San Giuliano Milanese, "La Pavoni", il punto dell’azienda sul trasferimento: «Scelta necessaria per garantire continuità produttiva»
Il gruppo SMEG chiarisce le ragioni della decisione: 31 lavoratori coinvolti a San Giuliano Milanese, produzione verso Verona e apertura al confronto con istituzioni e sindacati
Un modello delle macchine da caffè "La Pavoni" L'azienda è nata nel 1905
La posizione ufficiale dell’azienda
Dopo le prese di posizione istituzionali e il tavolo promosso dal Comune di San Giuliano Milanese, arriva anche la versione dell’azienda sulla vicenda che riguarda lo stabilimento La Pavoni. Il gruppo ha comunicato alle parti sociali l’avvio della procedura che porterà al trasferimento delle attività produttive dal sito sangiulianese, con un impatto su 31 lavoratori, pari all’1,2% dell’organico complessivo del Gruppo SMEG.
Le motivazioni della scelta
Secondo quanto spiegato dall’azienda, la decisione è il risultato di un percorso di analisi articolato, durante il quale sarebbero state valutate diverse alternative, tra cui l’acquisizione di altri siti produttivi e soluzioni di ricollocazione nell’hinterland milanese e in altre aree della regione. Tuttavia, nessuna di queste ipotesi è stata ritenuta sostenibile dal punto di vista industriale.
Il trasferimento delle attività è quindi stato individuato come soluzione necessaria nell’ambito di un processo più ampio di riorganizzazione e razionalizzazione delle attività produttive del Gruppo SMEG.
Il trasferimento a Bonferraro e il futuro del marchio
La produzione verrà spostata nello stabilimento di Bonferraro, in provincia di Verona. Una scelta motivata da esigenze tecniche legate alla capacità produttiva, alla continuità operativa e al mantenimento degli standard qualitativi. Il sito veneto è già specializzato nella produzione di macchine per il caffè e rappresenta un polo strategico per il gruppo. Resteranno invece attive le funzioni di ricerca e sviluppo e la commercializzazione dei prodotti a marchio La Pavoni, che continuerà a essere considerato un’eccellenza del made in Italy.
Impatto occupazionale e impegni dell’azienda
L’azienda ha riconosciuto la delicatezza della situazione, sottolineando come la priorità sia quella di contenere il più possibile i disagi occupazionali. In questa direzione, è stata espressa la disponibilità a confrontarsi con istituzioni e sindacati per individuare misure utili ad attenuare le difficoltà dei lavoratori coinvolti.
È stato inoltre precisato che la decisione riguarda esclusivamente lo stabilimento di San Giuliano Milanese e non avrà ripercussioni sulle altre attività del Gruppo SMEG, che proseguiranno regolarmente.
Un confronto ancora aperto
Il passaggio, definito dall’azienda come necessario per garantire la continuità aziendale del ramo produttivo, sarà ora al centro del confronto con il territorio. L’obiettivo dichiarato è quello di gestire la fase con «rigore e responsabilità», mantenendo un dialogo trasparente con tutti i soggetti coinvolti.
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