Il Comune di Paullo mette in liquidazione Spm e Spm Sport: l'Amministrazione si riprende mensa, piscine e impianti sportivi
Una scelta definita “obbligata” dall’amministrazione: dopo tre bilanci in perdita il Comune riporta in casa la proprietà delle strutture e affiderà la gestione operativa a società sportive dilettantistiche attraverso gare pubbliche
Immagine rettificata
Vent’anni dopo la nascita della sua principale azienda speciale, il Comune di Paullo chiude il capitolo di Spm srl e Spm Sport e decide di riportare dentro l’ente la piena titolarità di mense, piscine e impianti sportivi. La decisione, annunciata in consiglio comunale dalla vicesindaca Danila Gilberti, arriva al termine di un percorso tecnico e normativo complesso, maturato nel quadro delle regole che negli ultimi anni hanno ristretto il perimetro di azione delle società partecipate pubbliche, dal decreto Madia al Testo unico sulle società a controllo pubblico. Non un atto improvviso, né indolore, ma un cambio di rotta che l’amministrazione definisce necessario per proteggere il bilancio comunale e garantire la continuità dei servizi alla cittadinanza.
Un modello arrivato al capolinea
Negli ultimi anni Spm aveva già progressivamente ridotto le proprie funzioni. Prima il canone unico, trasferito nel 2022 a Ica perché troppo oneroso per una struttura di dimensioni ridotte; poi la farmacia comunale, affidata a Farcom con risultati ritenuti positivi in termini di fatturato, orari e flessibilità organizzativa. A restare in carico erano soprattutto gli impianti sportivi e le piscine, proprio l’ambito che, alla prova dei numeri, ha mostrato le maggiori criticità. Le due società partecipate hanno infatti chiuso tre bilanci consecutivi in perdita, una circostanza che, alla luce della normativa vigente, impone percorsi di razionalizzazione e rientro.
Lo studio Bdo e le alternative sul tavolo
Per valutare ogni possibile scenario, l’amministrazione ha affidato a Bdo una revisione esterna, analizzando dati economici, prospettive gestionali e possibili strategie nel medio e lungo periodo. Le ipotesi individuate si sono concentrate su due strade: un aumento significativo delle tariffe, con il rischio di ridurre l’accessibilità sociale degli impianti senza garantire un reale riequilibrio, oppure nuovi investimenti rilevanti che la società non era in grado di sostenere. Intanto, una parte delle risorse era già stata impegnata direttamente dal Comune: circa 800mila euro per campi da tennis e calcetto, spogliatoi, piscina scoperta, campo da calcio 8 e beach volley. Nonostante questo, i conti non tornavano.
La liquidazione per “sterilizzare” le perdite
Con la messa in liquidazione, spiegano dagli uffici comunali, l’obiettivo è “sterilizzare” le perdite e impedire che nuovi buchi ricadano sul bilancio pubblico. Gli impianti tornano così pienamente nella disponibilità patrimoniale del Comune, che potrà separare la proprietà delle strutture — stimata in oltre 4 milioni di euro tra edifici e aree sportive — dalla gestione operativa delle attività. Quest’ultima verrà affidata tramite gara a società sportive dilettantistiche strutturate, con contratti vincolanti su tariffe, standard di servizio, manutenzione e clausole di controllo pubblico. Come ha riconosciuto la vicesindaca Danila Gilberti, «Non è una scelta a cuor leggero». Una decisione assunta, ha sottolineato l’amministrazione, per tutelare la sostenibilità finanziaria e preservare servizi che, dopo la pandemia, in molte realtà hanno subito chiusure temporanee o definitive.
La posizione della maggioranza: «Piscine aperte, nuova gestione»
Dalla giunta guidata dal sindaco Luigi Gianolli arriva la rassicurazione sul futuro degli impianti. La segretaria comunale ha richiamato il quadro normativo che prevede interventi correttivi in presenza di perdite strutturali e duplicazioni di funzioni, mentre l’esecutivo ha ribadito come l’impiantistica sportiva di Paullo non abbia mai interrotto l’attività, nemmeno nei mesi più complessi della pandemia. La liquidazione, spiegano, consentirà di evitare il protrarsi delle perdite, riportare la piena proprietà degli impianti al Comune e procedere ad affidamenti in grado di garantire economie di scala, con regole e controlli stringenti. Il sindaco Luigi Gianolli ha rimarcato il senso della scelta: «Questa scelta nasce dalla volontà di proteggere gli impianti e i servizi. Li abbiamo tenuti aperti anche nei momenti più difficili e lavoriamo perché restino un presidio sociale per la comunità anche negli anni a venire».
