Città metropolitana di Milano, volantini sulle auto in sosta: dove il divieto è scritto nero su bianco

Da Peschiera Borromeo a Trezzo sull’Adda, sempre più Comuni vietano espressamente la pratica. E anche dove non è indicata, resta comunque sanzionabile

Lasciare un volantino sotto il tergicristallo di un’auto parcheggiata è ancora oggi una pratica diffusa, ma sempre meno tollerata. In diversi Comuni della Città metropolitana di Milano il divieto non è frutto di interpretazioni, bensì è scritto chiaramente nei regolamenti di Polizia urbana. In questi territori il volantinaggio sulle auto in sosta non è considerato una semplice iniziativa promozionale, ma una violazione vera e propria, soggetta a sanzioni amministrative.

Tra i Comuni che vietano in modo espresso questa pratica figurano Peschiera Borromeo, Magenta, Garbagnate Milanese, Parabiago, Pieve Emanuele, Pregnana Milanese, Pessano con Bornago, Vermezzo con Zelo e Trezzo sull’Adda, dove il regolamento comunale indica chiaramente che è vietata la distribuzione di volantini sui veicoli in sosta, oltre che sulle soglie degli edifici e negli spazi pubblici. Una norma che non lascia margini di ambiguità e che rende immediatamente sanzionabile il comportamento.

In particolare è vietato collocare volantini sui veicoli in sosta su area pubblica o di uso pubblico; è vietato gettare o disperdere materiale cartaceo sul suolo pubblico; è vietata la distribuzione ai veicoli in circolazione, soprattutto alle intersezioni stradali; ed è vietato depositare pubblicità nelle cassette postali in presenza di esplicito cartello di non gradimento. Un impianto normativo che conferma come la pubblicità lasciata senza controllo non sia considerata compatibile con il decoro urbano.

Anche dove il divieto non è scritto, il rischio resta concreto

Esistono poi Comuni che non citano in modo letterale la frase “volantini sui veicoli in sosta”. Questo, però, non significa che la pratica sia automaticamente consentita. Il volantino lasciato su un’auto parcheggiata in luogo pubblico non è una consegna diretta, non è richiesta dal destinatario e, nella quasi totalità dei casi, finisce a terra diventando rifiuto.

In questi casi entrano in gioco altre norme comunali, spesso presenti in tutti i regolamenti di Polizia urbana, che vietano il deposito incontrollato di materiali su suolo pubblico, l’abbandono di rifiuti, le condotte che compromettono il decoro urbano e la diffusione di pubblicità in forme non autorizzate. Di fatto, anche in assenza di un divieto testuale, il comportamento può essere comunque contestato perché produce degrado e sporcizia.

Il Codice della strada conferma la stessa impostazione

A rafforzare questo quadro interviene anche il Codice della strada, che con l’articolo 23 disciplina la pubblicità lungo le strade e in vista delle strade. La norma stabilisce che i messaggi pubblicitari collocati nello spazio stradale devono rispettare criteri di sicurezza e, quando previsto, essere autorizzati dall’ente competente. Qualsiasi elemento che possa distrarre, interferire con la visibilità o creare intralcio alla circolazione non è ammesso.

Un volantino lasciato sul parabrezza di un’auto parcheggiata su suolo pubblico rientra quindi in un’area critica anche sotto questo profilo, perché collocato nello spazio stradale senza autorizzazione e potenzialmente in grado di creare problemi alla sicurezza o al decoro.

Qualora il volantino lasciato sull’auto provochi macchie, residui o danni alla carrozzeria, la condotta può assumere rilievo anche sotto il profilo civile e, nei casi più gravi, penale, configurando un’ipotesi di danneggiamento o di responsabilità per lesione della proprietà privata.

In conclusione, il volantinaggio sulle auto in sosta non è soltanto una pratica superata dal punto di vista comunicativo. In molti Comuni è espressamente vietato, in altri può comunque configurare violazioni multiple, e il Codice della strada ne conferma l’incompatibilità con l’uso corretto dello spazio pubblico. Oggi, più che una forma di pubblicità, rappresenta un rischio concreto per chi la utilizza.

Un messaggio che oggi viene percepito come eticamente sbagliato

Oltre agli aspetti normativi e sanzionatori, il volantinaggio sulle automobili viene sempre più giudicato negativamente anche dal punto di vista etico. Per molti cittadini questo tipo di promozione rappresenta uno spreco inutile di carta e un contributo diretto all’inquinamento urbano. In un contesto sociale in cui ambiente, sostenibilità e riduzione dei rifiuti sono valori sempre più sentiti, lasciare un volantino su un’auto parcheggiata viene interpretato come un gesto poco responsabile, lontano dalla sensibilità contemporanea. Il risultato è che il messaggio pubblicitario non viene percepito come un’opportunità, ma come un fastidio e come un danno per l’ambiente, generando distanza anziché interesse nei potenziali consumatori.

Rispetto delle regole e fiducia dei clienti

La pubblicità funziona quando è fatta con intelligenza e legalità. Rivolgersi ad aziende serie e professionali, che conoscono le normative e utilizzano metodi di distribuzione corretti, è fondamentale per garantire risultati concreti e per proteggere l’immagine del proprio brand.