarda caso si concentra nei mesi invernali, è probabilmente dovuto ai sistemi di riscaldamento, ormai vetusti, anche e soprattutto degli edifici pubblici.
Moreno Mazzola

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