L’opposizione lascia l’aula e valuta un ricorso
La delibera è stata approvata in consiglio comunale in un clima teso e segnato da una forte frattura politica. I gruppi di minoranza hanno abbandonato l’aula prima del voto, denunciando tempi stretti, metodi e — secondo quanto sostenuto — la mancata disponibilità di tutti i documenti necessari per un esame approfondito. Hanno lasciato i consiglieri di Insieme per Paullo, Paullo Nuova e Cittadini di Paullo, mentre è rimasta in aula la consigliera indipendente Alice Bellavita. La consigliera Roberta Castelli (Insieme per Paullo) ha dichiarato: «Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Ma annotiamo un passo indietro della vicesindaca Danila Gilberti e del sindaco Luigi Gianolli, che parlano di ben altro futuro per Spm. Da parte nostra, non ci è stato fornito alcun documento su cui fondare un voto consapevole». Sulla stessa linea il capogruppo di Paullo Nuova Giancarlo Broglia, che ha evidenziato responsabilità gestionali del passato: «Chi amministrava questa struttura prima? Il sindaco attuale. Abbiamo chiesto la presenza del Cda di Spm in aula, che ha ereditato la gestione deficitaria precedente, ma non abbiamo letto un loro parere. Si fa riferimento a memorandum e analisi che non abbiamo mai ricevuto. La liquidazione viene presentata come unica soluzione sostenibile, ma senza gli atti non possiamo valutarla». Il capogruppo Simone Liberati (Insieme per Paullo) ha contestato il metodo e la tempistica: «Siamo venuti a conoscenza del destino di Spm solo il 29 dicembre, nonostante un anno di richieste, sopralluoghi e consigli straordinari. Per noi gli impianti sportivi e natatori devono restare aperti e tornare a essere un fiore all’occhiello. La discussione non si chiude qui». Più netto Massimo Gatti, capogruppo di Cittadini di Paullo, che ha annunciato: «Valuteremo il ricorso a prefetto e difensore civico».
Il documento di Paullo Nuova: «Il conto finale della cattiva gestione»
Nel comunicato diffuso dalla lista civica Paullo Nuova, la messa in liquidazione viene definita il punto di arrivo di una stagione di criticità mai affrontate con chiarezza. Il gruppo sottolinea difficoltà di accesso ai documenti, mozioni non discusse e scarsa trasparenza del confronto politico. Nel testo si legge che, durante l’ultimo consiglio comunale del 29 dicembre, l’amministrazione sarebbe stata «costretta ad ammettere che la liquidazione è l’unica soluzione sostenibile», individuando tra i protagonisti della vicenda il sindaco Luigi Gianolli, già amministratore unico di Spm, e la vicesindaca Danila Gilberti, alla quale in passato era stata affidata la delega alle partecipate. La seduta, ricordano, è stata approvata con soli otto voti, a causa di diverse assenze in maggioranza. La lista annuncia l’intenzione di riportare il tema «al centro del dibattito, nell’interesse di tutti i paullesi».
Un capitolo che si chiude, un altro che si apre
Tra posizioni politiche contrapposte e un confronto che si annuncia ancora lungo, la liquidazione di Spm e Spm Sport segna la fine di un modello di gestione e l’avvio di una fase nuova, fondata su un controllo pubblico pieno degli impianti e su affidamenti esterni regolati in modo stringente. L’amministrazione parla di sostenibilità e tutela del patrimonio; le opposizioni rivendicano la necessità di chiarezza e trasparenza sugli atti. In mezzo, resta un patrimonio sportivo e sociale che la comunità di Paullo considera strategico e che ora è chiamato a trovare un equilibrio tra solidità economica e accessibilità per tutti.
Nota della Redazione
La dicitura «Chiuso per liquidazione» presente nella vignetta non era in realtà riferita agli impianti — come emerge chiaramente dal contenuto dell’articolo, per il quale non è stata avanzata alcuna richiesta di rettifica — ma intendeva rappresentare in forma simbolica la notizia della liquidazione delle società, che per loro natura comporta la chiusura dei soggetti giuridici coinvolti.
In ogni caso, la redazione ha scelto di accogliere la richiesta dell’Amministrazione e ha provveduto a modificare l’immagine originaria, sostituendola con quella attualmente visibile in copertina.
Qui è visibile la richiesta di rettifica
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