De Chirico (F.I.): «Ipocrisia della sinistra, ora chiedono discontinuità ma governano da 14 anni. Il vero fallimento è il vostro modello di Milano»

Durante il Consiglio comunale del 21 luglio 2025, il consigliere di Forza Italia ha duramente attaccato il Partito Democratico e la giunta di centrosinistra, accusandoli di ipocrisia e responsabilità diretta nel degrado del modello urbanistico milanese

Alessandro De Chirico (Forza Italia)

Alessandro De Chirico (Forza Italia)

MILANO – È stato un intervento acceso e senza filtri, quello del consigliere comunale di Forza Italia Alessandro De Chirico, oggi in Aula a Palazzo Marino. Nel corso della seduta, dedicata alle conseguenze politiche dell’inchiesta giudiziaria sulla gestione urbanistica della città, De Chirico ha lanciato un duro atto d’accusa contro la maggioranza che sostiene il sindaco Beppe Sala, e in particolare contro il Partito Democratico.

«Mi ricordo quando in quest’Aula, con i cadaveri ancora caldi per il Covid, c’era chi chiedeva le dimissioni e l’arresto del presidente Fontana e dell’assessore Gallera», ha esordito De Chirico, citando esplicitamente l’ex europarlamentare Pierfrancesco Majorino, accusato di avere «la bava alla bocca» nel chiedere allora dimissioni e responsabilità politiche, senza mai poi scusarsi. «Ora siete vergognosi nella vostra memoria», ha detto rivolgendosi ai banchi del centrosinistra.

Pur ribadendo la propria vicinanza umana al sindaco Sala – «l’ho già espressa e la rinnovo anche qui in Aula» – De Chirico ha criticato il primo cittadino per non aver nemmeno menzionato, nel suo intervento, «le 1600 famiglie, o forse più, che sono ancora in attesa di sapere se e quando verrà consegnata loro una casa». Il consigliere ha indicato questo come «il tema più urgente da affrontare», collegandolo direttamente al naufragio della norma cosiddetta “Salva Milano”.

«Ricordo a qualche smemorato che il Salva Milano non è stato affossato dal governo, ma dal Partito Democratico», ha tuonato. «Prima hanno votato alla Camera, poi al Senato hanno iniziato a sollevare “criticità” – chiamiamole così – e dopo l’arresto del funzionario comunale anche il sindaco ha tirato i remi in barca».

De Chirico ha espresso sorpresa per il fatto che, oggi, proprio il PD – che governa la città da 14 anni – si permetta di chiedere un cambio di passo. «Dov’eravate fino a ieri?», ha domandato. Ha poi ricordato che nella scorsa legislatura, quando venne approvato il PGTE (Piano di Governo del Territorio), l’allora assessore Maran vantava le misure come “straordinarie”, esaltando le premialità concesse a chi faceva rigenerazione urbana.

«E invece avete portato cemento nei cortili delle case, vicino ai parchi, in luoghi dove prima c’erano discariche», ha denunciato. Il riferimento è a progetti di edilizia di lusso realizzati con alti indici edificatori nei nodi urbani centrali, a fronte di zero case accessibili per il ceto medio.

«Avete regalato cubature per costruire torri da copertina che nessun milanese potrà mai permettersi. Anzi, avete espulso i milanesi dal mercato immobiliare», ha aggiunto. «Ed è lì che il vostro modello Milano è fallito».

In un passaggio centrale del suo intervento, De Chirico ha ricordato di essere stato tra i primi a chiedere, già un anno e mezzo fa, le dimissioni dell’assessore Giancarlo Tancredi: «Sindaco, era l’unico tecnico della giunta. Lo ha voluto lei. Lo ha premiato. Ma le indagini dovevano far scattare un campanello d’allarme».

Poi, l’attacco più diretto: «Oggi scopriamo che mentre al geometra Brambilla era vietato anche solo avvicinarsi ai cantieri di via Bernina, Sile e Durando, nelle stesse ore c’erano le archistar che chattavano con l’assessore e con il sindaco per chiedere occhi di riguardo».

Infine, l’affondo politico: «È questa la città inclusiva che volete voi del PD? Un sistema in cui chi ha accesso diretto agli uffici ottiene favori, mentre le famiglie restano ad aspettare case che non arrivano mai?».

Con il suo intervento, De Chirico ha ribadito la linea di Forza Italia: nessun giustizialismo, ma neppure indulgenza verso chi ha governato Milano negli ultimi quattordici anni e oggi tenta di scaricare le colpe. Per i forzisti, è il momento della responsabilità e del cambiamento: senza vendette, ma anche senza alibi.